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Energia solare sempre più pulita

18 giugno 2015
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Un nuovo passo avanti verso un’energia da fotovoltaico sempre più pulita è stato fatto dai ricercatori dello Spin-Cnr de L’Aquila; lo studio, intitolato “Tunable ferroelectric polarization and its interplay with spin-orbit coupling in tin iodide perovskites“, è stato pubblicato di recente su Nature Communications.

Energia solare pulita con la perovskite ibrida

I ricercatori dell’Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi (Spin-Cnr) dell’Aquila hanno pubblicato di recente uno studio che potrebbe portare alla produzione di energia solare sempre più pulita, grazie all’utilizzo di componenti ecologiche per la realizzazione dei componenti dei pannelli solari.

cella fotovoltaica Silicio

I ricercatori italiani, in collaborazione con la North Carolina State University e con l’Università di Vienna, hanno studiato una nuova “perovskite”, completamente ecologica e utilizzabile anche nel comparto fotovoltaico. Attualmente alcuni materiali inorganici e organici simili alla perovskite hanno trovato un’ipotetica applicazione a

nche nella produzione di pannelli fotovoltaici, per la loro capacità di convertire l’energia solare in energia elettrica. Tuttavia queste perovskiti hanno lo svantaggio di contenere piombo, un elemento dannoso per l’ambiente e per la salute. Lo studio Spin-Cnr avrebbe quindi aperto un percorso verso l’uso più esteso di questo materiale, in quanto realizzato

con una composizione rispettosa per la salute e l’ambiente.

Come affermato da Alessandro Stoppa, fisico Spin-Cnr, l’obiettivo della ricerca era quello di studiare un materiale per la realizzazione delle cellule fotovoltaiche, in grado di rappresentare un’alternativa al costoso silicio ed alle perovskiti studiate fino a questo momento, più economiche del silicio ma inquinanti. L’utilizzo di queste nuove perovskiti avrebbe quindi un duplice vantaggio in termini ecologici: da una parte si potrebbe produrre una maggiore quantità di energia elettrica dal fotovoltaico grazie ai costi inferiori del materiale utilizzato; dall’altra anche l’impianto avrebbe un impatto minore sull’ambiente.

Potenza maggiore per il fotovoltaico

I vantaggi della nuova perovskite ibrida non sarebbero solo ecologici; infatti grazie alla particolare struttura elettronica data dalla presenza di molecole organiche ed inorganiche, la perovskite sarebbe in grado di potenziare l’attività fotovoltaica. In aggiunta, come affermato dalla ricercatrice Silvia Picozzi, la perovskite avrebbe un’ulteriore vantaggio, una “spin-texture” controllabile tramite un campo elettrico esterno, proprietà che potrebbe essere utilizzata per nuovi dispositivi multifunzionali. Secondo la ricercatrice questa proprietà aprirebbe la strada ad una nuova generazione di dispositivi spin-opto-elettronici, cioè a degli strumenti che trasformano i segnali elettrici in segnali ottici e viceversa, come già avviene con i led.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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