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Come l’Italia punta al risparmio energetico: il decreto 102/2014

Ultimo aggiornamento: 24-09-2014

Le norme europee, come ben sappiamo, prevedono il raggiungimento di alcuni traguardi riguardanti il risparmio e l’efficienza energetica. L’Italia ha da poco recepito le direttive europee in materia con alcune misure stabilite nel decreto legislativo 102/2014.

Cosa l’Italia ha intenzione di fare per raggiungere gli obiettivi europei di risparmio ed efficienza energetica da qui al 2020?

Le misure previste sono numerose e interessanti e potranno far fare, se riusciremo a sfruttarle bene, un “giro di volta” anche all’economia e all’indotto che la filiera energetica porta con sè: si va dagli stanziamenti per riqualificare gli edifici pubblici, all’obbligo delle diagnosi energetiche per le grandi aziende energivore, fino all’utilizzo dei “contatori intelligenti” ed all’implementazione del teleriscaldamento.
Tutte misure tese, prima di tutto, ad aumentare la consapevolezza degli utenti all’uso intelligente dell’energia.

Lo stanziamento varato dal governo Renzi ammonta ad oltre 800 milioni di euro da utilizzare da qui al 2020.

Nell’idea del governo (e della Comunità Europea), però, non c’è solo il finanziamento pubblico, ma anche lo sviluppo autonomo dell’investimento privato: un ruolo determinante, in tal senso, lo avranno i contratti di prestazione energetica.

efficienza energetica motore della ripresa

Con questo tipo di interventi gli energy manager guadagneranno procurando risparmi energetici ed economici alle imprese. I risparmi in bolletta sui consumi elettrici e termici, procurati attraverso opportuni interventi di efficientamento energetico, andranno a ripagare gli investimenti energetici effettuati dalle imprese.

L’efficienza, in questa logica, non è un costo, ma un investimento che, di per sè, è profittevole anche senza alcun tipo di sussidio pubblico: si guadagna attraverso i risparmi generati.

Solo per dare due numeri: il governo stima che investendo in efficienza energetica si possano risparmiare in bolleta circa 8 miliardi di euro entro il 2020. Non solo: i consumi primari di energia possono essere abbattuti di circa 20 milioni di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) e le emissioni di biossido di carbonio possono essere tagliate di ben 55 milioni di tonnellate.

 

Cosa prevede il decreto 102/2014

Ecco i tre punti principali del decreto 102 del 2014.

Primo punto. L’obiettivo minimo è risparmiare almeno 25,5 milioni di TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) di energia sugli “usi finali”: edilizia, industria, trasporti, commercio e qualsiasi altro settore economico. Gran parte di questo risparmio arriverà dai certificati bianchi. Cosa sono i certificati bianchi? Sono titoli negoziabili (cioè: acquistabili e vendibili sul mercato) che attestano i risparmi provenienti dagli interventi di efficientamento energetico effettuati presso le aziende (ogni certificato equivale al risparmio di un TEP).

Secondo punto. Riqualificazione energetica degli edifici pubblici e privati e “spinta” verso la costruzione di edifici ad “energia quasi zero”. In particolare gli interventi riguardarenno la coibentazione degli edifici e l’ammodernamento degli impianti che, soprattutto negli edifici pubblici, è particolarmente obsoleto. Gli edifici ad energia “quasi zero”, invece, sono quelli che autoproducono gran parte del proprio fabbisogno attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Da Gennaio 2014 lo Stato dovrà riqualificare ogni anno almeno il 3% della superficie degli immobili occupati dal governo centrale (esclusi quelli di metrature inferiori ai 500 metri quadrati). La pubblica amministrazione, inoltre, sarà obbligata ad acquistare beni e servizi solo ad elevata efficienza energetica.

Terzo punto. Molte grandi imprese energivore saranno obbligate a fare diagnosi energetiche servendosi di specifici operatori accreditati. Il governo, a tal proposito, metterà a disposizione 15 milioni di euro l’anno per co-finanziare diagnosi energetiche presso piccole, medie e grandi aziende (attraverso progetti regionali). Le diagnosi energetiche hanno l’obiettivo di individuare gli sprechi energetici degli impianti in funzione per intervenire con tecnologie più efficienti: dalla coibentazione, all’auto-produzione elettrica e termica, al recupero del calore attraverso scambiatori, fino alla cogenerazione o tri-generazione.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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