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Come il fotovoltaico fa abbassare il costo dell’ energia

31 luglio 2012
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La crescita esponenziale del fotovoltaico in Italia che si è registrata in particolare nell’ ultimo anno ha influito e non poco sul sistema dei prezzi dell’energia elettrica. Solo tra il 2010 ed il 2011 la quantità di fotovoltaico installato in Italia è più che quadruplicata.

Il funzionamento congiunto di molti impianti e centrali fotovoltaici, è ormai cosa nota, ha avuto e sta avendo l’effetto di abbassare il costo dell’energia elettrica nelle ore in cui questi producono maggiormente. Se prima dell’avvento massiccio del fotovoltaico il differenziale di costo tra le ore del picco produttivo (ore diurne) e le ore serali era del 30-40%, nei mesi scorsi si è ridotto di circa il 16% abbassando di fatto anche il prezzo dell’energia prodotta da fonte convenzionale (Fonte: Aeeg).

Secondo dati Terna , inoltre, per ogni punto percentuale in più di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile, il prezzo generale dell’energia sul mercato diminuisce di 2 euro/Mwh. Rendendo di fatto sempre più competitivo il costo dell’energia rinnovabile con quello dell’energia tradizionale.

centrale a carbone vs fotovoltaicoAnche il Ministero per lo sviluppo economico, inoltre, ha dovuto constatare, a favore del fotovoltaico e non solo, che nel 2011 la crescita delle fonti energetiche rinnovabili (elettriche) ha permesso di diminuire le importazioni di Gas naturale con un risparmio di 2 miliardi di euro.
Ricordiamo a tal proposito che sono molte in Italia le centrali a Gas che per funzionare, per produrre energia elettrica, dipendono totalmente dalle importazioni di Gas. Questo sistema rende l’approvvigionamento energetico del Paese totalmente dipendente da dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, difficilmente controllabili, sollevando questioni legate alla sicurezza energetica.

Un altro dato interessante, già citato in un altro post, è quello che indicava, tra le ore 13 e le 14 di Pasquetta (2011) ,  un prezzo dell’energia elettrica in Sicilia pari a zero: in questa fascia oraria, infatti,  il 64% dell’energia prodotta in Italia è stata prodotta dalle rinnovabili elettriche; in Sicilia, terra del solare per antonomasia, questa percentuale ha raggiunto il 94% in questa fascia oraria e si è attestata sul 60% come media giornaliera.

Questo “evento” è stato solo uno dei primi passi del cammino verso il raggiungimento della grid parity. Obiettivo ormai non tanto lontano: si guarda al 2013 per alcuni segmenti di mercato ed al 2014 per tutti i segmenti di mercato (ovviamente la grid parity verrà raggiunta inizialmente nel sud Italia per alcune tipologie installative).

Tutto questo accade mentre le tradizionali centrali a combustione e a gas, centrali termoelettriche, continuano a funzionare bruciando gas, petrolio o carbone. Per fortuna, però, questo nuovo meccanismo rende le centrali termoelettriche meno necessarie rispetto al passato, relegandole in un ruolo secondario, ruolo di mera “copertura” nei momenti in cui le rinnovabili non producono o producono meno.

Le centrali termoelettriche, infatti,  che hanno elevati costi fissi di funzionamento, se non producono (se non vendono abbastanza) vanno in perdita e sono pertanto costrette a chiudere i battenti. In alternativa, per mantenere costanti i profitti, sono costrette ad aumentare il prezzo di vendita dell’energia prodotta, energia venduta per lo più, ora, nelle ore serali e di notte. Questo aumento del prezzo di vendita le rende sempre meno competitive rispetto alle fonti rinnovabili.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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