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Cina ed USA uniti contro le emissioni di gas serra

14 novembre 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

E’ una stretta di mano l’immagine più eloquente dell’accordo sancito tra la Cina e gli USA per la riduzione delle emissioni di gas serra. L’immagine diffusa dai media ritrae i presidenti Barack Obama e Xi Jinping a Pechino, dove i due stati hanno sottoscritto un accordo che se portato a termine nelle sue formulazioni potrebbe essere definito di portata storica.

Si tratta infatti del primo impegno del gigante orientale verso la riduzione delle emissioni di gas che provocano l’effetto serra, un punto di svolta notevole per la Cina che fino ad ora non aveva mostrato interesse nel ridurre le proprie emissioni inquinanti. Il presidente cinese si è impegnato ad invertire la tendenza dell’inquinamento in atto entro il 2030, ma l’accordo Cina-USA è in realtà volto a coinvolgere anche gli altri stati del mondo, per una riduzione delle emissioni di CO2 che abbia effetti concreti già a partire dal prossimo anno.

E’ significativo il fatto che l’accordo giunga tra i due maggiori responsabili dell’inquinamento del pianeta, ed è da sottolineare l’impegno congiunto che ha richiesto trattative durate circa nove mesi per raggiungere un piano comune.

Fonti rinnovabili ed efficienza energetica per il Pianeta

La sorpresa per l’annuncio di un accordo è stata notevole anche per gli organi di informazione al punto che l’autorevole New York Times ha definito gli accordi “inaspettatamente produttivi”. Non solo quindi un’operazione di facciata ma un vero e proprio piano studiato per avere effetti concreti sulla salute del nostro pianeta.

Secondo le prime indiscrezioni emerse, Barack Obama si sarebbe impegnato affinchè il proprio paese riduca del 26/28% le emissioni di CO2 entro i prossimi dieci anni, con uno sforzo doppio rispetto agli obiettivi fissati in precedenza dagli USA.

Dal canto suo il presidente cinese si è invece impegnato perchè la diffusione della produzione di energia da fonti sostenibili diventi una realtà anche per il suo paese, con il fotovoltaico e l’eolico a farla da padroni nel mix energetico nazionale.

Non è dato sapere se la stima del 20% di produzione di energia pulita sia un obiettivo realmente raggiungibile dalla Cina, ma già l’impegno del presidente in questa direzione segna una svolta che potrebbe invertire davvero la tendenza del paese più inquinatore del mondo. Se l’impegno preso dal presidente cinese potrà essere applicato immediatamente, diverso però è il caso degli USA dove l’impegno preso da Obama si presenta tutto in salita. Infatti gli accordi dovranno essere ratificati dal Congresso, che potrebbe però porre ostacoli o ridimensionare il progetto iniziale, soprattutto dopo la sconfitta segnata dal presidente democratico nelle lezioni di mid-term.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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