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In attesa del summit Cop21 sul clima: i temi in discussione

10 novembre 2015
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Mancano ancora diversi giorni al summit Cop21 sul clima che si terrà a Parigi dal prossimo 30 novembre all’11 dicembre.

A Parigi la conferenza internazionale sulla difesa del clima e dell’ambiente discuterà su come ridurre e “governare” i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. Si tratterà di trovare degli accordi internazionali chiari che siano dei “punti fermi” comuni e condivisi per la lotta ai cambiamenti climatici. Solo così si può ancora limitare il danno che le eccessive emissioni di gas serra stanno causando all’intero pianeta. In questa lotta ogni paese ha le sue responsabilità, a partire dagli Stati che fino ad oggi hanno maggiormente beneficiato dello sviluppo economico.

In attesa di conoscere le eventuali decisioni prese dagli stati partecipanti, vediamo quali sono le linee guida e gli argomenti che verranno trattati nel summit francese.

 

Cop21: le linee guida

cop21 parigi

Di vere e proprie “linee guida” è difficile parlare, in quanto il documento preliminare emesso dall’ONU è fin troppo generalista, anche se ricco di spunti da sviluppare.

Punto fermo del documento è la necessità del raggiungimento di un accordo internazionale sul clima che preveda il raggiungimento di risultati concreti a distanze temporali massime di 5 anni. Ogni stato firmatario dovrà impegnarsi al raggiungimento degli obbiettivi concordati.

Oltre agli obbiettivi definiti si contempla l’ipotesi del “risarcimento”. Nella bozza del documento presentato dalle Nazioni Unite è presente infatti la possibilità di stabilire dei risarcimenti a favore degli Stati che dovessero subire i danni causati dai cambiamenti climatici.

Un altro “punto fermo” delle linee-guida riguarda la necessità di realizzare un fondo pari a circa 100 miliardi di dollari per consentire ai paesi in via di sviluppo di adottare le misure necessarie al contenimento delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici. I Paesi emergenti, infatti, se dovessero svilupparsi con lo stesso modello di sviluppo dei paesi “già ricchi” del pianeta, creerebbero una situazione planetaria irrimediabilmente in-sostenibile.

Tra le linee guida non vengono individuati, invece, come temi chiave di discussione, nè il problema delle emissioni dei trasporti marittimi, nè quello dell’inquinamento dei trasporti aerei.

 

Gli impegni volontari degli stati

Entro lo scorso ottobre gli Stati partecipanti alla conferenza erano stati invitati a presentare degli obiettivi volontari per la riduzione dell’impatto climatico. Molti degli stati partecipanti alla conferenza non hanno però ancora provveduto a dichiarare un obbiettivo di riduzione.

Tra gli Stati che hanno già dichiarato il proprio obbiettivo volontario per la riduzione delle emissioni c’è la Cina che ha dichiarato di voler ridurre a lungo termine le emissioni di gas serra del 60-65 per cento rispetto ai valori odierni. L’Italia, invece, seppure parteciperà al Summit internazionale, non ha ancora dichiarato nessun obbiettivo volontario.

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