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Installare il fotovoltaico : 5 buoni motivi – parte 2

Ultimo aggiornamento: 16-02-2012
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Dal precedente articolo abbiamo visto quali sono i primi 2 “buoni motivi” per installare oggi un impianto fotovoltaico: il primo, che è un vantaggio per lo più delle singole utenze, è ridurre per quanto possibile l’acquisto di energia dalla rete elettrica nazionale. Questo può avvenire attraverso l’autoconsumo istantaneo dell’energia auto prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, l’autoconsumo è il fattore di maggior risparmio da parte delle utenze finali.
Il secondo “buon motivo”, più di carattere collettivo, è la riduzione della dipendenza  (per riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria) dalle importazioni di Gas dall’estero. Questa motivazione nasce dai recenti tagli delle esportazioni da parte di Gazprom (Russia) di gas naturale per dare la priorità agli approvvigionamenti interni. Questo è avvenuto per far fronte ad una eccezionale ondata di freddo che ha attraversato Russia ed Europa ed ha quindi aumentato considerevolmente la domanda di Gas.
In una situazione di dipendenza totale dalle importazioni di gas, oltre all’uso dei pannelli termici per il riscaldamento dell’acqua, rappresenta una buona soluzione, abbiamo scritto, l’utilizzo di apparecchiature elettriche (quali pompe di calore, cucine elettriche, ecc..) alimentate da fonti rinnovabili o, meglio ancora, direttamente dal proprio impianto fotovoltaico in regime di Scambio sul Posto.

Che vantaggio ne trae una famiglia? Con la conversione dei consumi di gas in consumi elettrici si potrà ottimizzare al massimo l’investimento fatto per l’impianto fotovoltaico e si potrà ridurre, a livello individuale, l’acquisto di gas metano che rappresenta una spesa non indifferente nel bilancio famigliare.  Potremmo definirla una nuova forma di approvvigionamento energetico a “Km quasi zero”, anche per i tradizionali apparecchi a gas, attraverso la loro sostituzione con apparecchi elettrici o con panneli solari termici.

Il terzo “buon motivo” è legato alla mobilità.
Nei prossimi anni, come indicato anche da specifiche direttive della Comunità Europea, ci sarà un sensibile sviluppo della mobilità elettrica. La strategia “Trasporti 2050” dell’UE mira a dimezzare entro il 2030, e ad eliminare gradualmente entro il 2050, il numero di auto ad alimentazione convenzionale circolanti nelle città.
Cosa c’entra con il fotovoltaico tutto questo? In un contesto in cui l’auto elettrica andrà gradualmente a sostituire l’auto a benzina, alle tradizionali stazioni di rifornimento andranno gradualmente a sostituirsi numerose stazioni o colonnine di ricarica, che potranno diventare delle soluzioni di rifornimento elettrico “fai da tè”. Le stazioni di ricarica elettriche, che possono andare dai “parcheggi fotovoltaici” al proprio box, possono essere alimentate da pannelli fotovoltaici, o meglio dai propri pannelli fotovoltaici. Questa possibilità di fatto rappresenta una ulteriore forma di massimizzazione ed ottimizzazione dell’investimento per un impianto fotovoltaico domestico.
Si tenga presente che, anche in questo caso, ci troviamo di fronte ad un continuo aumento dei costi della benzina, che dipendono anch’essi dal prezzo del petrolio.
Per quanto riguarda i prezzi si tenga presente, invece, che il mercato della mobilità elettrica è ancora abbastanza giovane: anche questo, come è per quello del fotovoltaico, tenderà al ribasso dei prezzi congiuntamente allo sviluppo di produzioni in economie di scala ed alla sua graduale diffusione.

Veniamo al quarto “buon motivo” per installare oggi il fotovoltaico: quello legato alla pressione delle politiche europee. Spieghiamo meglio: l’Unione Europea ha fissato degli specifici obiettivi al 2020, le direttive cosiddette 20 20 20, che definiscono tre inequivocabili obiettivi a livello comunitario:

  • ridurre del 20 per cento le emissioni di gas serra (dal 1990 al 2020)
  • conseguire un risparmio energetico del 20 per cento
  • aumentare al 20 per cento la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili

All’Italia spetta il compito di raggiungere un incremento di produzione di energia pulita di almeno il 17 per cento al 2020, pena: sanzioni.  Chi paga le sanzioni? Non dimentichiamo che le multe dell’Unione Europea assegnate ai paesi membri vanno prima o poi a ricadere indirettamente sulla collettività, sui singoli cittadini.
Tra le varie misure previste per il raggiungimento di questi obiettivi, assegnati  di fatto ad ogni paese membro, c’è anche la produzione di energia da fotovoltaico in tutte le sue possibili forme di utilizzo: domestico, industraile o legato alla mobilità.

Il quinto ed ultimo “buon motivo”, ultimo ma primo per importanza, è semplicemente quello “ambientale“. Un ambiente con meno emissioni inquinanti favorisce la salute delle persone che lo abitano. Senza soffermarci troppo su questo aspetto, ormai ben nota questione “epocale”, possiamo solo ricordare che, anche in termini economici, il danno causato da un ambiente malsano ricade come costo sulla collettività per le numerose “esternalità negative” che genera: pensiamo ai soli costi sanitari, in parte evitabili, legati alla salute, ai medicinali, ecc..
Ecco perchè, anche in questo caso, una produzione energetica più rispettosa dell’ambiente si traduce in un fattore di risparmio individuale e collettivo.  La sfida ambientale del secolo è quella legata all’inquinamento: questi ritmi di crescita delle emissioni inquinanti, al di là di ogni possibile crisi economica, rischiano oggi di compromettere seriamente la salute stessa dei cittadini.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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