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Ottimizzatori per Fotovoltaico, come aumentare il rendimento impianto

19 gennaio 2016
Voto:4/5 (7 voti)

Cosa sono gli ottimizzatori per fotovoltaico? Come possono aiutarci ad aumentare il rendimento del nostro impianto?

Per chi ha già un impianto fotovoltaico, per chi ha già scelto di investire in un impianto solare, è fondamentale tenere sotto controllo il rendimento dell’impianto per un motivo molto semplice: la buona riuscita dell’investimento dipende da quanto l’impianto sarà in grado di produrre per i propri consumi, prima di tutto, e per l’immissione di energia in rete.

L’autoconsumo e la cessione di energia alla rete saranno infatti i fattori che determineranno il rientro dall’investimento in un arco di tempo accettabile.

 

Perchè è importante ottimizzare in ogni momento il rendimento impianto

Una volta fatto l’investimento, ogni chilowattora non prodotto è un chilowattora perso in termini di “risparmio in bolletta”. Ogni chilowattora perso è un “costo in bolletta”. L’energia prodotta, autoconsumata o immessa in rete, è infatti il fattore che permetterà di rientrare in tempi rapidi dall’investimento fotovoltaico. Più energia si produrrà, più si avrà la possibilità di autoconsumare l’energia auto-prodotta, più si ridurranno i tempi di ritorno economico dell’investimento. Più energia si produce, inoltre, più si otterranno benefici dal meccanismo di rimborso dello scambio sul posto.

Per questo motivo, ad impianto in funzione, è importante avere “un occhio di riguardo” verso queste due attività:

  • monitorare costantemente la produzione fotovoltaica,
  • aumentare il più possibile il rendimento dell’impianto.

Attraverso l’utilizzo di ottimizzatori per fotovoltaico è possibile svolgere entrambe queste funzioni.

 

Cosa sono gli ottimizzatori per fotovoltaico?

ottimizzatori per fotovoltaico

Gli ottimizzatori per gli impianti fotovoltaici sono dei piccoli apparecchi, delle piccole scatole in plastica, che si applicano sul retro di ogni pannello fotovoltaico. Ognuna di queste “scatoline” contiene una scheda elettronica in grado di svolgere alcune interessanti funzioni:

  • trasmettere, via wireless e in tempo reale, ad una centralina i dati di produzione di ogni singolo modulo,
  • tenere sempre ottimale il rendimento del singolo pannello, agendo “in maniera dinamica” su corrente e tensione in relazione alle condizioni di produzione del pannello stesso.

Con un ottimizzatore di potenza, anche in caso di ombreggiamenti, sporcizia o altri fattori che ostacolano la produzione, ogni modulo sarà in grado di “dare sempre il massimo”. Sarà in grado di lavorare sempre al suo “punto di lavoro ottimale” per non ostacolare la produzione dell’intera stringa e dell’intero impianto fotovoltaico.

Vediamo meglio come funziona un ottimizzatore, senza entrare troppo nel tecnico.

 

Un solo pannello fotovoltaico può compromettere il funzionamento ottimale dell’intero impianto

Il malfunzionamento di un singolo pannello è come un “collo di bottiglia”: il flusso di energia elettrica che passa ed aumenta di modulo in modulo (i moduli sono infatti collegati in serie), può venire sensibilmente ridotto se un pannello non compie bene la sua funzione. Il basso rendimento di un singolo pannello può dipendere da un ombreggiamento passeggero, da sporcizia o da un effettivo malfunzionamento o guasto.

Ogni pannello è infatti, oltre che produttore di energia in corrente continua, un conduttore di corrente elettrica. Questo infatti riceve corrente dal pannello precedente e la invia “maggiorata” al pannello successivo. Se il modulo non funziona bene, si riduce il flusso di corrente prodotta. In questo modo viene quindi compromessa la produttività dell’intera stringa (una “stringa” è una fila di moduli fotovoltaici collegati in serie).

Dunque: il malfunzionamento di un singolo pannello compromette l’efficienza della stringa in cui si trova. E questa, a sua volta, compromette il rendimento dell’intero impianto.

Per questo motivo più l’impianto fotovoltaico è grande più diventa necessario ottimizzarne la produzione attraverso l’utilizzo di ottimizzatori di potenza. Questo utile strumento sarà in grado infatti di agire in tempo reale sui singoli moduli con rendimenti inferiori alla propria potenza nominale e permetterà un intervento tempestivo ed automatizzato per farli funzionare sempre al loro “punto di lavoro ottimale”.

 

A cosa servono gli ottimizzatori per fotovoltaico

Servono a produrre più energia, in ogni condizione. Gli ottimizzatori per fotovoltaico aumentano il rendimento dell’intero impianto anche fino al 25%.

Come detto: gli ottimizzatori per il fotovoltaico servono a garantire in ogni istante la massima produttività possibile dei singoli moduli fotovoltaici e dell’impianto stesso. Ogni modulo, infatti, non sarà più un semplice “attuatore” passivo, ma inseguirà in tempo reale sempre il punto di lavoro ottimale in base alle condizioni produttive. Per  i più tecnici, si tratta dello stesso principio del MPPT (Maximum Power Point Tracking) degli inverter fotovoltaici.

Non solo: gli ottimizzatori servono anche a monitorare in tempo reale la produzione dei singoli pannelli attraverso un collegamento wireless ad una centralina di raccolta dati. Grazie a questo sistema di monitoraggio a livello di modulo si potrà individuare tempestivamente il singolo pannello responsabile del calo produttivo.

