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Gli effetti futuri delle energie rinnovabili sui mercati internazionali

Ultimo aggiornamento: 3-11-2014
  - Articolo scritto da  Luana Galanti

Le energie rinnovabili, che ruolo avranno nei mercati internazionali?
Nel corso del Festival della Diplomazia si è tenuto un interessante dibattito riguardo al ruolo che assumeranno in futuro le energie rinnovabili nel contesto europeo e internazionale. La rapida diffusione dell’energia eolica e di quella fotovoltaica avranno infatti un impatto diverso nei Paesi industrializzati e nelle economie emergenti.

Il processo di de-carbonizzazione di cui si sta rendendo protagonista l’Europa vede le energie rinnovabili in primo piano. A fare il punto sulla situazione attuale e sui possibili scenari futuri nel mercato energetico internazionale è stato Roberto Vigotti, segretario generale di RES4MED (Renewable Energy Solutions for the Mediterranean), nel corso del dibattito “Energie rinnovabili: quale scenario futuro?”.

Secondo Vigotti la rapida ascesa delle tecnologie legate all’eolico e al fotovoltaico avrà effetti diversi a seconda del contesto economico dei diversi Paesi. Entro il 2035 la domanda di elettricità a livello globale aumenterà notevolmente, soprattutto nei Paesi emergenti. Nei Paesi industrializzati, invece, gran parte degli investimenti da mettere in cantiere saranno destinati alla sostituzione di asset ormai obsoleti.

energie rinnovabili e mercati internazionali

Gli investimenti finalizzati all’aumento della capacità produttiva e quelli indirizzati all’aggiornamento e alla sostituzione di materiali e dispositivi non più efficienti ammontano a 17 trilioni di dollari.

Secondo Vigotti il processo di decarbonizzazione che sta interessando l’Europa è un fattore di crescita molto importante. L’adozione a livello continentale di sistemi di sfruttamento delle energie rinnovabili procede a un buon ritmo, tanto da permettere ai Paesi UE di raggiungere senza problemi gli obiettivi fissati per il 2020. Il settore delle rinnovabili è sempre più strategico in tutta Europa per il rilancio dell’innovazione e per l’aumento della competitività delle diverse nazioni. Inoltre, crea nuovi posti di lavoro e permette di raggiungere il non secondario obiettivo di indipendenza energetica dalle fonti fossili del Vecchio Continente.

Vigotti ritiene che nel breve periodo non assisteremo in Europa a modifiche sostanziali nella quantità di investimenti destinati ad aumentare la capacità produttiva dei sistemi elettrici; il fabbisogno di investimenti crescerà invece nel medio e nel lungo termine, quando si dovrà procedere all’ammodernamento del sistema. Nei Paesi dinamici (Cina in primis, ma anche Paesi dell’area del bacino del Mediterraneo) lo scenario è profondamente diverso. Queste economie sono protagoniste di una crescita economica sostenuta e hanno bisogno di grandi investimenti in capacità produttiva soprattutto nel breve periodo. Sono diversi i governi nazionali che in queste zone hanno avviato ambiziosi progetti per lo sviluppo di sistemi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza energetica.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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