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Il costo del fotovoltaico abbassa il prezzo dell’elettricità, ecco perchè

13 maggio 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Parliamo di costo del fotovoltaico e parliamo di borsa elettrica, mercato all’ingrosso dell’elettricità.
Di giorno, quando il sole splende, si ha il picco produttivo del fotovoltaico: aumenta l’offerta di energia a basso costo prodotta da fonte solare. L’aumento dell’offerta fa abbassare i prezzi generali dell’energia sul mercato elettrico, procurando sensibili risparmi agli acquirenti. Questo è ciò che è stato rilevato in Europa ed è quello che da qualche anno avviene anche in Italia.

Tradizionalmente il prezzo dell’energia sulla borsa elettrica è un prezzo variabile: si stabilisce di ora in ora in base alle dinamiche del mercato. Il costo varia in relazione alle fluttuazioni di domanda ed offerta che via via vanno ad incontrarsi sul mercato elettrico (chiamato anche “borsa elettrica”). Domanda ed offerta determinano dinamicamente il costo del kwh sul mercato all’ingrosso che si svolge come se fosse un’asta istantanea.

Con l’avvento del fotovoltaico la fluttuazione giornaliera dei prezzi dell’energia sta cambiando. Prima l’energia di giorno aveva un costo maggiore per via della maggiore domanda. Oggi, e sempre più col diffondersi del fotovoltaico, l’energia nelle ore diurne, ore di picco della domanda, costa meno. Questo avviene perchè è proprio in queste ore che c’è maggiore disponibilità di energia nella rete elettrica, grazie al fotovoltaico.
Ecco perchè e come il costo del fotovoltaico abbassa il prezzo dell’elettricità all’ingrosso.

Questo meccanismo è chiamato peak-shaving.

 

costo fotovoltaico abbassa costo elettricità

 

Cosa è il peak shaving?

Il Peak Shaving è un meccanismo dei prezzi attraverso il quale il basso costo del fotovoltaico nelle ore diurne ha l’effetto di abbattere il costo generale di vendita dell’energia sulla borsa elettrica. In altre parole: l’energia prodotta dal fotovoltaico nelle ore diurne, ore di “picco” della domanda elettrica, ha un “costo marginale nullo”, risulta più competitiva, ed ha per questo l’effetto di abbassare i prezzi dell’elettricità sulla borsa elettrica.

E’ questo il principale vantaggio del fotovoltaico: elevata produzione a costo zero nei momenti di picco della domanda.

Questo si vede bene in Italia, ma lo si vede ancor di più in Spagna o in Germania, paesi dove il fotovoltaico ha una storia un po più lunga ed un’incidenza maggiore. In Spagna, per esempio, nel 2010 si è registrato un calo del costo medio mensile del kilowattora di circa 2 centesimi di euro al mese. Questo si è tradotto un un risparmio cumulato di circa 4,2 miliardi di euro.

Parlando di Europa, invece, i numeri sono ben più significativi: c’è chi ha stimato che dal 2008 al 2020 il costo dell’energia elettrica venduta all’ingrosso ha fatto risparmiare agli acquirenti ben 42 miliardi di euro (fonte: Poyry).

Parlando di Italia, infine, uno studio di Althesys fa una stima del risparmio economico apportato dal peak shaving agli acquirenti di elettricità: si parla, nel solo 2012, di circa 1,4 miliardi di euro risparmiati grazie al solare. Nelle ore diurne l’energia è più a buon mercato e questa differenza è più marcata quando maggiore è la domanda di elettricità.

Il costo del fotovoltaico, dunque, inferiore nelle ore diurne, rispetto al costo del kwh “tradizionale”, ha l’effetto di trascinare giù il prezzo medio dell’energia elettrica nelle ore in cui è maggiore la domanda e di innalzare il prezzo dell’elettricità nelle ore serali, ore in cui entrano in gioco le centrali termoelettriche che, per recuperare i propri margini di guadagno, tendono ad aumentare il prezzo dell’energia venduta alla rete.

Questi due grafici prodotti dallo studio di Althesys rappresentano bene la situazione:

Costo energia e peak shaving fotovoltaico

Andamenti prezzi elettricità – Fonte: Althesys

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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