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I pannelli fotovoltaici si possono riciclare?

5 marzo 2013
Voto:4/5 (5 voti)

I pannelli fotovoltaici si possono riciclare.
Anzi, si devono riciclare
.
Attraverso l’obbligo di adesione dei produttori ad un consorzio per lo smaltimento dei moduli a fine vita. Attenzione, però. La definizione di “Produttori” non è quella letterale, ma assume un’accezione un po’ più estesa. Più avanti vediamo quale.

 

Riciclaggio dei pannelli: cosa dice la legge

La normativa europea prevede che ogni produttore di moduli operante sul mercato europeo deve adempiere agli obblighi nazionali previsti in materia di recupero e riciclaggio dei materiali elettrici ed elettronici. Si tratta in realtà del recepimento della direttiva europea sui RAEE, quella che regola a livello europeo il trattamento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Per quanto riguarda i moduli fotovoltaici l’Unione Europea regola la materia del riciclaggio richiedendo a ciascuno stato membro di obbligare i propri produttori ed importatori di moduli a recuperare e riciclare i pannelli a fine vita e soprattutto di farsi carico del relativo finanziamento. Non solo quindi i produttori, ma anche gli importatori sono tenuti a farsi carico del riciclo dei loro prodotti.

Da notare, quindi, questa cosa importante per i distributori, installatori o venditori: se una società ha importato moduli fotovoltaici in Italia, la società verrà considerata “Produttrice” ai sensi del regolamento del Gse sul recupero e riciclo del fotovoltaico.

In Italia, dal 1° luglio 2012, per l’accesso alle tariffe incentivanti del conto energia è necessario che il soggetto responsabile trasmetta al Gse (Gestore dei servizi energetici) un attestato di adesione del produttore dei pannelli fotovoltaici ad un sistema o consorzio che ne garantisca la completa gestione a fine vita.

L’ultimo decreto rinnovabili, quindi, prevede per l’Italia che ogni produttore di pannelli fotovoltaici debba aderire ad un sistema o consorzio europeo che garantisca il recupero e riciclo dei moduli a fine vita. Il produttore deve quindi essere in possesso di un’attestazione, un’apposita certificazione, rilasciata dal sistema o dal consorzio di riciclo e smaltimento. Se i prodotti sono di importazione, l’adesione al consorzio può essere fatta dall’importatore stesso.

Il 31 marzo 2013 è il termine ultimo entro cui i produttori, o gli importatori di moduli dovranno aderire ad un consorzio che garantisca il recupero e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici a fine vita.

Ricordiamo una cosa fondamentale: la definizione di Produttore secondo il Conto Energia IV e V è: qualsiasi organizzazione immetta i moduli fotovoltaici sul mercato italiano per la prima volta. Tra i “produttori” sono annoverati quindi anche gli importatori, distributori o installatori che vendono utilizzando il proprio marchio.

riciclare i pannelli fotovoltaici

Per riciclare i moduli fotovoltaici: chi fa che cosa?

In genere i proprietari dei moduli fotovoltaici, i titolari degli impianti, sono i responsabili dello smantellamento e del trasporto fino al punto di raccolta dei moduli fotovoltaici “esausti”, da riciclare.

I produttori fotovoltaici, invece, tramite il proprio consorzio di recupero e riciclo (a cui sono obbligati ad aderire), sono i responsabili e garanti del riciclaggio dei pannelli fotovoltaici “esausti” dal punto di raccolta in poi.

 

Dunque, è possibile riciclare i pannelli fotovoltaici?

Si, tutte le componenti di un pannello fotovoltaico possono essere trattate separandole e riutilizzando ognuna delle parti. I vari metalli, l’alluminio delle cornici e dei telai dei moduli, il vetro, i cavi e la plastica vengono separati meccanicamente e riciclati. La quota media di riciclaggio, individuata misurando il peso del materiale in ingresso nel processo, è tra l’80 ed il 90%.

Un pannello è costituito per l’80% da vetro. Questo vuol dire che l’80% del modulo fotovoltaico può essere riciclato attraverso le normali linee di riciclaggio del vetro piano.

Le fasi per riciclare il classico modulo in silicio (monocristallino, policristallino o amorfo che sia) sono principalmente tre:

  • la fase di preparazione e di rimozione del telaio in alluminio e della scatola di giunzione (la scatola in plastica applicata sul retro del pannello)
  • la fase di triturazione del materiale
  • la fase di separazione dei materiali e di lavorazione nelle già esistenti linee di riciclaggio del vetro e dei semiconduttori.

Da questo processo di scomposizione si ricavano metalli ferrosi, metalli non ferrosi, vetro, silicio e plastica. Ognuna di queste componenti può essere ri-lavorata o riutilizzata per creare nuovi prodotti e nuove materie prime: il vetro ricavato dai pannelli fotovoltaici viene miscelato con altri scarti di vetro, di altre provenienze, e riutilizzato in fibre di vetro o prodotti per l’isolamento o per imballi. I metalli, il silicio e la plastica possono invece essere utilizzati per la produzione di nuove materie prime.

 

Riciclare i pannelli: benefici ambientali ed economici

Quanta Co2 può far risparmiare all’ambiente il processo di riciclaggio dei moduli?

Il riciclaggio di una tonnellata di pannelli fotovoltaici al silicio può far risparmiare circa 800 kg di CO2-equivalente e fino a 1.200 kg di CO2- equivalente se il modulo viene fabbricato al 100% con materie primarie.

Un ultimo aspetto interessante è che riciclare i pannelli fotovoltaici non solo aiuta l’ambiente, ma porta anche dei benefici economici ai nuovi produttori che potranno ridurre notevolmente i costi di produzione. Il meccanismo del riciclaggio, infatti, aiuta a ridurre l’energia necessaria,e le fasi di lavorazione necessarie a creare i nuovi prodotti.

 

Quali i principali consorzi per il recupero e riciclo

Il Gse ha da poco pubblicato (marzo 2013) il primo elenco dei consorzi e sistemi per lo smaltimento dei moduli fotovoltaici a fine vita, consorzi per i quali la normativa prevede l’obbligo di adesione da parte dei produttori.
Ecco la lista:

  1. COBAT – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo – Roma
  2. Consorzio ECOEM – Milano
  3. Consorzio Ecolight – Milano
  4. Consorzio Ecoped – Milano
  5. Consorzio Eco-PV – Milano
  6. Consorzio Re.Media – Milano
  7. e-cycle scarl – Napoli
  8. ERP Italia Srl – Cernusco sul Naviglio (MI)
  9. LA MIA ENERGIA soc. cons. a.r.l. – Venafro (IS)
  10. PV CYCLE ITALIA S.r.l. – Roma

 

Fonti: PvCycle.org – Gse

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4 Commenti

  1. e-cycle, il 20 marzo 2013 ore 09:08

    ricordiamo, a chi è interessato, che devono essere dichiarati tutti i moduli installati a partire dal 1° luglio 2012.
    per maggiori informazioni su come aderire ad una azienda consortile ed essere in regola per il rilascio degli incentivi del IV e V conto energia, visitate il sito.

    • Valerio, il 28 marzo 2013 ore 14:04

      Ma per gli impianti installati prima del 1 luglio il proprietario dove deve smaltire?
      Puo’ decidere autonomamente o e’ obbligato a portarli ai centri di raccolta?

      Grazie anticipatamente per la risposta
      Saluti

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