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Quanto vale davvero un kWh fotovoltaico?

Ultimo aggiornamento: 7-5-2015
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Qual è il valore reale di un kWh, calcolandone tutti i benefici? È giusto che anche il fotovoltaico contribuisca alle spese di gestione del mercato elettrico?

Partiamo dalla seconda domanda: anche il mercato fotovoltaico dovrebbe contribuire ai costi di gestione del sistema elettrico? La questione è di stretta attualità non solo nel nostro paese ma in moltissimi stati. Se secondo i sostenitori delle fonti fossili anche le energie rinnovabili dovrebbero partecipare a tutti i costi di gestione, è facile dedurre che per chi sostiene il fotovoltaico, così come le altre fonti di energia rinnovabili, ciò rappresenta un controsenso, in quanto le operazioni di efficienza energetica dovrebbero essere esenti dai costi di gestione e dagli oneri derivanti dall’intero sistema.

La tematica è stata affrontata anche da Gianni Silvestrini, che nel suo nuovo libro “2°C. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia” ha parlato del vero valore del fotovoltaico.

 

La tematica è stata  sollevata inizialmente dal Rocky Mountain Institute con il fisico Amory B. Lovins, che ha invitato a considerare la tematica della produzione di energia da fotovoltaico in tutti i suoi aspetti considerandone i costi ed i benefici. Se i costi sono più semplici da individuare, per quanto riguarda i benefici spesso non vengono tenuti in considerazione alcuni parametri importanti, come i costi evitati per la costruzione di nuove centrali elettriche.

Lo stato americano del Minnesota ha tenuto conto di questo approccio, stimando che il valore di un kWh di energia prodotta da fotovoltaico sia valutabile in 0,17 $ (circa 0,15 euro al cambio odierno). La stima considera come elemento più importante il combustibile risparmiato grazie all’uso del fotovoltaico, che da solo apporterebbe un vantaggio di circa 0,06 $ al kWh. Secondi in termine di valore sono i costi non sostenuti per la realizzazione di nuove centrali, evitabili grazie ad un maggiore uso del fotovoltaico. Importante anche il valore dato dai danni ambientali evitati, così come quelli derivanti dalle mancate perdite del sistema di trasporto dell’energia.

Lo studio effettuato in Minnesota permette di dedurre come, oltre ai già noti vantaggi ambientali, il fotovoltaico abbia un impatto positivo anche sul fronte economico ed in particolare per i possibili benefici derivanti da una maggiore diffusione, anche tramite la gestione di soggetti diversi dal proprietario dell’impianto. Secondo quanto affermato anche dallo stesso autore del libro citato in precedenza, i dati dimostrano come esista uno spazio notevole per una collaborazione tra aziende elettriche, costruttori di impianti fotovoltaici ed utilizzatori finali dell’energia, vantaggioso in primo luogo per l’ambiente, ma capace di aprire anche la strada a nuove frontiere del mercato dell’energia.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. Pier Luigi Caffese, il 7 maggio 2015 ore 10:36

    Non confondere mai potenza ed energia E= P x t che è il tempo in ore.State accorti una centrale nucleare ha un fattore capacità del 75%,la turbina vento del 23%,un pannello solare del 13%,cioe’ non possiamo paragonare facilmente 1 GW da nucleare o solare.In Germania hanno corretto il tiro e dicono che le rinnovabili sono al 28% nel mix e non al 50% che è solo potenza installata.In Italia ci sono giornalisti fossili,su tutti Agnoli del Corsera,che dicono fandonie dicendo che le rinnovabili sono oltre il 35% del mix,ma non è vero.E’ certo invece che il gas è allo 80% del mix anche se poi usiamo sempre meno quel tipo di centrale per caro gas.Agnoli dice che la turbina gas è efficiente.Certo ma se usi biometano che ti fai in casa è formidabile,se importi gas russo o atzero no.Queste cose non le capisce Agnoli,Il Mise e l’Eni che ci ritiene dei cretini.
    Vai al Tap dove la Guidi dice che risparmiamo,invece in 30 anni ,paghiamo per insipienza politica 465 miliardi.Perchè l’Italia industriale non cresce? Perchè importiamo troppo fossile e gas per 80 miliardi annui che sono 4 finanziarie.

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