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Fotovoltaico più diesel, ecco la prima centrale in Asia

20 dicembre 2013

Unire il fotovoltaico alle centrali Diesel. E’ l’ultima trovata per produrre energia conseguendo gli obiettivi del risparmio energetico e del risparmio economico. Coadiuvando infatti i classici generatori diesel (a combustione e per questo inquinanti) col solare si ottengono grandi risparmi di carburante e minori emissioni inquinanti.

Si chiama SMA Fuel Save Solution, l’innovativa soluzione di SMA per unire i vantaggi del solare, cioè: energia gratuita e pulita di giorno, con quelli del Diesel che garantisce continuità e sicurezza di generazione giorno e notte. Il fotovoltaico applicato alle centrali Diesel fa risparmiare, e di molto, sui costi del carburante. Questo è il vantaggio principale per chi decide di utilizzare il solare nelle centrali ibride.

E’ questo l’esempio di un progetto realizzato nell’Isola di Vava’u, nell’Oceano Pacifico asiatico, in cui SMA ha realizzato la prima centrale ibrida fotovoltaico più diesel in Asia. L’isola del Pacifico è da oggi in grado di ridurre i costi energetici e la sua dipendenza dai combustibili fossili.

A monte di ogni efficiente sistema c’è sempre un efficiente “cervello”: il cervello del sistema è lo SMA Fuel Save Controller, il dispositivo che consente un’integrazione intelligente del fotovoltaico nel sistema, senza compromettere il funzionamento dei generatori diesel. Da un lato massimizza l’utilizzo dell’energia solare, dall’altro stocca l’energia non richiesta al momento e dall’altro mette in funzione i generatori diesel solo in caso di bisogno.

Non solo produzione di energia, dunque, ma anche “accumulo”.

fotovoltaico piu diesel schema

Grazie all’unità di stoccaggio, l’impianto è in grado di funzionare anche in presenza di condizioni atmosferiche sfavorevoli, come ad esempio forte nuvolosità. L’impianto ibrido FV-diesel copre il 70% del fabbisogno energetico complessivo di Vava’u durante le ore più calde e produce circa il 13% del fabbisogno energetico complessivo annuale dell’isola.

Ecco come è fatto l’impianto fotovoltaico ibrido.

Il sistema è composto da pannelli solari posti a terra e parchi batterie completamente integrati nella centrale diesel dell’isola. L’impianto ha una potenza di 500 kW ed è in grado di produrre circa 873.000 KWh di corrente pulita all’anno: circa 1.700 kwh per kw installato/anno. La componente fotovoltaica è in grado così di far risparmiare in media 225.000 litri di gasolio. L’impianto utilizza inoltre 21 inverter SMA Sunny Tripower 20000 TL, 15 inverter SMA Sunny Backup 5000 nonché la centralina di gestione dell’intero sistema: lo SMA Fuel Save Controller.

Ecco le dichiarazione di Mark Twidell, amministratore delegato di SMA Australia:

“SMA è fiera di aver potuto supportare il governo di Tonga a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il progetto beneficia dei vantaggi di SMA Fuel Save Solution, che contribuisce a stabilizzare la rete e impedisce guasti all’impianto.”

L’azienda che ha realizzato l’installazione dell’impianto fotovoltaico è l’australiana Ingenero, il cui amministratore delegato, Rodger Wgitby, ha commentato:

“SMA Fuel Save Solution consente un’integrazione moderna del fotovoltaico in impianti con generatori diesel, senza rinunciare alle funzionalità, all’affidabilità tecnica o all’efficienza del combustibile”

 

Il progetto, interessante e soprattutto utile a ridurre di molto i costi energetici dell’isola, rappresenta un buon esempio che può aprire la strada anche per altri territori remoti in cui non arrivano le reti elettriche nazionali. L’utilizzo razionale ed efficiente dell’energia passa, come il risparmio energetico, attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’autoproduzione di energia pulita in integrazione alle centrali ed alle tecnologie ‘tradizionali’.

 

Questo tipo di impianti idridi rappresentano allo stesso tempo una valida alternativa, economicamente conveniente, alla classica generazione basata su combustibile diesel.

L’isola di Vava’u ha una superficie di 90 chilometri quadrati ed è la seconda isola per dimensioni del Regno di Tonga. Finora Vava’u assicurava il proprio approvvigionamento energetico mediante generatori diesel. Per ridurre i costi del combustibile e le emissioni di CO2 è stato commissionato lo sviluppo di un sistema ibrido. Anche questa piccola isole si è posta degli obiettivi energetici chiari: la Tonga Energy Road Map (TERM). Con questa si pone l’obiettivo di produrre il 50% del fabbisogno energetico del regno da fonti di energia rinnovabili entro il 2020.

Anche la filiale italiana di SMA sarebbe impegnata in prima linea nello sviluppo di questo nuovo modello di approvvigionamento energetico ibrido e lavora in Italia a fianco di partner che vogliono sperimentare queste nuove soluzioni.

 

Centrale fv di Tonga

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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