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Una centrale fotovoltaica trasportabile per lo sviluppo dell’Africa

31 ottobre 2014
  - Articolo scritto da  Luana Galanti

Le fonti rinnovabili possono essere efficacemente applicate a luoghi remoti, senza rete elettrica, per produrre energia pulita a basso costo e senza ulteriori allacciamenti. Ecco un esempio.

Un consorzio di società italiane ha donato qualche mese fa un’efficiente centrale fotovoltaica trasportabile al governo della Costa d’Avorio. L’impianto è in grado di produrre 40.000 Wh al giorno e può essere facilmente trasportato ovunque ci sia bisogno di energia. Si tratta di una vera e propria mini-centrale elettrica amovibile con integrato un sistema di accumulo per sfruttare al meglio i picchi produttivi giornalieri.

La centrale fotovoltaica trasportabile Solar Station K10 è stata ideata in principio per assicurare energia ai satelliti in orbita attorno alla Terra o per scopi bellici, dal momento che veniva usata per alimentare apparecchiature radio. Ora, grazie all’iniziativa di un consorzio di aziende, trova impiego in alcuni villaggi africani.

Nel mese di maggio una di queste stazioni solari è stata donata e installata in un villaggio ivoriano nei pressi di Abidjan. La centrale occupa poco spazio – ha una dimensione di 7,5 x 2 metri – e i moduli fotovoltaici che la compongono possono essere rapidamente richiusi e trasportati altrove. Solar Station K10 è infatti distribuita in una sorta di container che conserva al suo interno una struttura metallica sulla quale possono essere montati i moduli fotovoltaici. Di conseguenza, la centrale può essere installata in pochi minuti e, in caso di necessità, può essere trasferita in un altro luogo e installata di nuovo. Grazie a questa sua caratteristica, la stazione Solar Station K10 può essere impiegata anche in aree remote non raggiunte dalla rete elettrica.

centrale fotovoltaica trasportabile-Solar-Station-K10-02

Nel continente africano, nel quale quasi 600 milioni di persone vivono senza elettricità, la diffusione di queste centrali fotovoltaiche trasportabili potrebbe rappresentare un forte strumento per lo sviluppo economico e sociale, con un impatto praticamente nullo sull’ambiente.

I moduli fotovoltaici impiegati nella struttura sono in grado di generare quotidianamente fino a 40.000 Wh di energia elettrica, che può essere utilizzata per garantire l’illuminazione di abitazioni private, scuole e, soprattutto, di ospedali e ambulatori in cui opera il personale sanitario. Questo sistema assicurerebbe la disponibilità di energia elettrica anche nei villaggi più remoti e svantaggiati, favorendo l’azione di medici e infermieri che potrebbero fronteggiare rapidamente le emergenze, non ultima quella del virus Ebola. L’energia elettrica prodotta dalle centrali fotovoltaiche trasportabili può essere usata anche per scavare pozzi e garantire a interi villaggi la disponibilità di acqua potabile. L’energia di una stazione è sufficiente ad assicurare l’estrazione di 10.000 litri di acqua al giorno, da indirizzare all’uso umano o per l’irrigazione dei campi.

Epc Consortium, autore della donazione della centrale fotovoltaica alla Costa d’Avorio, è formato da un gruppo di ingegneri che fanno capo a due aziende italiane: la CR Technology Systems SpA e la Warex srl.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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