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Arabia Saudita: dai barili ai GW solari. Il passo è breve…

29 settembre 2014
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

Gli incontrastati leader internazionali dell’oro nero iniziano a convertirsi alle rinnovabili? Forse iniziano a pensare al picco del petrolio ed alle sue conseguenze. O forse iniziano a rendersi conto che a breve il “business” dell’energia pulita diventerà veramente più profittevole.

L’Arabia Saudita, uno di questi leader incontrastati, è uno dei paesi che iniziano ad investire in fonti rinnovabili.

Ci sono notizie che fanno riflettere…e sapere che l’Arabia Saudita si candida a diventare leader mondiale nella produzione di energie rinnovabili, è una di queste. Il paese mediorientale infatti, dopo aver per anni ricoperto il ruolo di maggior esportatore mondiale di petrolio, ha deciso ora di fare un investimento consistente nello studio e nella realizzazione di impianti di produzione di energia pulita e rinnovabile.

Ovviamente questa scelta non è, per ora, legata ad una perdita di interesse verso il petrolio, che garantisce un introito economico fondamentale e strategico, quanto alla decisione di diventare energicamente indipendenti e aumentare ulteriormente la propria ricchezza su questo campo. Infatti, nonostante quanto si possa pensare, anche l’Arabia Saudita ha le sue dipendenze: ogni hanno si spendono 1 miliardo di dollari perché il 25% della loro rete energetica va a gasolio, che viene importato dagli Stati Uniti.

parco solare termodinamico

La parola d’ordine è quindi diversificare, e con 100 miliardi di dollari messi a disposizione per lavorare nel campo delle rinnovabili, il compito sembra davvero alla loro portata. Tra i campi ritenuti di sicuro interesse da parte degli Arabi, c’è senza dubbio il fotovoltaico, visto il suo altissimo potenziale dal punto di vista della ricaduta del sole.

Il Medioriente d’altronde presenta molte altre situazioni di Paesi che stanno sempre più legando le loro sorti alle energie rinnovabili, basti pensare ad esempio al caso di Haifa, la città israeliana dove i parchi solari realizzati hanno lo scopo da una parte di eliminare i generatori diesel che producono l’energia elettrica della città, dall’altra di realizzare un modello esportabile che l’Aravava Power, l’azienda che li ha realizzati, possa vendere anche in altre Nazioni.

Certo, per tornare al tema principale, l’Arabia Saudita pur producendo molto petrolio ne consuma altrettanto: infatti son ben 2,4 i milioni di barili che ogni giorno vengono bruciati per mandare avanti il paese. La paura è che se il governo non prosegue sulla strada su cui sembra bene deciso a imbarcarsi, nel corso di una quindicina di anni i barili diventeranno 8,3 milioni al giorno. Niente, se si pensa ai quasi 19 milioni di barili consumati dagli Stati Uniti, ma comunque una vera marea nera.

A questo punto arriva la riflessione: se una nazione che non ha particolari pensieri a livello energetico come l’Arabia Saudita è pronta nell’immediato a dedicare altrettante attenzioni sia al petrolio che al fotovoltaico, non sarà per caso l’ora che la sveglia suoni anche per noi?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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