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Conferenza sul clima di Lima, l’intervento del ministro Galletti

Ultimo aggiornamento: 12-12-2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Come abbiamo già avuto modo di raccontare, si sta svolgendo in questi giorni in Perù Lima COP20 CMP10, la conferenza globale sui cambiamenti climatici promossa dalle Nazioni Unite (abbiamo trattato della conferenza anche qui).

Intervenendo all’incontro globale il ministro dell’Ambiente italiano Gianluca Galletti ha avuto modo di esplicitare il proprio pensiero sugli interventi di contrasto ai cambiamenti climatici. In particolare il ministro ha affermato, come peraltro ribadito da tempo dalle associazioni ambientaliste e da molti scienziati, che è arrivato il momento di intervenire concretamente. Lo strumento di intervento secondo il ministro può essere il documento che verrà redatto durante la conferenza di Parigi del prossimo anno e che dovrà tenere in stretta considerazione tutte le osservazioni ricevute dal mondo scientifico per permettere di mantenere il riscaldamento globale entro la soglia limite dei due gradi centigradi.

Per far sì che gli intenti non rimangano però solo sulla carta o tra le parole delle conferenza, il ministro Galletti ha esplicitato quattro punti dai quali gli accordi non dovranno e non potranno prescindere.

Il primo punto riguarda la ridefinizione dell’economia globale verso un sistema che sia in grado di ridurre le emissioni.

Il ministro ha inoltre aggiunto che l’accordo globale dovrà contenere degli obiettivi tanto ambiziosi quanto vincolanti nella loro attuazione, con precisi strumenti di verifica che permettano di monitorare e dimostrare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi stessi. Ha inoltre espresso la necessità di rivedere gli obiettivi al rialzo alla luce delle scoperte scientifiche che verranno effettuate da qui ai prossimi anni.

conferenza Lima

Il ministro ha quindi sposato la linea che vorrebbe l’intervento concreto, mirato e da effettuarsi nel minor tempo possibile, ma che non trascuri nella sua attuazione le esigenze dei paesi in via di sviluppo o che comunque necessitano di supporto da parte degli stati più avanzati.

Il ministro dell’Ambiente ha tenuto inoltre a precisare alcuni obiettivi raggiunti di recente, almeno in forma programmatica, come ad esempio l’obiettivo di taglio del 40% delle emissioni da parte dell’Unione Europea entro i prossimi quindici anni, così come gli accordi recenti tra Cina e Stati Uniti per la riduzione delle emissioni inquinanti. Galletti ha proseguito ricordando il summit delle Nazioni Unite alla presenza del segretario generale Ban Ki-Moon, punto di partenza per iniziative concrete per la salvaguardia del clima.

Se davvero gli stati raggiungeranno un piano comune nell’incontro del G20 fissato a Parigi per il 2015, potremo dire di trovarci di fronte ad una svolta nelle politiche ambientali globali che non può che essere auspicabile e che si spera trovi a breve concreta attuazione anche nelle politiche ambientali del nostro paese.

 


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