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Spostare gli incentivi dalle fonti fossili alle rinnovabili

Ultimo aggiornamento: 27-03-2013
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Spostare gli incentivi dalle fonti fossili alle rinnovabili. Questa è la strada, ecco il perchè.

Innanzitutto: si punta il dito sempre e solo sul costo degli incentivi al fotovoltaico ed alle fonti rinnovabili, incentivi che vengono additati dai detrattori come causa degli aumenti del costo dell’energia in bolletta. Per quanto riguarda il fotovoltaico, siamo prossimi alla fine del conto energia che terminerà al raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro di costo cumulato annuo per gli incentivi. A breve il conto energia termina e gli incentivi al fotovoltaico, finanziati attraverso una voce di costo della bolletta elettrica, bloccheranno gli aumenti in bolletta. Questo è quello che si dice, questo è quello che si vuole far passare per bloccare il fotovoltaico ed il suo esponenziale sviluppo.  La realtà è un’altra.

Andiamo per punti: ecco il primo.

Dimostrare che si sono sprecate risorse pubbliche meglio utilizzabili in altre maniere è un’induzione dalle gambe corte. Il fotovoltaico, il costo degli incentivi, è stato ed è un buon investimento, non un costo, tantomeno uno “spreco“. Ecco perchè.
L’intero solare installato in Italia in questi anni esordisce già i suoi effetti positivi per la collettività.
Questo per almeno 3 ragioni:

incentivi fonti fossili o fonti rinnovabili

Incentivi: fonti fossili o fonti rinnovabili?

  • si è ridotto il prezzo dell’energia sul mercato elettrico nella fascia più costosa (F1) grazie alla maggiore disponibilità di energia nelle fasce diurne che riduce le ore di funzionamento delle centrali termoelettriche; il fotovoltaico a regime produce energia in abbondanza a costi pressochè nulli, a discapito dei profitti delle centrali termoelettriche e a gas;
  • si è ridotta la quantità di energia elettrica importata dall’estero (gas e petrolio da Russia, Algeria, ecc..), con conseguenti benefici economici nel bilancio energetico nazionale.
    Su questo, solo un numero: nel solo 2012 l’Italia ha risparmiato circa 2 miliardi di euro sulle importazioni di Gas.
  • si è ridotta la quantità di emissioni in linea con le direttive europee: circa  450 Kg ogni 1.000 Kwh prodotti in maniera pulita.

 

Secondo punto

Sempre secondo i detrattori del solare (pochi, ma influenti) gli incentivi al fotovoltaico ed alle rinnovabili sarebbero la causa dell’aumento delle bollette elettriche in Italia e, dicono, finché il costo kwh del fotovoltaico non sarà realmente competitivo con il costo kwh delle centrali da fonti fossili, il fv non prenderà piede in maniera stabile e “spontanea”: “il fotovoltaico senza incentivi – si dice – ha ancora i prezzi troppo alti per essere competitivo con il fossile. E continuare ad incentivarlo graverebbe troppo sulle bollette elettriche”.

Peccato che le fonti fossili già SONO INCENTIVATE. Le stiamo già sovvenzionando da anni con i nostri soldi.

Le fonti fossili godono ed hanno goduto negli anni di molti e molti più incentivi di quanto siano stati quelli per il fotovoltaico. I sussidi pagati per incentivare il fotovoltaico, sussidi ormai quasi terminati, non sono paragonabili a quelli pagati per le fonti fossili negli ultimi anni.

Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando del famigerato CIP6 e dei sussidi destinati alle fonti “assimilate” alle rinnovabili. Con la parola magica “assimilate” si sono finanziati per anni i produttori delle centrali a petrolio, carbone ed a gas. Utilizzando incentivi che in origine erano destinati allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Ecco qualche numero.

  • Fonte Gse (Gestore dei Servizi Energetici): dal 1992 al 2011 le fonti “assimilate”, definite tali, hanno ricevuto ben 38,41 miliardi di euro. Miliardi che sono andati tutti agli operatori del settore fossile.
  • Fonte Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas): il costo annuo totale dell’energia sussidiata col CIP6 è di circa 2,4 miliardi di euro di cui 800 milioni di euro di componente incentivante: la  “Componente A3” della bolletta elettrica. L’Autorità afferma che sono solo 8 i beneficiari di questi sussidi, e li elenca. Si tratta di 8 grandi aziende che continuano a ricevere, dopo più di 20 anni dalla sua istituzione, i benefici degli incentivi destinati alle “fonti rinnovabili e assimilate“. Con questi finanziamenti alle “assimilate” i petrolieri si sono finanziati dal ’90 in poi enormi centrali a ciclo combinato che producevano grazie agli scarti di raffineria. Queste aziende hanno ricevuto, e continuano a ricevere, sussidi per circa 100 milioni di euro l’anno ognuna.
  • Fonte IEA (International Energy Agency): l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha calcolato che le fonti fossili hanno ricevuto, nel mondo, solo l’anno scorso, circa mille miliardi di dollari. Tanti, se paragonati agli 80-90 miliardi destinati alle rinnovabili.

Ecco perchè quando si parla di “costi del fotovoltaico”, di “costi delle fonti rinnovabili”, riferendosi agli incentivi per il loro sviluppo, bisogna porre particolare attenzione. Innanzitutto non sono costi ma investimenti (abbiamo visto il perchè). In secondo luogo sono cifre di molto inferiori a quelle destinante per anni, sempre pagate da noi in bolletta,  alle fonti “assimilate” del CIP6.

Anche quando si parla di competitività tra fonti fossili e fonti rinnovabili bisogna considerare che la competitività, se “deve essere”, deve essere “ad armi pari”. Finchè il fossile continua ad essere, in un modo o nell’altro, sempre sussidiato, sarà difficile parlare di competitività reale delle fonti rinnovabili e del fotovoltaico.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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