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Quinto conto energia : la posizione di Power-One

19 luglio 2012

“Ministro Passera non ci tolga il mercato, così si uccidono le rinnovabili”. Questa in una frase, la posizione di Power-One relativamente al nuovo decreto di approvazione del quinto conto energia e delle sue nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico.

Il sei Luglio 2012 c’è stata l’approvazione definitiva dei due decreti ministeriali che individuano le nuove regole incentivanti per la produzione di energia da fotovoltaico e per le altre rinnovabili elettriche non fotovoltaiche. Il testo relativo al nuovo quinto Conto Energia è stato quindi approvato.

Stando a dichiarazioni di A.Farri, Power-One, il quinto Conto Energia presenta elementi di grande criticità e, nonostante le dichiarazioni rassicuranti che arrivano dal Ministero per lo Sviluppo Economico, sarà causa di importanti conseguenze per le industrie e per tutti gli operatori del settore del solare fotovoltaico in Italia.

Stando all’opinione di A. Farri, “..si può ancora rimediare”.
In fase di avvio del quinto Conto Energia si può infatti lasciare aperto uno spiraglio per la modifica della regola del registro nel caso in cui, passati tre mesi dal varo del decreto, si dovesse riscontrare un’arresto totale dell’intero settore.

Sarebbe un approccio serio, ed anche giustamente umile, ad un problema che rischia di essere molto serio per le aziende del settore fotovoltaico italiano.

fotovoltaico sui tetti dei capannoniInoltre, come anche indicato dal Gifi, se davvero non c’e intento punitivo nei confronti delle rinnovabili, bisogna che siano risolte velocemente

tutte le limitazioni regolatorie allo scopo di liberalizzare il mercato dell’energia dando la possibilità reale di produrre e vendere l’energia elettrica anche sulla base di contratti tra privati. A tale scopo la rapida regolazione dei Servizi Efficienti di Utenza, i cosiddetti SEU, rappresenta l’ultima spiaggia per il salvataggio dell’industria fotovoltaica.

 

Power-One approva e si fa portavoce dell’opinione diffusa fra gli operatori del settore (e fra tanti esponenti politici di tutti gli schieramenti) che se davvero si voleva “dare una regolata” al settore, sarebbe stato sufficiente ridurre le tariffe incentivanti previste dal Quarto Conto Energia, riduzione graduale e programmata in funzione dei Mw fotovoltaici installati. Quel sistema avrebbe spinto il settore velocemente verso la grid parity ed avrebbe permesso di raggiungere un punto di equilibrio fra incentivi ed installato. Tutto ciò avrebbe dato forte stabilità al mercato.

Voler cambiare tutto l’impianto della legge invece, dà la sensazione di una misura punitiva. Il mercato che deriverà dal contingentamento della potenza installata gestito dai registri sarà di circa 1,5 GW all’anno contro i 3,5-4 GW annui che il mercato italiano ha saputo sviluppare fino ad ora. E’ chiaro che una riduzione di quasi 2/3 del mercato interno non potrà che causare disastri per le aziende. C’e’ una diffusa percezione fra gli operatori economici che il registro non funzionerà e, inoltre, il limite del fuori registro, che sia 12KW o 20KW poco importa, è visto come una punizione nei confronti del settore e come una misura il cui unico scopo è il blocco dello sviluppo del fotovoltaico in Italia.

Questa la posizione di Power-One, in sintonia con molti altri operatori del settore, che ritiene inoltre che il Ministero avrebbe dovuto ascoltare chi ha saputo investire in Italia ed ha difeso l’occupazione e la crescita nel nostro Paese in un momento in cui l’economia andava in tutt’altra direzione.

Fonte: comunicato stampa – Power-One.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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