Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio
Sei un installatore? Cerchi nuovi clienti? Scopri ora il nostro servizio

Fotovoltaico industriale senza incentivi si recupera in 5 anni, caso studio

10 aprile 2013

Il fotovoltaico industriale senza incentivi è sostenibile economicamente? L’investimento assicura un ritorno economico vantaggioso per le aziende che lo attuano?

Secondo Aba Impianti srl, società attiva nel campo delle energie rinnovabili, la risposta è sì. La società mostra infatti, attraverso il seguente piano di fattibilità, come sia possibile ottenere un ritorno economico inferiore ai 5 anni per un impianto fotovoltaico industriale senza incentivi.

Lo studio di fattibilità redatto da Aba Impianti dimostra come per un’azienda investire nel fotovoltaico è oggi un costo di molto inferiore rispetto all’anno scorso. Oggi, inoltre, rispetto all’anno passato, è possibile ottenere tempi di rientro dall’investimento inferiori di due anni rispetto agli anni passati, pur senza gli incentivi statali del conto energia.

Vediamo come: ecco il caso studio.

 

Caso studio: fotovoltaico industriale senza incentivi

Gli incentivi del quinto conto energia stanno per finire, per questo motivo è opportuno verificare in prima persona se e quanto il fotovoltaico possa risultare ancora conveniente senza incentivi anche per le aziende  (senza quindi la detrazione fiscale Irpef del 50%, detrazione riservata solo agli impianti domestici al servizio dell’abitazione).

 

fotovoltaico industriale senza incentivi

Nel caso studio viene presa in esame la realizzazione di un impianto fotovoltaico di 99,6 Kw di potenza installato al servizio di un’azienda, situata nel nord italia,  che consuma circa 300.000 Kwh l’anno. Nel nord italia il rendimento medio del fotovoltaico è intorno ai 1.150 Kwh/Kwp l’anno.

Dato fondamentale per la buona riuscita dell’ investimento è  la quota di autoconsumo prevista, autoconsumo istantaneo, cioè nel momento stesso della produzione dell’impianto. Qui si ipotizza un autoconsumo istantaneo del 75% cioè di circa 86.330 kwh l’anno.

 

I costi, i benefici ed il ritorno economico

Il costo stimato per l’impianto di 99,6 Kw è di 124.998 euro, circa 1.255 euro/Kw. Il caso studio ipotizza un finanziamento dell’80% con un interesse del 5% l’anno per 20 anni.

Ecco nel dettaglio i fattori di ritorno economico dai costi:

  • il beneficio economico (il risparmio) derivante dall’autoconsumo istantaneo è di circa 17.000 euro l’anno che va gradualmente ad aumentare negli anni per effetto dell’aumento inflazionistico del costo dell’energia in bolletta;
  • il beneficio economico derivante dal “contributo in conto scambio” dello scambio sul posto: si stimano circa 2.800 euro l’anno, nei primi anni di funzionamento (ma che vanno gradualmente ad aumentare). Con lo scambio sul posto, infatti, si immetterà nella rete elettrica nazionale tutta l’energia non immediatamente auto-consumata: circa 22.210 kwh l’anno.

Considerando una rata annuale di 8.000 euro, il ritorno economico dalle spese sostenute si raggiunge tra il quarto ed il quinto anno di attività dell’impianto fotovoltaico.

Ecco la tabella che riassume i numeri del ritorno economico dall’investimento preso in esame,  nei primi 4 anni e mezzo di funzionamento dell’impianto fotovoltaico: dal primo luglio 2013 a fine 2017.

Tabella fotovoltaico industriale senza incentivi

* Data di inizio: 1 luglio 2013

 

Guardando il piano di fattibilità sull’arco dei 20 anni, considerando l’usura dell’impianto ma anche l’aumento dei costi dell’energia in bolletta Aba Impianti stima che la quota di risparmio media conseguente all’autoconsumo è di circa  38.000 euro l’anno ed il contributo dello scambio sul posto è mediamente di 3.000 euro l’anno.

Dopo i 20 anni il flusso di cassa arriva a circa 262.708 euro totali.
Ecco il grafico del flusso di cassa.

 

Flusso di Cassa fotovoltaico industriale senza incentivi

Il caso studio proposto da Aba Impianti mostra dunque come è possibile per un’azienda sostenere l’investimento fotovoltaico senza incentivi grazie al dimezzamento dei prezzi ed al dimezzamento del volume totale dell’investimento.

La bontà dell’investimento fotovoltaico senza incentivi è sempre un rapporto tra costi e benefici: i costi hanno visto e continueranno a vedere ulteriori ribassamenti, i benefici (soprattutto i benefici indiretti derivanti dall’autoconsumo) aumenteranno invece sempre di più in relazione all’aumento inflazionistico del prezzo dell’energia in bolletta.

L’analisi proposta da Aba Impianti è il frutto di calcoli teorici, calcoli vincolati all’effettiva riduzione dei prezzi di moduli fotovoltaici, inverter e strutture di sostegno per i prossimi anni, a seguito del termine degli incentivi al fotovoltaico. Il caso studio è stato creato infatti, ci tiene a precisare l’azienda, analizzando in maniera approfondita i trend di riposizionamento dei prezzi sul mercato prevedibili per i prossimi anni.

 

Fonte: Aba Impianti s.r.l.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

Clicca per richiedere una consulenza o un preventivo


2 Commenti

  1. Nicola, il 21 giugno 2013 ore 11:37

    Ritengo difficile che il costo specifico di un kWp sia quello prospettato, soprattutto in virtù dei nuovi dazi doganali sui pannelli cinesi entrati in vigore. I dazi sono stati applicati perchè, proprio in base alla politica di dumping della Cina, alcune aziende produttrici di moduli erano già fallite in quanto erano costrette a immettere nel mercato i propri prodotti a prezzi già ridotti all’osso, per cui mi pare poco fattibile il raggiungimento di quell’importo anche in assenza di dazi.
    Nonostante ciò, ritengo giusto i ragionamento per cui oggi conviene ancora installare un impianto fotovoltaico, anche se il pay back si dovesse spostare di due-tre anni.

    • Alessandro, il 22 giugno 2013 ore 00:18

      Secondo me ciò che veramente fa la differenza, a parità di prezzi, è la quota di autoconsumo.. anche a costo di acquistare un ben ponderato sistema di accumulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti.
Se non vuoi lasciare un commento, clicca qui per ricevere gli aggiornamenti dalla discussione.