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Quinto conto energia : il parere di Conergy

1 agosto 2012

In un altro articolo avevamo visto il parere di Power-One sul quinto conto energia e le nuove tariffe incentivanti.

In questo articolo riportiamo un comunicato che illustra il parere di un’altra azienda leader a livello internazionale del fotovoltaico, Conergy Italia (del gruppo tedesco Conergy), attraverso le parole del suo amministratore delegato Giuseppe Sofia che commenta il futuro e le prospettive del fotovoltaico in Italia alla luce del quinto conto energia.

In poche parole la tesi sostenuta dall’ AD Conergy è questa: “Nel nuovo conto energia ci sono le basi per un fotovoltaico che va a spostarsi dall’essere un prodotto di investimento finanziario ad un prodotto energia”.

Racconta Giuseppe Sofia:

Vorrei fare un passo indietro, ai tempi in cui il fotovoltaico era solo passione. Vent’anni fa […] non vi erano incentivi , l’impianto fotovoltaico veniva realizzato fondato sulla convinzione che produrre energia elettrica bruciando petrolio e suoi derivati non fosse la cosa Quinto conto energia remunerativo con  autoconsumomigliore; anche in Italia nei primi anni 2000, allora mi occupavo di soluzioni di accumulo per il fotovoltaico, vi erano installatori, specialisti del solare, che proponevano e realizzavano fotovoltaico come scelta consapevole e dimostrando che dato il trend di aumento dei costi della bolletta in 20 anni ci poteva essere convenienza.

In questo momento in cui viene messa a rischio la continuità del settore dobbiamo tornare ai fondamentali perché le attuali scelte industriali ed energetiche stanno danneggiando in modo irreversibile l’ambiente e consumando le risorse planetarie ad un ritmo pauroso.
Il fotovoltaico è una tecnologia straordinaria, consente di produrre energia esattamente dove ce n’è bisogno, con bassi costi di distribuzione, senza alcun effetto collaterale. Il fotovoltaico, come energia e come comparto ha bisogno tuttavia di essere ancora supportato, se non con incentivi con i giusti accorgimenti normativi, non per garantire gli interessi di investitori e in verità nemmeno per quelli delle società industriali o commerciali. Va supportato e favorito perché è la tecnologia giusta e nel mix energetico di un paese socialmente evoluto deve avere un ruolo importante; questo, a ruota, a mio parere potrà far nascere nuovi operatori e nuovi modelli di business.

Il quinto conto energia ha suscitato reazioni ostili da parte delle associazioni e degli operatori del settore, non tanto per la diminuzione delle tariffe incentivanti, che data la diminuzione dei costi dei materiali rendono l’investimento ancora conveniente e remunerativo. Ciò che ha suscitato maggiore ostilità sono le ulteriori complicazioni burocratiche e la definizione dei tetti di incentivazione semestrali con il registro Gse. Questo rende ulteriormente onerosi le gestione delle pratiche ed i costi amministrativi. Anche l’esiguità del plafond che è stato assegnato, è un punto critico essenziale: si teme infatti possa estinguersi nel giro di qualche mese creando ancora una volta problemi di discontinuità normativa che ostacolano i programmi di investimento.

Il quinto conto energia ha però apportato anche alcuni elementi positivi: primi fra tutti il bonus speciale per gli impianti con componenti fabbricati in Europa (il cd “Made in EU/SEE“),  il premio per gli impianti fotovoltaici innovativi per l’ integrazione
architettonica negli edifici ed il premio per l’installazione di impianti in sostituzione di eternit e amianto.

 

La cosa più importante è il premio sull’ autoconsumo

Per come è concepito il Quinto Conto Energia, ed è questa forse la cosa più importante, verranno premiati maggiormente gli impianti realizzati dove c’è consumo di energia, rendendo remunerativo l’autoconsumo attraverso una tariffa premio sull’autoconsumo. La massima remuneratività, il massimo guadagno, si ha negli impianti fotovoltaici in cui il consumo dell’energia prodotta è istantaneo, contestuale al momento della produzione.
Questo, come affermato nelle prime righe di questo articolo, crea le basi affinchè il fotovoltaico si sposti dall’ essere considerato come un prodotto di investimento finanziario all’essere considerato realmente come un prodotto energia.

Grazie alla diminuzione dei costi del fotovoltaico oggi il chilowattora fotovoltaico nei 20/30 anni di esercizio dell’impianto costa meno del kWh di rete rendendo l’impianto fotovoltaico una scelta eco-sostenibile ed anche remunerativa. Questo a patto che l’energia prodotta venga consumata contestualmente alla produzione.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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