Come detto, inoltre, l’ombreggiamento passeggero o il malfunzionamento di un singolo pannello, può causare la perdita di produzione sull’intero impianto. Se le cause sono facilmente individuabili sui piccoli impianti, sulle grandi installazioni le cause dei cali di rendimento non sono sempre facilmente individuabili senza un adeguato sistema di monitoraggio a livello di singolo pannello.

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5 Commenti

  1. gipi, il 20 gennaio 2016 ore 16:48

    Ciao a tutti.

    Forse colgo l’occasione di inaugurare questa “stringa dei commenti”

    Ho dato uno sguardo anche all’ ARTICOLO CORRELATO .

    Io credo che l’articolo di testa avrebbe dovuto essere NON “COME AUMENTARE IL RENNDIMENTO DELL’IMPIANTO” ma “COME MANTENERE AL MASSIMO IL RENDIMENTO DELL’IMPIANTO E RIDURRE AL MINIMO LE PERDITE OCCASIONALI”

    Se cosi’ è ,allora la notizia, pur di qualche interesse, assume tutta una diversa dimensione pratica.

    Salto i dettagli di modifica impiantistica che sarebbero richiesti, modulo per modulo, su tutti i moduli di un impianto già esistente(bisognerebbe smontarli uno per uno e nella scatola morsetti posteriore collocare un “dispositivo” non meglio definito……..

    Oppure,forse se ho capito bene,scollegare tutti i pannelli che sono in catena in serie tra loro (STRINGA) e ricollegarli ciascuno singolarmente a un unico CAPOSALDO MULTIMORSETTO. Un lavoretto da niente…..

    Forse non tutti lo sanno(io senza volerlo lo ho scoperto controllando i pannelli quando me li installavano) ma i pannelli, nella loro scatola di allaccio posteriore, possono essere provvisti di “DIODI” che permettono di SALTARE eventuali SBARRAMENTI O STRETTOIE generati da ombre o da danneggiamenti di singole PICCOLE FILE DI CELLE ALL’INTERNO DEL PANNELLO con una minimissima perdita di Energia.

    Imiei pannelli da 60 celle sono divisi, al loro interno, in 3 ministringhe da 20 celle e ogni ministringa è fornita di un DIODO DI BY-PASS (in tutto 3 diodi a pannello) che io stimo per la portata di 20A (Ampere).

    Penso che un dispositivo “PASSIVO” di questo tipo ,che non costa praticamente nulla se installato dal costruttore del pannello,sia più che sufficiente allo scopo.

    Tuttavia,per chi vuole essere assillato dal suo FV più di quanto lo sia dalla moglie, l’OTTIMIZZATORE può essere caldamente consigliato.

    • Andrea, il 3 maggio 2016 ore 10:57

      Grande, hai centrato il problema, e perché non ci mettiamo pure un sistema ad inseguimento per tenere i pannelli orientati verso il sole? pazzie, la gestione della struttura, gli attuatori sciastare. Diciamo che tutti i pannelli da 60 celle sono configurati in tre stringhe in serie con diodi di bypass…
      Poi, le correnti non si sommano (perché i pannelli della stringa sono in serie) sono le tensioni che si sommano! è vero che quando una foglia copre una parte di una delle sessanta celle limita la sua corrente e quindi quella di tutta la “mini” stringa (20 celle), in quel caso interviene il diodo di bypass che consente alla stringa di funzionare alla piena potenza meno un terzo di pannello…
      Ma quale è l’efficienza di questi “ottimizzatori”? Perché, metti leva metti leva fai presto a levare un 5% all’impianto, così, solo comprando e montando 28 ottimizzatori (ho 28 pannelli), ma poi quanto costano? allora mettiamo direttamente un inverter per ogni pannello, esistono, compriamoli!

    • gipi, il 3 maggio 2016 ore 19:55

      Ciao Andrea

      Sono stato attratto dal “richiamo” (banner) apparso quest’oggi sulla pagina di apertura del Sito e così sono andato a vedere quale altro “sconsiderato”,oltre a me, si prendeva la briga di dire qualcosa sull’argomento dell’Articolo di Testa di questa “striscia”.

      Giusta anche la tua puntualizzazione sul fatto che i Pannelli, montati in serie tra loro, non “sommano” le loro “CORRENTI” (amperaggio) ma solamente i loro TENSIONI (voltaggio). Io avevo lasciato correre l’imprecisione per non esagerare e badare al “sodo”.

      Per i singoli Pannelli forniti di “Microinverter individuale a bordo pannello”, qualcuno li ha già montati. E’ stato scritto da qualche parte nel Sito , credo nella Striscia che riguarda l’ Accumulo Fotovoltaico. La cosa mi era sembrata abbastanza bizzarra, tecnicamente parlando, però se ne vedono e sentono tante che, in mancanza soprattutto di riferimenti ai costi e alle problematiche e costi del Controllo di Supervisione Remoto, mi ero limitato a mettere il fatto nel magazzino della mia memoria.

      Concludendo : SIAMO DACCORDO AL 100% . Per il resto delle varie proposte tecniche più o meno sofisticate o di avanguardia che offre continuamente il Mercato : BOH….. BRAVO CHI CI CAPISCE QUALCOSA (soprattutto quando non si parla minimamente dei costi).

  2. Giuseppe, il 11 luglio 2016 ore 20:15

    Mancando i prezzi e modelli delle apparecchiature, si fa in modo che l’utente non possa valutare ne la spesa di un evemtuale i tervento migliorativo e ne i prezi del libero mercato, contravvenendo ai più elementari primcipi della libera concorrenza, potendo così calmierare i prezzi al livello più conveniente per le ditte instalatrici e non conveniente per l’utente. In pratica la solita lobby dei furbetti, ma questa storia deve finire !

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