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Impianto fotovoltaico: come pagare la metà

14 gennaio 2016
Voto:4/5 (5 voti)

Come pagare il fotovoltaico la metà? Può apparire un titolo forse un po’ provocatorio e tendenzioso, ma fino al 31 dicembre 2016 il fotovoltaico residenziale lo puoi “pagare la metà” grazie agli incentivi fiscali prorogati di un ulteriore anno dall’ultima manovra finanziaria del Governo (la cd. Legge di stabilità 2016). Attenzione: non si tratta di uno sconto praticato dalle aziende installatrici, ma di un beneficio fiscale, garantito dall’erario, pari alla metà delle spese sostenute.

Con la detrazione fiscale del 50 per cento questo “sconto” viene riconosciuto attraverso un meccanismo di sgravio  fiscale praticato sulle Imposte sui Redditi delle Persone Fisiche: si tratta, appunto, di una detrazione fiscale Irpef a beneficio di singoli individui, famiglie e condomini.
La detrazione fiscale 50% è regolamentata dall’Agenzia delle Entrate per tutti coloro che eseguono lavori di ristrutturazione (o adeguamento normativo) su edifici abitativi. Tra i tipi di lavori detraibili figurano anche le installazioni di impianti fotovoltaici ad uso privato, condominiale o “promiscuo” (per edifici casa-lavoro).

Si tratta di una misura fiscale che, a conti fatti, garantisce ancora ai piccoli impianti fotovoltaici ad uso domestico vantaggi economici equiparabili ai defunti incentivi del conto energia. Questi incentivi fiscali, infatti, sono stati pensati a sostegno di singoli e famiglie che vogliano tagliare i costi energetici di casa autoproducendo energia pulita e utilizzandola, in parte, per il proprio fabbisogno. Le detrazioni fiscali sono state concepite per agevolare i consumi di privati e famiglie e, al contempo, la riqualificazione edilizia ed energetica degli edifici esistenti.

La detrazione fiscale Irpef è perfettamente compatibile con il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto ed è perfettamente compatibile con l’autoconsumo della “propria” energia al servizio di casa. Questo fa dell’incentivo fiscale un’interessante opportunità di risparmio per le famiglie, non solo per installare il fotovoltaico sul proprio tetto, ma anche per realizzare lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica di casa.

Si tenga presente di una cosa: il beneficio non durerà a lungo. L’aliquota di sgravio fiscale rimarrà al 50% fino al 31 dicembre 2016, (salvo ulteriori proroghe). Dopo tale scadenza l’incentivo fiscale non scomparirà, ma tornerà ad essere del 36% come era in precedenza (prima di queste “misure straordinarie” prorogate ormai da 3 anni).

Dunque, “a conti fatti”, grazie alle detrazioni fiscali il fotovoltaico è possibile pagarlo la metà,  attraverso il meccanismo di “sgravio” Irpef.

Come funziona la detrazione fiscale? E perchè sosteniamo che ti permette di pagare un impianto la metà?

 

Come funziona la detrazione fiscale per il fotovoltaico?

La detrazione fiscale è un meccanismo di compensazione operato dell’Erario, che permette di far recuperare denaro ad un contribuente attraverso uno “sconto” applicato sulle imposte Irpef annuali.

Questo recupero fiscale, non avviene in un’unica soluzione, ma viene ripartito in 10 anni: con dieci quote annuali di pari importo. Il limite massimo di spesa detraibile è di 96 mila euro, cifra alquanto generosa se consideriamo i soli impianti fotovoltaici, e, in ogni caso, è oggetto di detrazione qualsiasi impianto domestico o condominiale al di sotto dei 20 Kw di potenza.

fotovoltaico pagare la metà

Come dicevamo, questo meccanismo di sgravio è assolutamente compatibile con lo scambio sul posto.

Con la detrazione fiscale oltre ad avere “indietro” la metà del prezzo dell’impianto (sotto forma di detrazione), posso comunque valorizzare l’energia immessa in rete attraverso il meccanismo dello scambio sul posto.

Quindi, per tutta l’energia prodotta dal mio impianto posso:

  • autoconsumare nel momento stesso della produzione;
  • immettere in rete tutta l’energia che non viene istantaneamente autoconsumata;
  • prelevare dalla rete nei momenti di bisogno, pagando le consuete bollette elettriche al proprio operatore;
  • compensare (parzialmente) immissioni e prelievi con il meccanismo di rimborso dello scambio sul posto e chiedere al Gse il pagamento delle eventuali eccedenze di energia immessa in rete (la cd. “liquidazione monetaria delle eccedenze”).

Con un impianto fotovoltaico, durante l’anno pagherò le consuete bollette elettriche per la sola energia prelevata dalla rete e riceverò un contributo dal Gse a titolo di “rimborso” su tutta l’energia immessa in rete dal mio impianto. L’energia immessa in rete e non riprelevata (cioè quella: “scambiata” con la rete) verrà pagata dal gse una cifra interessante. Tutta l’elettricità immessa in rete e non riprelevata, invece, verrà pagata dal Gse ad un prezzo inferiore (prezzo equivalente al suo “puro” prezzo di mercato).

