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Come le rinnovabili abbassano il prezzo dell’energia

23 marzo 2016

Spesse volte si parla di come gli incentivi alle rinnovabili, non solo fotovoltaico, rappresentino un costo per la collettività. Mai, invece, si sente parlare di come le rinnovabili, dal 2007 ad oggi, hanno contribuito ad abbassare il prezzo medio dell’energia elettrica sui mercati energetici. Il prezzo medio dell’energia si è abbassato di circa il 30 per cento in 7 anni. Attenzione: parliamo del costo “puro” del kwh elettrico (il costo “alla fonte”) e non dei costi complessivi pagati in bolletta dagli utenti finali. Le bollette elettriche, purtroppo, sono “poco coerenti” con il costo effettivo dell’energia.

La bolletta elettrica, infatti, raccoglie numerose voci di costo, che vanno ben oltre il prezzo “originario” del kwh elettrico. La bolletta contiene numerosi addebiti che includono: il prezzo del kwh sui mercati dell’energia, il prezzo dei servizi di rete (distribuzione, dispacciamento, trasmissione,…), il prezzo degli “oneri generali di sistema”, le imposte, le accise, le addizionali, iva, ecc…

Solo una piccola parte della bolletta (circa il 30 per cento) è il costo effettivo dell’elettricità. Tutto il resto è costituito da tasse, servizi di rete e oneri di sistema.

tabella PUN energia

Il costo del kilowattora elettrico sui mercati all’ingrosso dell’energia è un costo “dinamico”, che si forma “sul momento” in base alle dinamiche della domanda e dell’offerta. Il luogo dove si forma il prezzo dell’energia si chiama “borsa elettrica” ed è l’ambito in cui domanda e offerta si incontrano e “contrattano” le migliori condizioni di vendita. Il prezzo dell’energia, di fatto, è diverso in ogni ora del giorno e differente in ogni luogo. La media di tutti i prezzi rilevati è il prezzo medio dell’energia. Questo è il PUN: Prezzo Unico Nazionale.

 

Come le rinnovabili hanno abbassato il Prezzo dell’Energia?

Capito il meccanismo di formazione dei prezzi dell’energia, si capirà in maniera altrettanto chiara come, le rinnovabili, producendo in alcuni momenti molta energia a basso costo, abbassano, in determinate situazioni di mercato, il prezzo medio dell’energia.

Facciamo un esempio. In una lunga giornata di sole di tarda primavera una centrale fotovoltaica produce al massimo delle sue potenzialità. Questo vuol dire che, nelle ore centrali della giornata, immetterà in maniera istantanea moltissima energia in rete senza aumentare il costo di produzione del kwh. Il “picco di offerta”, in base alle comuni dinamiche di mercato, determina il crollo del prezzo di vendita.

Per “smaltire” il picco produttivo del fotovoltaico il prezzo di vendita si abbassa, e così si abbassa anche il prezzo medio di mercato. In altre parole: quando il sole splende, produce molta energia a basso costo che, immessa sul mercato dell’energia, fa abbassare i prezzi di vendita dell’energia.

Ad abbassare il prezzo medio dell’energia, in questi ultimi anni, hanno contribuito non solo lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma anche altri fattori come il calo dei consumi conseguenti alla crisi economica, e il calo dei prezzi delle importazioni di gas.

Qui un approfondimento sui prezzi dell’energia elettrica venduta alla rete.

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2 Commenti

  1. Nicola Traficante, il 25 marzo 2016 ore 09:27

    Alla luce delle variazioni tariffarie, per una abitazione (esempio: single con 3kWp fotovoltaico + Pompa di Calore abilitata solo nelle ore diurne) secondo lei conviene una monoraria o una bioraria?
    Grazie

    • Alessandro F., il 25 marzo 2016 ore 10:23

      Secondo me col fotovoltaico conviene la bioraria: il fv produce di giorno, quando l’energia costa di più. La sera, quando deve prelevare da rete, l’energia è in fascia F2-F3 e costa di meno.

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