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Artico: lo specchio del cambiamento climatico

2 dicembre 2015
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Qualche mese fa l’immagine di un orso polare sofferente per il disgelo dei ghiacci perenni ha fatto il giro del mondo. L’Artico è realmente una delle aree della superficie terrestre dove le conseguenze del cambiamento climatico sono più visibili, come spiegato nei dettagli dai risultati delle ricerche condotte dal CNR di La Spezia.

Artico: sta nascendo un nuovo oceano

La prima conseguenza del riscaldamento globale che coinvolge direttamente l’Artico è il progressivo scioglimento dei ghiacci perenni presenti nell’area. Secondo i ricercatori stiamo assistendo alla vera e propria nascita di un nuovo oceano a cui si affianca un radicale mutamento del ciclo dell’acqua nell’Artico.

Il riscaldamento globale, a partire dalla seconda metà del novecento, ha fatto si che una superficie pari a 3.000 chilometri quadrati di ghiaccio si formi e si sciolga ogni anno con l’arrivo della stagione più calda.

scioglimento ghiacciai

La formazione e il successivo scioglimento di questo ghiaccio, come spiegato dal CNR di La Spezia, contribuisce in parte ad aumentare la temperatura dell’intera area in quanto le acque disciolte, di colore scuro, attirano in misura maggiore i raggi del sole rispetto alla superficie chiara del ghiaccio perenne. La conseguenza di questo riscaldamento è visibile però non solo a livello del mare ma anche nell’atmosfera, con un riscaldamento progressivo.

Oltre al fenomeno che riguarda il ghiaccio superficiale, il riscaldamento sta interessando però anche i ghiacciai terrestri, il cui discioglimento si aggiunge a quello rilevato a livello del mare. Esempio emblematico del fenomeno è la Groenlandia, dove il fenomeno è chiaramente visibile.

I mutamenti dei ghiacciai marini

Un cambiamento significativo sta avvenendo anche a livello dei ghiacciai marini, che hanno una parte a contatto con il mare e una invece a contatto con la terra. L’aumento di calore genera nei ghiacciai il distaccamento delle parti più a valle, con un ulteriore aumento del livello dell’acqua e il distacco di parti di iceberg.

Il cambiamento dei ghiacciai è importante e di forte impatto sopratutto in aree come quella artica, caratterizzate da estese superficie ghiacciate, che sono tanto più soggette alle conseguenze dei mutamenti climatici quanto più il loro contatto con le correnti marine calde è elevato.

I ricercatori italiani del CNR monitorano costantemente il fenomeno dalle isole Svalbard, dove vengono osservate anche le conseguenze del riscaldamento sul delicato equilibrio dei fiordi norvegesi, che subiscono la presenza di correnti calde di acqua marina proprio in conseguenza del discioglimento dei ghiacci della regione artica.

Il progetto di osservazione, coordinato dal CNR, è condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e l’Istituto nazionale di geofisica e di oceanografia sperimentale.

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