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Rifkin : no al nucleare sì a reti intelligenti con fotovoltaico , rinnovabili e idrogeno

10 marzo 2011
Voto:4/5 (5 voti)

Miliardi di cittadini che auto producono energia elettrica pulita , da fotovoltaico e non, scambiando quella in eccesso. Questa è l’idea della terza rivoluzione industriale sostenuta da Jeremy Rifkin che, in un futuro non molto lontano, immagina un mondo fatto di mobilità elettrica, abitazioni eco-sostenibili e autoproduzione / scambio di energia creata da fonti rinnovabili.

Chi è Jeremy Rifkin

J. Rifkin, studioso e fondatore, tra le altre, della “Foundation on Economic Trends” di Washington, è uno dei maggiori esperti di economia globale nonché studioso del rapporto oggi intercorrente tra l’evoluzione della scienza e della tecnologia, da un lato, e lo sviluppo economico, l’ambiente e la cultura, dall’altro. Intellettuale, professore emerito e studioso di fama modiale, Rifkin è autore di innumerevoli volumi tradotti e studiati nelle università di tutto il mondo. Alcuni titoli: Entropia (2000), Economia all’idrogeno (in cui propone l’idea del “Worldwide Energy Web”, 2002) e “La civiltà dell’empatia” (2010).

Rifkin interviene in tutto il mondo come opinionista e pubblica i propri interventi su quotidiani e periodici europei tra i quali il britannico “The Guardian“, lo spagnolo “El Pais” come anche “L’espresso” in Italia e la “Suddeutsche Zeitung” in Germania.

Rifkin è attivo, oltre che un USA, anche in Europa come consigliere di capi di governo. Ha operato come consigliere personale sulle questioni energetiche di Romano Prodi quando fu Presidente della Commissione Europea. In Italia è stato consulente per il Ministero dell’Ambiente.

In Puglia insieme al ministero dell’Ambiente, alla Regione, ed all’”Università dell’idrogeno” fa nascere nel 2008 un progetto triennale (costo di 5 milioni di euro) per la costruzione di distributori di idrogeno (prodotto in loco da fonti rinnovabili), metano e idrometano.

La sua idea : fonti rinnovabili per produrre idrogeno e stoccare energia

  • Fonti energetiche rinnovabili ( fotovoltaico e non solo)
  • tecnologia computerizzata applicata all’efficienza energetica
  • mobilità elettrica sostenibile

Queste sono le tre chiavi per passare, secondo Rifkin, da una produzione energetica centralizzata ad una de-centralizzata, dove le persone producendo energia in modo autonomo, potranno condividere (esattamente come oggi si fa con le reti web) l’energia prodotta e scambiare la produzione in eccesso.

Il termini usati sono quelli di “reti intelligenti” e “inter grid”. Per intenderci l’idea è quella del meccanismo che già è in atto con le reti web: ogni utente, che è anche produttore di file e di informazioni, crea e condivide in rete. Altri utenti hanno poi la possibilità di recepire e “stoccare” le informazioni nei propri computer.

Come può avvenire tutto ciò con le energie rinnovabili? Attraverso, secondo lo studioso, una rete tecnologica e intelligente di scambio e attraverso la possibilità di stoccare per mezzo dell’idrogeno l’energia prodotta da fonti rinnovabili e non immediatamente autoconsumata.

Come avviene nello specifico questa produzione energetica ad impatto zero è spiegabile in poche parole: le fonti rinnovabili, nei momenti in cui producono energia in eccesso (non immediatamente autoconsumata), potranno andare ad alimentare dei processi di elettrolisi, processi attraverso i quali avviene la separazione, partendo dall’acqua, dell’ossigeno dall’idrogeno. L’idrogeno può essere stoccato e riutilizzato come combustibile ad impatto zero, quando viene meno la produzione da fonti rinnovabili.

La posizione di J. Rifkin sul Nucleare

Rifkin sostiene che quella del Nucleare non è ad oggi la strada percorribile. Al mondo ci sono 400 centrali nucleari, alcune ormai obsolete, che producono il 5 per cento del fabbisogno energetico mondiale.

I problemi per questo tipo di produzione energetica sono almeno due:

  • la questione delle scorie radioattive e del loro smaltimento
  • la questione dell’eccessivo utilizzo di acqua per il raffreddamento dei reattori nucleari

Siamo sicuri che il nucleare possa realmente rappresentare una forma di produzione energetica a basso impatto ambientale? Il rischio è quello di guardare solo all’eliminazione della Co2 senza vedere l’enorme danno che si farà alle generazioni future in termini di rifiuti radioattivi e di bacini idrici “surriscaldati”. Senza considerare ovviamente i rischi di possibili incidenti, nella storia già verificatesi.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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3 Commenti

  1. Articolo correlato: Energie alternative e smart grid

  2. Pier Luigi Caffese, il 15 novembre 2013 ore 12:22

    In italia oggi novembre 2013 ci sono sul tavolo del Mise solo 2 progetti seri:
    1.uno è di Scaroni per gas e shale che ci costa 80 miliardi di importazioni fossili all’anno e moltiplicato 40 anni sono 3200 miliardi di costi che affossano l’industria italiana per caroenergia e nessun nuovo posto lavoro.Poi Scaroni dice di trivellare per 5 miliardi che in 20 anni soli sono 100 miliardi(un pozzo non dura 40 anni,ma solo 20 anni)
    2.il secondo è il mio piano acqua e mare che perfeziona la tecnologia tedesca Power to gas.Cioe’produciamo idrogeno sia con biogas che con molta energia idroelettrica che costa 20 euro al MWh.Dall’idrogeno si passa allo syngas e poi con fts biofuel.Questo progetto costa 45 miliardi e farebbe ricavare 125 miliardi annui che moltiplicati per 40 anni sono 5.000 miliardi e 3 milioni di posti lavoro come in Germania
    3.Come vede produco idrogeno come vettore intermedio.L’errore di Rifkin è di utilizzarlo come fuel ed è sbagliato perchè conviene il passaggio idrogeno-syngas-biofuel dove non si cambiano i motori attuali
    4.Le batterie ad idrogeno sono vitali nei bus,tir,auto elettriche sono importanti per la mobilità sostenibile ma sarebbero troppo care per stoccaggi di rinnovabili di massa che si fanno con l’acqua e non con batterie.Scaroni dice che le vuole mettere in ogni condominio ma stiamo attenti ai costi perchè succede come nel ft condominio che a guadagnarci bene sono solo le banche (vedo interessi composti al 18%).
    5.Rifkin fu messo consulente da nostri Ministri Ambiente e a Napoli non ha risolto un fico ecco perchè bastava mettere 2 centrali plasma rifiuti per non sentire parlare piu’ di rifiuti o balle a Napoli.Ma l’ignoranza in Campania nasconde il vero business trasporto rifiuti e discariche a vantaggio di chi sa Lei.Quello che non funziona in Rifkin è il costo al MWh,poi sul modello decentrato non cadiamo in ossimori perchè con rinnovabili dal 30% in su si deve per forza andare sul decentrato e non piramidale.Ma l’assurdo italiano è che per ignoranza,montiamo le smart city sul modello piramidale(detto da un Sottosegretario) che significa aumentare i costi energia che Lei ritrova nel dispacciamento da 3 miliardi troppo caro(cioe’ è un regalo a Terna).

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