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Inquinamento ambientale, malattie e il silenzio delle istituzioni

Ultimo aggiornamento: 17-11-2014

Qual è il legame tra inquinamento e salute? Esiste un modo per quantificarlo? E soprattutto c’è un legame tra salute della popolazione e presidi industriali e produttivi? Ecco due esempi emblematici di cui troppo poco si parla.

Il legame tra inquinamento ambientale e malattie mortali è un dato di fatto: i numeri lo dimostrano in maniera incontrovertibile e l’incidenza di forme tumorali rare e aggressive è maggiore nelle aree del Paese più inquinate. Due casi emblematici di questo rapporto causa-conseguenza sono Taranto e Brindisi. Ma mentre a Taranto la città e le istituzioni si stanno mobilitando contro l’azienda ritenuta responsabile dell’inquinamento ambientale, a Brindisi si muore nell’indifferenza delle istituzioni.

A partire dagli anni ’80 l’incidenza di alcune malattie a carico dell’apparato respiratorio che hanno colpito i cittadini brindisini è cresciuta a dismisura e parallelamente, a partire dal 1999, è aumentata l’incidenza di tutti i tipi di tumore. Uno studio condotto dal CNR e pubblicato nel 2012 evidenzia anche una maggiore frequenza di malformazioni neonatali nella città di Brindisi rispetto alla media nazionale e internazionale. Il sospettato numero uno per queste malattie è l’inquinamento ambientale.

Brindisi, nella sua area industriale, ospita due grandi centrali elettriche a carbone e un importante polo petrolchimico. Queste industrie, per effetto della combustione di carbone e petrolio, emettono nell’aria gas e polveri sottili, tra i quali figura il diossido di zolfo.

energia a carbone

Lo studio del CNR ha evidenziato che esiste una correlazione statistica proprio tra i quantitativi di diossido di zolfo presenti nell’aria e la frequenza delle malformazioni neonatali, in prevalenza di tipo cardiaco.

Un secondo studio dimostra che nella zona compresa nel primo chilometro dall’area industriale si è registrato, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2001, un rischio fino a due volte superiore alla media di contrarre leucemie, tumori ai polmoni e alla vescica. Ma non solo: nell’area di Brindisi diversi lavoratori hanno sviluppato gravi forme tumorali dovute all’esposizione all’amianto. Malgrado questo non si ha notizia di processi penali in corso volti a far luce sulla vicenda e a individuare i responsabili.

Qualcosa sembra però che si stia muovendo. È di queste ore la notizia che è stato approvato un ordine del giorno presentato da due parlamentari del PD per promuovere una serie di indagini e di approfondimenti che permettano una valutazione precisa dei rischi e che faccia fronte all’emergenza tumori che sta interessando le province di Brindisi e di Lecce. L’odg suggerisce l’istituzione di fondi da destinare all’Istituto Superiore di Sanità e da destinare alla realizzazione di studi epidemiologici.

Quanto ci costa realmente la bolletta elettrica che si fonda su queste centrali inquinanti? Qui hai alcuni dati.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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