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Agenzia delle dogane: quale ruolo per il fotovoltaico ?

28 marzo 2012
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Nel decreto del conto energia per l’incentivazione del fotovoltaico viene citata l’Agenzia delle Dogane quando si parla degli impianti al di sopra dei 20 Kw di potenza. Cosa stabilisce il decreto?

Il decreto stabilisce che il soggetto responsabile di un impianto fotovoltaico di potenza superiore ai 20 Kw deve inviare al Gse (Gestore dei Servizi Energetici), come previsto nelle regole tecniche del conto energia, una copia del Verbale di Verifica di Primo Impianto. Questo verbale è rilasciato per l’appunto dall’Agenzia delle Dogane. Se l’impianto fotovoltaico, invece, immette in rete tutta l’energia prodotta il soggetto responsabile deve fare apposita comunicazione sulle caratteristiche dell’impianto all’Agenzia delle Dogane ed inviarne una copia al Gse. Tale comunicazione può essere trasmessa anche nei tre mesi successivi alla data di entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico.

Cosa è l’Agenzia delle dogane?

L’Agenzia delle Dogane è l’ente competente al controllo fiscale sulla produzione e sul consumo dell’energia elettrica e dei prodotti energetici in generale. Gli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili, tra i quali gli impianti fotovoltaici,  sono soggetti agli obblighi fiscali solo per potenze disponibili superiori ai 20 Kw.

L’Agenzia delle Dogane ha quindi il ruolo di “controllore” fiscale di tutti i prodotti energetici, sia quelli da fonti rinnovabili, sia quelli da fonti tradizionali fossili, fino ai bio-carburanti. La politica dell’Agenzia tiene conto quindi delle particolari agevolazioni previste per le specifiche tipologie  di impianti energetici.

Le accise e le addizionali

La tassazione che grava su tutti i carburanti, tradizionali o ecologici che siano, e sui consumi energetici elettrici in generale è l’Accisa. Per l’energia elettrica e per il gas naturale a questa Accisa vengono aggiunte le addizionali regionali, provinciali e comunali, con aliquote che variano da territorio a territorio.

La licenza fiscale di esercizio per impianti sopra i 20 Kw

Come dicevamo, però, gli impianti alimentati dalle fonti rinnovabili, tra i quali gli impianti fotovoltaici,  sono soggetti agli obblighi fiscali solo per potenze disponibili superiori ai 20 Kw. Gli impianti al di sotto di tale soglia sono comunque tenuti alla sola comunicazione di attività all’Ufficio delle Dogane competente per territorio. L’ufficio dell’Agenzia delle dogane deve infatti provvedere al loro censimento ed all’attribuzione di un codice identificativo.

I titolari degli impianti di produzione che superano i 20 Kw di potenza disponibile devono quindi essere muniti dell’apposita licenza fiscale di esercizio, che costituisce di fatto un’autorizzazione all’ esercizio della specifca attività. Questa autorizzazione è rilasciata dall’ Ufficio delle Dogane competente per il territorio in cui è ubicato l’impianto a seguito dell’invio di tutta la documentazione necessaria (denuncia di attività, domanda in carta bollata, comunicazione di attivazione dell’impianto, ….) e ad un sopralluogo per la verifica dell’impianto.

Solo a seguito di questa verifica l’ufficio dell’Agenzia delle Dogane territorialmente competente rilascerà la licenza di esercizio per l’impianto fotovoltaico.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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