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Energy storage: ecco la nuova prospettiva del fotovoltaico

13 maggio 2013
Voto:4/5 (5 voti)

L’ energy storage, ovvero lo stoccaggio dell’energia elettrica prodotta da fotovoltaico o altre fonti rinnovabili, è da po’ il nuovo oggetto d’interesse da parte degli operatori del settore.  Un impianto che gode, infatti, di un adeguato sistema di stoccaggio è in grado di garantire, se accessibile a prezzi favorevoli, la convenienza dell’investimento fotovoltaico anche senza incentivi.

L’interessamento da parte degli installatori per questa nuova prospettiva di business, gli impianti fotovoltaici con sistemi autonomi di accumulo, è in forte crescita. Gli aspetti principali legati all’utilizzo di sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica autoprodotta riguardano essenzialmente due aspetti: il vantaggio di aumentare considerevolmente l’energia in autoconsumo, tagliando la quantità di energia acquistata dalla rete elettrica, e la spesa per l’acquisto delle batterie. In altre parole: ciò che fa dell’acquisto di batterie un buon investimento è il rapporto costi-benefici ad esso connesso.
Quanto costa l’ energy storage e quanto risparmio è in grado di garantire sulla bolletta elettrica?

Quando si parla di batterie elettriche, di piccoli sistemi di stoccaggio “domestico” o “industriale”, si parla di applicazioni per piccoli e medi impianti fotovoltaici al servizio dell’abitazione o dell’azienda. Si parla di impianti di piccola e media taglia tipicamente realizzati in contesto residenziale.

Ovviamente, trattandosi di nuove soluzioni, ancora relativamente giovani sul mercato, la questione fondamentale è il prezzo. Nonostante ciò, già oggi, con i prezzi di oggi, è possibile stimare la convenienza economica ottenibile innalzando la quota di autoconsumo ad almeno il 60% dell’energia auto-prodotta.

 

energy storage fotovoltaico

Energy storage : un esempio

Per esempio: consideriamo un impianto fotovoltaico installato in centro italia e consideriamo il classico impianto domestico da 3 Kw di potenza (che potrebbe costare “chiavi in mano” meno di 2.500 €/kw incluso di Iva). E’ possibile valutare/stimare la convenienza economica del progetto senza incentivi e senza i vantaggi dello scambio sul posto?
Attraverso l’utilizzo di un sistema di energy storage in grado di accumulare energia per 2,5 Kwh la quota di energia utilizzabile in autoconsumo potrebbe arrivare al 60%. In questa condizione è stimato che il proprietario dell’impianto fotovoltaico già oggi potrebbe ottenere un guadagno annuale di minimo 100 euro. In questa situazione l’impianto è già in grid parity, ovvero conveniente anche senza incentivi e senza il meccanismo compensativo dello scambio sul posto.

Se invece ipotizzassimo una soluzione di stoccaggio per una capacità utile pari a 5,75 Kwh , soluzione che sarebbe in grado di garantire il 100% del fabbisogno energetico dell’abitazione, si può stimare un incremento del beneficio annuo di circa 230 €. Beneficio ottenibile rispetto all’installazione dello stesso impianto senza un sistema di energy storage.

Ovviamente si tratta di stime, si tratta di prezzi medi per un impianto “tipo”, ma in molte situazioni la realizzazione del fotovoltaico con sistema autonomo di accumulo è una soluzione già oggi sostenibile economicamente; senza incentivi e senza scambio sul posto.

Non solo: l’ energy storage per gli impianti da fonte rinnovabile è una soluzione prospettabile anche dallo stesso gestore della rete elettrica nazionale. I sistemi autonomi di accumulo, infatti, garantirebbero una protezione della rete dai picchi di immissione e ridurrebbero i costi di gestione e di dispacciamento della rete stessa.

Teniamo presente che già oggi in Germania, avanguardia mondiale del solare, sono partiti nuovi incentivi per favorire la diffusione dell’energy storage degli impianti da fonti rinnovabili, soluzione prospettata e voluta dal gestore per diminuire gli oneri di gestione della rete stessa.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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10 Commenti

  1. Luigi, il 29 aprile 2013 ore 10:39

    “Se invece ipotizzassimo una soluzione di stoccaggio per una capacità utile pari a 5,75 Kwh , soluzione che sarebbe in grado di garantire il 100% del fabbisogno energetico dell’abitazione, si può stimare un incremento del beneficio annuo di circa 230 €. Beneficio ottenibile rispetto all’installazione dello stesso impianto senza un sistema di energy storage.”
    Ciao Alessandro, un chiarimento e dimmi x favore se ho capito bene: cioè con una batteria di accumulo da 5.75 kwh coprirei il fabb della casa, quindi bolletta mensile/bimestrale a zero? Non solo ma un guadagno annuo di 230€ ? Poi però non ho proprio capito l ultima parte cioè “Beneficio ottenibile rispetto all’installazione dello stesso impianto senza un sistema di energy storage.” Ma non si è appena detto che il benefit si ottiene con le batterie ? Ciao e grazie

    • Alessandro, il 29 aprile 2013 ore 23:50

      Dipende, i numeri sono indicativi e non possono sostituire una reale analisi di costi, benefici e consumi variabili da caso a caso.
      I 5,75 Kwh accumulati potrebbero essere sufficienti per coprire il fabbisogno energetico di una famiglia (diciamo di due persone) per un giorno.
      .
      Per l’ultima frase: secondo le stime del rapporto (fonte: energy solar report 2013 – Energy strategy group) con 5,75 Kwh di batterie si avrebbe un introito indicativo di 230 €/anno rispetto allo stesso impianto da 3 Kw senza sistema di accumulo, ma con scambio sul posto.
      ciao!

