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Energie rinnovabili, un’opportunità non colta dalle isole italiane

20 marzo 2015
  - Articolo scritto da  Luana Galanti

Le energie rinnovabili sono una grande opportunità non colta dalle isole italiane che, per approvvigionarsi di energia e acqua, fanno ancora affidamento a gruppi elettrogeni a diesel e a navi cisterna. Nonostante il passaggio alle rinnovabili, con uno sfruttamento integrato di acqua, sole e vento, si tradurrebbe in risparmio economico, migliori condizioni ambientali e sociali.

A Pantelleria si è tenuto un congresso di due giorni sul tema delle energie rinnovabili per le isole, Greening the Islands, durante il quale si è dibattuto sulle potenzialità che le energie pulite hanno per il futuro delle isole più piccole. Come sostenuto anche da Kostantina Toli, responsabile per il Mediterraneo di Global Water Partnership, “per le isole energia e acqua sono un binomio inscindibile”.

Le isole italiane sono ancora molto, forse troppo, ancorate alle risorse fossili. Nonostante nella maggior parte dei casi si sia già arrivati a una situazione di grid parity, nessun progetto è in cantiere per sfruttare adeguatamente le tante risorse naturali di cui dispongono le isole minori, in modo da diventare autosufficienti dal punto di vista energetico.

rinnovabili sulle isole

Mentre all’estero, tanto nel nord Europa (ne è un esempio l’isola di Samso, in Danimarca) quanto nel sud Europa (come nel caso dell’isola delle Canarie El Hierro), sono diversi i progetti sperimentali che integrano sistemi fotovoltaici ed eolici per la produzione di energia elettrica e dissalatori per la produzione di acqua potabile, in Italia sono ancora le fonti fossili a farla da padrone.

Nelle isole minori siciliane l’energia elettrica è prodotta tramite gruppi elettrogeni azionati da un motore navale a gasolio, mentre l’acqua potabile è fornita tramite navi cisterna. Questo sistema di approvvigionamento non solo è inefficiente (a causa soprattutto delle perdite che caratterizzano il sistema idrico), ma risulta anche più costoso dei sistemi basati sulle rinnovabili.

Basti pensare che il costo attuale per la fornitura di acqua è di circa 13 euro al metro cubo, dalle 3 alle 4 volte superiore rispetto al costo derivante dall’utilizzo di un dissalatore a osmosi inversa alimentato da un mix di eolico e solare.

Anche nella fornitura dell’energia elettrica i margini di risparmio sono notevoli. Attualmente il surplus di costo per la produzione di energia per le isole minori viene ripartito a livello nazionale e scaricato sulle bollette degli italiani. Di certo questo sistema non incentiva l’adozione di sistemi più efficienti e lo sviluppo di impianti rinnovabili su misura.

Secondo i calcoli effettuati dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, il passaggio alle rinnovabili delle isole minori della Sicilia comporterebbe un risparmio di oltre 8 milioni di euro all’anno. A questo risparmio netto vanno poi ad aggiungersi i benefici ambientali derivanti dalla mancata immissione in atmosfera di svariate tonnellate di anidride carbonica.

Le isole del Mediterraneo, se solo cogliessero le opportunità legate allo sfruttamento delle energie rinnovabili, potrebbero trasformarsi in veri e propri laboratori sperimentali da prendere ad esempio a livello mondiale e nei quali attuare progetti di sostenibilità energetica e idrica.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. SolarME, il 21 marzo 2015 ore 17:30

    Purtroppo non è solo vero ma anche intrinsecamente “da non risolvere”. Ischia, bellissima isola per l’approvvigionamento, meno male non ha gli stessi problemi delle isole su menzionate ma quando più di due anni fa ci fu un problema su una condotta elettrica principale che portava elettricità sull’isola ci fù bisogno di gruppi elettrogeni su ogni cabina e la soluzione ad oggi è.. ?! Non certamente rendersi più indipendenti o comunque con un minimo di autosufficienza.

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