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Il Decreto Sblocca Italia “dimentica” le rinnovabili

Ultimo aggiornamento: 06-11-2014

Le “Misure urgenti in materia di energia” adottate dal governo e inserite nel Decreto Sblocca Italia, ora all’esame del Senato, puntano tutto o quasi sulle fonti fossili, “dimenticandosi” di tenere in debita considerazione le rinnovabili, che assumono un peso sempre più rilevante ogni giorno che passa nel mix energetico nazionale e mondiale. Le proteste per questa scelta strategica arrivano da più fronti: oltre alle associazioni ambientaliste e al Movimento 5 Stelle, bocciano il decreto anche numerosi scienziati e accademici, non solo i “soliti noti” ambientalisti.

Il Decreto illustra le misure previste dal governo in materia energetica agli articoli 36, 37 e 38. Già a un primo sguardo si intuisce come il decreto parli esclusivamente di idrocarburi, non facendo cenno alle energie rinnovabili. Sorprende la decisione di favorire gli interventi per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi in un Paese che ha giacimenti di gas naturale e di petrolio limitati per numero e per dimensioni.

Questa scelta è stata criticata da più parti ed è stata giudicata miope e a tratti incomprensibile.  Al coro di proteste si è unita la voce di un gruppo di accademici e ricercatori guidati dal professor Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna, che ha scritto una lettera aperta al governo. In questo documento gli studiosi esprimono il loro punto di vista sulla strategia energetica nazionale adottata dal governo ed espongono le loro perplessità riguardo alle disposizioni dello Sblocca Italia.

sbloccaitalia e rinnovabili

Gli studiosi ritengono che, più che incentivare le trivellazioni e la ricerca di giacimenti sotterranei di idrocarburi, sia prioritario nel nostro Paese incentivare la riduzione dei consumi e l’adozione di sistemi puliti per la produzione di energia. Ciò che manca in Italia e che andrebbe sviluppata è una cultura del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. L’efficienza energetica è e deve essere la priorità.

Solo nel 2013 le fonti rinnovabili (idroelettrico compreso) hanno prodotto il 22% dell’energia elettrica a livello globale e il 40% di quella prodotta in Italia. Negli ultimi anni, anche grazie al sistema di incentivi dei diversi Conti Energia, in Italia è cresciuto costantemente il numero di impianti fotovoltaici adottati da famiglie e imprese per produrre energia per l’autoconsumo. Questa scelta non è solo economica, ma ha forti benefici sul piano ambientale, abbattendo le emissioni di gas serra. Proprio quest’ultimo è un obiettivo sovranazionale: l’UE si è data dei precisi obiettivi da rispettare per ridurre gradualmente le emissioni e l’inquinamento. Per un futuro sostenibile si dovrebbero incentivare ancor di più l’adozione e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili a discapito di quelle fossili, esattamente il contrario di quanto sta facendo l’Italia.

Il team guidato dal prof. Balzani critica soprattutto la scelta di basare la strategia energetica dell’Italia sugli idrocarburi anziché di investire nel sole. L’Italia non è un Paese ricco di giacimenti, ma ha un irraggiamento solare tale da garantire la quasi totale indipendenza energetica dagli altri Paesi.  Lo sviluppo del settore delle rinnovabili porterebbe investimenti e favorirebbe la creazione di molti posti di lavoro. In più, sottolineano gli studiosi, non avrebbe alcun impatto negativo su una delle industrie più fiorenti della nostra economia: il turismo.

Mentre la lettera aperta inviata al governo guidato da Matteo Renzi si conclude con un invito al dialogo, è più netta la posizione assunta dalle maggiori associazioni ambientaliste (Greenpeace, WWF e Legambiente) che chiedono la cancellazione degli articoli incriminati.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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