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Juncker, le rinnovabili e la politica energetica europea

24 luglio 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Jean-Claude Junker, neoeletto presidente della Commissione Europea, ha da subito espresso la propria posizione in merito alla politica energetica dell’Unione Europea.

Durante il discorso programmatico Juncker non ha evitato di toccare il tasto dolente dell’approvvigionamento energetico, che a suo parere dovrebbe basarsi sempre di più sull’energia rinnovabile. Nonostante non abbia fornito nel dettaglio un piano energetico per il continente, il presidente non si è astenuto dall’affermare che la Ue dipende troppo dalle fonti combustibili fossili, il cui approvvigionamento è messo a rischio dala difficile situazione geopolitica delle aree di provenienza. Pur senza nominarle, Juncker ha fatto capire come l’Europa non possa basarsi su forniture provenienti da aree a rischio come l’Ucraina o il nord Africa, in quanto un peggioramento degli eventi bellici o delle tensioni interne rischierebbe di mettere a repentaglio l’intera Europa.

Il piano energetico del neopresidente prevede la creazione di un progetto europeo, che possa tenere conto delle esigenze di tutti gli stati membri. Unendo le infrastrutture e le risorse dei singoli stati, sarebbe quindi possibile avere maggior voce sul piano della negoziazione; d’altro canto uno sviluppo delle energie rinnovabili porterebbe l’Europa a poter fare almeno in parte a meno degli approvvigionamenti di combustibili come petrolio e gas, che potrebbero quindi essere ottenuti da un unico fornitore per tutti gli stati.

juncker

L’adozione di energie rinnovabili, secondo Juncker, non sarebbe quindi solo vantaggiosa dal punto di vista dell’ambiente e della riduzione del riscaldamento globale, ma anche da quello politico ed economico.

Juncker ha ribadito anche che, pur privilegiando gli approvvigionamenti dai paesi confinanti a est (come Ucraina e Russia), L’Europa non potrà non predisporre un piano di approvvigionamento alternativo, nel caso di blocco di questi canali.

L’ex presidente del Lussemburgo ha voluto inoltre riportare l’attenzione su un tema spesso trascurato: l’efficienza energetica. Secondo Juncker infatti sarebbe opportuno introdurre un obiettivo di aumento dell’efficienza energetica vincolante, a partire ad esempio dal settore delle costruzioni di edifici a bassa dispersione di energia.

Durante il discorso programmatico la tematica energetica non poteva essere approfondita ulteriormente; tuttavia i punti sollevati da Juncker sembrerebbero il modo per portare l’Europa ad una maggiore consapevolezza sia per quanto riguarda il consumo delle fonti fossili sia per quanto concerne l’uso di energie rinnovabili.

Nei prossimi mesi l’Unione dovrà inoltre definire gli obiettivi da raggiungere entro il 2030, che dovranno tenere conto di quanto espresso dal presidente.

Concludiamo con l’auspicio espresso dal presidente tra le sue priorità: “Voglio quindi che l’Unione energetica europea diventi il numero uno al mondo nel settore delle energie rinnovabili”.

 

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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