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Pannelli fotovoltaici, smaltimento come RAEE a carico del produttore

10 giugno 2014
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

I proprietari di case e immobili in genere, dove sono installati pannelli fotovoltaici, non devono più occuparsi direttamente dello smaltimento, ma possono delegare gratuitamente a sistemi di smaltimento individuale o collettivo RAEE.

È quanto stabilito dal D.Lgs. 49/2014, in vigore dallo scorso 12 aprile: non più quindi smaltimento come normali rifiuti ma come rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche alla stregua di computer e grandi elettrodomestici.

È palese infatti che le sostanze al loro interno hanno la necessità di essere gestite in maniera specifica, messe in sicurezza con lavorazioni ad hoc e non abbancate alla bell’è meglio in una qualsiasi discarica.

Due sono quindi le riflessioni da fare: la prima, senza dubbio di matrice ambientale, che porta a prefigurare uno scenario di minore impatto sul territorio, soprattutto in un ottica futura, ovvero quando s’inizieranno a smaltire i primi pannelli installati negli ultimi decenni, ma anche presente, perché a tale disciplina devono sottostare fin da ora gli addetti ai lavori che magari si trovano a sostituire un pannello non funzionante.

La seconda , ma assolutamente non secondaria, riguarda invece la questione economica, che va distinta in base alla declinazione dell’impianto: si tratta di un impianto domestico oppure a scopo professionale? Più chiaramente la potenza è superiore o meno a 10KW? È quindi davvero semplice sapere come comportarsi: nel primo caso, quando si tratta di pochi pannelli ad uso domestico, lo smaltimento non sarà a carico del proprietario dell’immobile dove esso si trova ma del produttore che ha realizzato l’impianto.

 

raee

 

Una volta raggiunti o superati i 10 KW, il legislatore ha stabilito che ai pannelli vada applicata la regola che vale per in RAEE storici, ovvero quelli venduti prima del 2005. La norma dice che l’onere della dismissione peserà sugli ”utilizzatori professionali” a meno che essi non decidano di sostituire i vecchi pannelli con nuovi esemplari, nel qual caso a occuparsene dovranno essere i produttori.

 

Come fare fronte, da parte delle aziende produttrici, a questo nuovo impegno? Ci pensa il GSE (Gestore Servizi Energetici) con le risorse finanziarie del IV e V Conto Energia. In realtà però si tratta di fondi che sono stati già versati dai produttori e accantonati in previsione di un futuro smaltimento. Adesso le stesse trattenute riguarderanno gli utilizzatori professionali, che vedranno quindi diminuire gli incentivi spettanti per far fronte appunto a queste situazioni. In parole povere, il GSE trattiene parte dell’incentivo statale e lo restituisce per far fronte ai costi dello smaltimento, con l’ipotesi non restituirlo nel caso la dismissione non avvenga secondo le regole.

Ci sono però ancora tanti interrogativi da chiarire, ed è necessario che il legislatore faccia luce con una certa rapidità, per evitare quella vacatio legis tanto pericolosa soprattutto nel nostro paese.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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