  2. santo, il 6 maggio 2013 ore 21:24

    Ciao a tutte due:=
    Scusate se mi intrometto nella vostra discussione,ma vi voglio dire che io ho incomingiato l’anno scorso nel mese di luglio 2012 a istallare il mio primo pannello fotovoltaico da 240 wtt di pc con tensione a vuoto 30 volt a pieno carico 27 volt.
    Pian pianino sono arrivato a otto panelli per una potenza totale di circa 1900 wtt di picco effettivi invece ne ricavo (dalle ore 10 alle ore 15)circa 50 amp a una tensione di 26-27 volt =da 1300-a 1350 watt hora,il tutto va a finire in un bel regolatore di corrente a inpussi onda quadra (autocostruito da me) e all’uscita troviamo quattro pacchi di batteri da 24 volt.NB(per pacco intendo numero 4 batterie a gel da 6 volt da 180 ampere cadauna per 4=16 BATTERIE,per una potenza 180×4=720 amp x 24 v= 17.280 watt )..il tutto cablato con sbarre di rame.Se il cielo e limpido in questo periodo di maggio i pannelli iniziano a produre energia
    dalle sei in poi, faccio esempio base (ore sei 5 amp-ore sette 15 amp-ore otto 25 amp-ore nove 35 amp-ore dieci 45 amp-ore undici 55 amp, fino alle ore 15,dopo inizia a scendere fino alle ore 19=0(fine).
    Morale della favola che con otto pannelli da 240 wtt di pc riesco a ricavare circa 8 kwtt virtuale al giorno,(perche’ virtuale <perche' 1,500 wtt se li pappa l'inverter nell'arco dei 24 ore),e a me ne rimangono solamente 6 kwatt poco più poco meno da consumare nell'arco della giornata (cioè 24 ore),
    Da notare che pure l'inverte lo costruito io ,e il consumo da 1,5 kwtt e dovuto alle due trasformatore da 2000 watt cadauno totalle 4 kwtt a pieno carico di picco 5kwtt.
    Adesso devo aggiungere altri 4 panneli per arrivare a una potenza totale di 3 kvvtt ,ma prima devo chiedere al mio portafoglio che e vuoto.
    In ogni caso secondo me farsi un impianto a isola conviene,e la differenza della bolletta lo vede subito,evitando cosi tutte le solite scartofe burocratiche che ci vogliono,e hai tutto sotto controllo,e il tutto funziona in automatico,quando le batterie si scaricano a 21 volti in automatico si allaccia alla rete.
    Adesso vi saluto e scusate se lo fatta lunga.

    • Alessandro, il 6 maggio 2013 ore 23:02

      Molto interessante.. e riesce a garantirti l’autonomia dalla rete?

    • vincenzo scarano, il 1 luglio 2013 ore 15:20

      molto interessante potrei avere più informazioni su quanto hai progettato?

      • santo, il 21 luglio 2013 ore 08:56

        Ciao vicenzo sono a tua disposizione,fammi sapere cosa vuoi sapere

  3. santo, il 7 maggio 2013 ore 18:39

    Si,Alessandro riesco a garantimmi tutta la rete domestica,esempio=frigo,congelatore,clima da 12mila btu,lavabiancheria ,forno elettrico,tv a schermo piatto,pc,allarme,videosorveglianza,lampade a basso energetico,lampade a filamento,ecc.ecc.all’infore della sveglia digitale,perche la base dei tempi e troppo veloce se collegato all’inverte,e non rispetta l’ora giusta.
    Putroppo e sempre collegata alla rete elettrica

  4. Aldo, il 13 luglio 2013 ore 16:07

    Buongiorno a tutti. Opero nel settore energetico ma è la prima volta che ricevo una richiesta del genere e cioè, un cliente vuole realizzare un impianto da 100 kw e vorrebbe aggiungerci un impianto di storage. Il consumo attuale giornaliero varia da 60 a 70 Kw, di cui almeno un terzo per il giorno e 2/3 per la notte fino all’alba… Cosa potrei proporre secondo voi ? Mi date il nome di qualche azienda organizzata alla quale potrei chiedere un preventivo ? Grazie in anticipo e buon lavoro a tutti

  5. Gianni, il 17 luglio 2013 ore 14:36

    Buongiorno, visto che siete esperti del settore vi pongo il seguente quesito: ho un allevamento avicolo, prelevo dalla rete enel anche 15 kwh di potenza max per 3 mesi all’anno (estivi) con una media di 6/8 kwh giornalieri. Vorrei rendermi indipendente dall’enel, staccare il contatore e far lavorare il sistema di ventilazione e alimentazione dell’allevamento con un impianto ad isola, praticamente di giorno prelevare direttamente dall’impianto fotovoltaico e di notte sfruttare l’energia accumulata nelle batterie, fermo restando che in caso di necessità c’è sempre enel a darmi una mano. Che dimensionamento di impianto fotovolatico mi occorre? Quante batterie? che tipo di inverter? Costi realizzazione? Resto in attesa di vostre info in merito. P.s. enel mi fornisce 15 kw di potenza trifase.

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