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Wwf si appella al Governo italiano per un’Europa ecologica

Ultimo aggiornamento: 01-10-2014

La lotta ai cambiamenti climatici non si arresta. Ogni volta che ci si avvicina a un obiettivo, bisogna subito porne un’altro, più ambizioso, più elevato, per un “new deal ecologico” in grado di transitare l’Italia e il Pianeta verso una conversione ecologica: verso la salvezza.

Il Wwf chiama e i deputati italiani rispondono: o almeno lo fanno alcuni, quelli di buona volontà. L’associazione di respiro mondiale, che da oltre 50 anni tenta di difendere il nostro pianeta dalla rapacità dell’uomo, ha infatti chiesto al nostro Governo di impegnarsi formalmente a spronare la conversione ecologica dell’Europa. Nella Comunità Europea infatti, due sono gli atteggiamenti: da una parte ci sono paesi seriamente impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici, mentre tanti altri, per motivi economici e politici, prendono tempo. Purtroppo di tempo non ce n’è e lo sa bene il Wwf, proponendo obbiettivi superiori a quelli che l’Europa si è posta per il 2030: riduzione delle emissioni del 55%, quota di consumo di energie rinnovabili al 45% e risparmio energetico al 40%, perché solo così si potrà evitare che le temperature crescano di 2 o più gradi.

Ma le richieste non si fermano qui: quello che si pretende è un cambiamento di rotta totale, passando da un’Europa che ha a cuore solo crescita economia e banche, ad una che si propone come portatrice di benessere e salute per i suoi abitanti. In pratica, è necessario passare dal fiscal compact al wellbeing compact, inserendo negli obbiettivi strategici europei anche la biodiversità, le infrastrutture verdi, la tutela delle acque. Servono fondi, per fare tutto questo, molti di più di quelli destinati al progetto Rete Natura 2000 europea.

impronta ecologica

È ora, sempre secondo il Wwf, che l’Europa capisca come l’ecologia non è un pozzo dove buttare i soldi, ma piuttosto una parte importante dell’economia: sono già quasi 15 milioni i lavoratori nei settori legati alla biodiversità e ai servizi ecosistemici e potrebbero essere altri 5 milioni i posti di lavoro creati perseguendo gli obbiettivi già citati.

Economia sostenibile, ambiente e benessere, quindi, sono vie parallele, anzi complementari.

Gli abitanti del pianeta si mostrano sempre più sensibili a queste tematiche, con un maggiore consumo di alimenti che rispettano ritmi di produzione naturali, con la crescita della generazione distribuita, con l’adozione di sistemi per il risparmio energetico e dell’acqua. All’ultima iniziativa del Wwf hanno partecipato oltre un milione di persone, che aspettano ora risposta dai leader della Terra.

E l’Italia, come si diceva all’inizio, risponde: o almeno lo hanno fatto 69 deputati di tutti gli schieramenti, dalla destra alla sinistra, compresi i 5 stelle che hanno firmato l’appello. Ma in realtà parliamo di poco più del 10% del totale: sono ben altri i numeri di persone che vanno convinte. È comunque un inizio, e ci sia augura che questa sensibilità arrivi davvero ai piani alti e che a firmare siano finalmente Ministri e Capo del Governo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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