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Quando rinnovabili e sostenibilità fanno la strategia commerciale

3 ottobre 2014
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

Business e sostenibilità ambientale possono camminare a braccetto? In alcuni casi sì, e in IKEA, a quanto pare, è già realtà.
Quello che a noi interessa non è farle pubblicità, ma vedere fino a che punto può essere un modello, un esempio, esportabile in ogni attività economica. Non solo: alla multinazionale questo modello sta portando maggiori ricavi.

Portare la sostenibilità ai propri clienti: questa sembra essere sempre di più la mission di IKEA. Il colosso svedese dell’arredamento infatti, ormai da tempo, sta applicando una serie di strategie che legano business e rispetto per l’ambiente.

I risultati vengono pubblicati ogni anno in un report che è possibile scaricare dal sito, ma possono essere riassunti anche con alcune cifre da capogiro: per il fotovoltaico 700.000 pannelli fotovoltaici installati sui suoi negozi (leggi anche qui), 224 turbine eoliche da gestire, illuminazione a Led in quasi tutti gli stabili. Adesso, da fine anno, i clienti Olandesi e quelli Svizzeri potranno acquistare i moduli solari già venduti in Gran Bretagna.

La filosofia di IKEA è presto detta: l’azienda si ripromette di aiutare milioni di persone ad avere un impatto minore sull’ambiente e al tempo stesso di risparmiare, consumando meno energia e meno acqua. È fondamentale, per raggiungere questi obbiettivi, avere una stretta collaborazione con la società e la comunità locale.

IKEA e sostenibilita ambientale

Anche per quanto riguarda i rifiuti, IKEA potrebbe fare scuola a tante aziende nostrane: infatti grazie alla differenziata portata avanti negli stabilimenti, i costi di gestione e smaltimento sono scesi addirittura del 70%. Sembra incredibile, ma in una metà degli stabilimenti italiani, dalla raccolta differenziata si hanno ricavi superiori alla spesa. Sempre legati al riciclo dei rifiuti, l’azienda si pone obbiettivi importanti per il 2020, come garantire che tutta la plastica dei suoi imballaggi sia riciclata o prodotta con materiali riciclati, il che comporterebbe 700.000 tonnellate di emissioni di CO2 in meno.

Sia le fibre tessili che il legno con cui sono realizzati i prodotti poi sono approvvigionati e fatti in modo da ridurre il più possibile il loro impatto ambientale.

Alcune delle iniziative, poi, vanno decisamente in contro tendenza con il concetto di vendere a tutti i costi: esistono infatti spazi sia fisici nei negozi che on line dove è possibile rivendere i propri oggetti IKEA usati o scambiarli con dei buoni da spendere poi all’interno dello store. Il discorso vale persino per i cataloghi: i clienti che li riportano indietro invece di buttarli, ottengono in omaggio degli opuscoli che spiegano come riciclare in maniera creativa il cartone e gli altri imballaggi, per fare ad esempio giochi per bambini.

A livello di indipendenza ed efficienza energetica, si può portare infine l’esempio di 5 store dotati di impianto di geoscambio, dove le pompe di calore riescono, usando l’acqua e il calore del terreno, a riscaldare o rinfrescare nella maniera adeguata tutti gli ambienti.

Senza voler fare troppa pubblicità, c’è da dire che con una passeggiata a IKEA non ci si occupa solo del futuro della propria casa, ma un po’ anche di quello del mondo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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