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Un’ azienda ci guadagna se mette il Fotovoltaico ?

12 settembre 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Se un’azienda decide di installare un impianto fotovoltaico, ci guadagna? Quanto?

Il guadagno dell’azienda è sempre un rapporto costi-benefici dell’operazione: quanto spende per l’impianto? Quanto guadagna dall’autoconsumo e dell’immissione in rete dell’energia prodotta?

La scelta di realizzare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, con la fine degli incentivi, diventa un’opzione da considerare con un preciso piano di ammortamento adatto ad ogni situazione, in base ai consumi ed al tipo di attività dell’azienda.

Ancora oggi installare il fotovoltaico è un buon investimento, non solo per i privati, ma anche per le aziende, quelle che non hanno come business principale la produzione e vendita di energia elettrica alla rete, ma che, operando in altri settori, decidono di autoprodursi parte dell’energia utilizzata effettuando un investimento “verde”. La vera convenienza del fotovoltaico, infatti, come più volte affermato in questo sito, è l’autoconsumo, ovvero la produzione “in proprio” dell’energia elettrica, al posto di acquistarla a prezzo pieno dalla rete.

Per vedere tutti i vantaggi dell’autoproduzione / autoconsumo leggi qui.

L’autoconsumo in sito costituisce in effetti il “guadagno indiretto” dell’intera operazione ed è il fattore di maggiore risparmio.

Oltre a questo può contribuire anche una forma di guadagno indiretto che può avere due possibili opzioni: lo scambio sul posto o la vendita dell’energia al Gse.

 

quanto guadagna azienda col fotovoltaico

Se un’azienda mette il fotovoltaico in scambio sul posto ci guadagna sia sulla quota di autoproduzione (guadagno immediato in bolletta), sia sulla quota di energia immessa nella rete elettrica.

L’autoproduzione / autoconsumo permette di ridurre le bollette energetiche immediatamente: nelle giornate di sole l’impianto contribuirà ad approvvigionare di energia l’azienda in maniera diretta, servendo direttamente l’impianto elettrico aziendale.

Il meccanismo dello scambio sul posto contribuisce invece valorizzando l’energia immessa in rete: il Gse (Gestore dei Servizi Energetici) restituisce parte del valore dell’energia immessa in rete e scambiata con la rete.

 

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che l’impianto fotovoltaico produce 7.000 Kwh in un anno.
Di questi 7.000 Kwh ne autoconsuma “sul momento” (cioè: nel momento stesso della produzione) 3.000.
I rimanenti 4.000 Kwh vengono immessi in rete e il contatore di immissione li conteggia.

L’azienda, quando l’impianto fv non è sufficiente o non è attivo, si rifornisce direttamente dalla rete elettrica, prelevando l’energia e pagandola con le normali bollette.

Supponiamo che l’azienda preleva dalla rete nell’anno 10.000 kwh.

Ricapitoliamo tutti i dati.

Energia prodotta in totale dal fotovoltaico: 7.000 Kwh
Energia autoconsumata: 3.000 kwh
Energia immessa in rete: 4.000 kwh
Energia prelevata dalla rete: 10.000 kwh
Energia scambiata con la rete: 6.000 kwh (questa è la differenza tra i 10.000 prelevati ed i 4.000 immessi)

Con il meccanismo dello scambio sul posto:

  • l’azienda non paga per i 3.000 Kwh autoconsumati istantaneamente
  • l’ azienda paga le normali bollette per i 10.000 kwh prelevati dalla rete
  • l’ azienda riceve un rimborso, per l’energia immessa in rete, pari a 4.000 kwh

 

In questo caso, con lo scambio sul posto, l’azienda non compensa completamente il costo delle bollette, ma sull’intero anno potrà vantare notevoli risparmi che, per i primi anni andranno a compensare la spesa sostenuta, e per gli anni successivi andranno a procurare un guadagno effettivo.

Questo è il meccanismo dello scambio sul posto, attivabile per gli impianti fino ai 200 kw di potenza di picco.

L’opzione del ritiro dedicato, alternativa allo scambio sul posto, permette invece di, anzichè compensare immissioni e prelievi, di retribuire direttamente l’energia immessa in rete con tariffe “minime garantite”, beneficiando comunque dell’autoconsumo, ma non beneficiando dello scambio di energia con la rete.

Per ulteriori approfondimenti sul meccanismo del ritiro dedicato leggi questo articolo.

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3 Commenti

  1. gianfranco, il 13 settembre 2013 ore 07:09

    Solo un appunto: l’energia scambiata con la rete nell’esempio è pari a 4.000 e non 6.000 e su questa quantità praticamente ci si perde poco più del valore dell’Iva

  2. Pannelli solari, il 20 novembre 2013 ore 17:25

    Sono d’accordo con questo articolo perchè il fotovoltaico per le aziende è sicuramente un buon investimento per i numerosi vantaggi che è in grado di offrire soprattutto per quelli legati all’autoconscumo proprio come viene spiegato in queste righe. Porta vantaggi non solo per le aziende ma anche per i privati per la sua capacità di far risparmiare sulle bollette energetiche.

  3. gianfranco, il 21 novembre 2013 ore 08:16

    Un impianto fotovoltaico asservito ai consumi dell’azienda oltre a migliorare l’ambiente in modo significativo determina da subito un miglioramento del bilancio aziendale.

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