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Impianto fotovoltaico da quasi 1 Megawatt a Lavoria – Pisa

12 giugno 2012
Voto:4/5 (5 voti)

E’ possibile realizzare un grande impianto fotovoltaico a terra cercando di impattare in maniera minima sul territorio, sul terreno, sul quale è installato?

Si, è il caso di un  impianto fotovoltaico da quasi 1 Megawatt realizzato nel Comune di Crespina nella provincia di Pisa.

 

La provincia di Pisa accoglie ora un altro grande impianto fotovoltaico sul proprio territorio: Fedi Impianti ha realizzato un impianto fotovoltaico da 993,6 kWp in località Lavoria, presso il comune di Crespina, su commissione della società Akros Energy S.r.l… Si tratta di un impianto di stringa, quindi non centralizzato, ma distribuito sul campo, che si estende in un’area di 20.600 mq, pari a tre campi da calcio, visibile dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno.

L’impianto è stato realizzato prevalentemente con componenti europei: i 4320 moduli policristallini impiegati, da 230 W ciascuno, sono dell’italiana MX Group, mentre i 54 inverter sono Albatech APL20.

Qualche dato “numerico” : la producibilità annua dell’impianto è di 1.242.000 kWh e consentirà di risparmiare ogni anno l’immissione in atmosfera di 1.124.357,76 kg di CO2. Il risparmio di emissioni di Co2 equivale ad aver piantato circa 184 alberi. L’energia pulita messa a disposizione dall’ impianto fotovoltaico, allacciato in rete  il 21 maggio 2012, viene ceduta interamente alla rete di distribuzione elettrica e produce una quantità di corrente elettrica sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 350 famiglie.

Percè questo impianto impatta in maniera minima sul territorio?

impianto fotovoltaico a terraPer realizzare l’impianto si è optato per materiali che permettono di minimizzare il più possibile l’impatto ambientale. Il fissaggio a terra è stato effettuato con 1030 fondazioni a vite dell’azienda tedesca Krinner. Stando a quanto affermato dalla ditta installatrice, queste strutture “a vite” inserite direttamente nel terreno hanno il vantaggio di non alterare il terreno in maniera permanente. L’utilizzo del cemento, invece, praticato per molti impianti a terra, ha invece lo sconveniente di alterare il terreno sul quale viene ubicata l’installazione. Con questo sistema, al contrario, alla dismissione dell’impianto l’area può essere completamente smantellata e recuperata al suo uso originario.

Le vie di accesso e quelle che corrono internamente all’impianto sono state realizzate con materiali riciclati: con recupero di rifiuti inerti. Si sono utilizzati infatti scarti edilizi stabilizzati, anziché materiali “puri” di cava. Il recupero dei rifiuti inerti contribuisce al risparmio delle risorse naturali e riduce il volume dei rifiuti destinati alle discariche.

I cavi, inoltre, sono stati completamente interrati per un tratto lungo 1,2 km. Questa scelta rappresenta una soluzione che limita l’impatto paesaggistico rispetto alla costruzione di cavidotti.

Infine: la recinzione che circonda l’impianto è costituita da pali in legno ed è rialzata da terra di 20 cm, in modo da non ostacolare il passaggio di piccoli animali.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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