Lo scambio sul posto è un meccanismo abbastanza complesso perchè la variabili in gioco sono molte e non definite “a priori”. Per tutti i dettagli su come funziona lo scambio sul posto leggi questa guida allo scambio sul posto.

 

Un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico.
Un contribuente paga normalmente 1.000 euro di Irpef l’anno per i redditi percepiti.
Decide di acquistare un impianto fotovoltaico da 7 Kw al costo di 12.000 euro (iva inclusa).
La detrazione fiscale al 50% permette al contribuente di “recuperare” in 10 anni la metà dell’importo speso: 6.000 euro in 10 anni.
Come avviene questo “recupero”? Questi 6.000 euro vengono “detratti” dall’Erario sulle imposte Irpef dovute dal contribuente per i successivi 10 anni fiscali.
Nel caso specifico: dalla quota Irpef di 1.000 euro l’anno viene detratta la quota di 600 euro.

Schematizzando:

  • Spesa sostenuta per l’impianto: 12.000 euro
  • Quota detraibile in totale: 6.000 euro
  • Quota detraibile annuale: 600 euro l’anno per 10 anni
  • Imposta Irpef dovuta: 1.000 €/anno (ogni anno varia in base ai redditi percepiti)
  • Imposta effettiva addebitata: 400 €/anno

 

Ricapitoliamo.

Il titolare dell’impianto fotovoltaico ogni anno versa di IRPEF 1.000 euro.
Realizza il suo impianto pagandolo 12.000 euro.
Con la detrazione fiscale 50% gli verranno “restituiti” dall’erario 6.000 euro in dieci anno.
600 euro l’anno gli verranno detratti dai 1.000 euro dovuti di IRPEF.

 

Ricapitolando: perchè con le detrazioni il fotovoltaico costa la metà?

Un impianto da 6 Kw produce circa 7.800 kwh l’anno e, considerando il prezzo minimo dell’energia pagata in bolletta a 0,20 €/kwh, produrrà energia per un valore di circa 1.500 euro l’anno (7.800kwh*0,20€). Questa cifra sarebbe quella effettivamente risparmiata ipotizzando un autoconsumo di tutta l’energia prodotta dall’impianto.

Il contribuente, titolare dell’impianto fv, accumula potenzialmente un risparmio di circa 2.100 euro l’anno, come somma delle 600 euro della detrazione fiscale più i 1.500 euro di produzione elettrica (ipotizzando sempre un autoconsumo del 100%).

Con questi circa 2.000 euro di risparmio potenziale annuo, l’impianto fotovoltaico da 12.000 euro viene ammortizzato in circa 6 anni (senza alcun tipo di incentivo) sfruttando la detrazione fiscale 50%, lo scambio sul posto e l’autoconsumo.
Si tenga presente che se l’elettricità in bolletta (anzichè costare 0,20 €/KWh) costa 0,30 il tempo di ammortamento si riduce di quasi un terzo.

 

Alla fine dei 10 anni il nostro contribuente avrà indietro la metà dei costi dell’impianto fotovoltaico e avrà ottenuto un periodo di ammortamento impianto paragonabile a quello che si otteneva con gli incentivi in “conto energia” di qualche anno fa: “tempi di rientro” dai 6 ai 10 anni. Il periodo effettivo di ammortamento dipende molto, oltre che dal prezzo di installazione, dalla quantità di autoconsumo istantaneo dell’energia prodotta dall’impianto.

 

Per l’articolo completo sulle detrazioni fiscali: Detrazioni fiscali per impianti fotovoltaici e ristrutturazioni.

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3 Commenti

  1. Alessandro, il 18 marzo 2013 ore 16:03

    Finalmente l’Agenzia delle Entrate da espresso corretta interpretazione dell’art. 16-bis del DPR 917 del 1986 in relazione a lavori di installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica:

    L’Agenzia:

    – Riconosce che l’installazione di impianti fotovoltaici rientra tra gli interventi che possono fruire delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e segnatamente tra quelli finalizzati a conseguire un risparmio energetico senza dover produrre particolare documentazione che attesti il risparmio energetico.

    – Ricorda che è necessario che l’impianto fotovoltaico sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione.

    – Conferma il divieto di cumulo tra la detrazione fiscale in esame e la tariffa incentivante, ma riconosce la cumulabilità tra la stessa detrazione e lo scambio sul posto ed il ritiro dedicato.

  2. Ferdinando B., il 15 gennaio 2016 ore 15:37

    Siamo in molti che volendo aprontare un inpianti fotovoltaico no lo realizzano perché o precari o disoccupati, però ovviamente con diponobilita da poter acquistare un impianto piccolo ,non è possibile usufruire del 50% di agev. fiscale allora non fa il passo , mi sembra sempre la solita cosa garantiti solo con il posto fisso.

    • Alessandro F., il 15 gennaio 2016 ore 18:11

      per la detrazione l’impianto deve essere domestico e sotto ai 20 kw. Le detrazione la puoi sfruttare anche se hai lavori precari. Anzi sui piccoli impianti hai più possibilità di sfruttarla nella sua interezza.

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