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In migliaia in marcia a Roma contro i cambiamenti climatici

26 settembre 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

La questione del Clima e dei cambiamenti climatici legati all’utilizzo delle fonti fossili è ormai una questione di rilevanza internazionale. Ecco perchè le mobilitazioni e la presa di coscienza delle sue conseguenze devono essere di rilevanza  globale.

Domenica 21 settembre i Fori Imperiali di Roma sono stati il teatro della People’s Climate March italiana, una manifestazione nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare interventi urgenti per contrastare i cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta.

Per quanto riguarda il nostro paese la manifestazione è stata promossa da diverse organizzazioni ambientaliste come LegambienteItalian Climate NetworkPower Shift Italia e Kyoto Club e ha visto la partecipazione anche di altre associazioni ed aziende che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e della salute della Terra.

La giornata romana non è stata però solo l’occasione per una grande e divertente manifestazione ricca di colori e musica, ma la possibilità concreta di chiedere interventi diretti al Governo che sta partecipando al Summit per il Clima promosso dalle Nazioni Unite e convocato dal segretario Ban Ki-Moon (dove oltre al clima stanno trovando spazio altre tematiche di interesse internazionale, come i conflitti in medio-oriente).

roma manifestazione clima 2014

Tra i partecipanti alla Climate March, anche la presidente della Camera Laura Boldrini, da sempre attenta alle tematiche ecologiste ed ambientaliste.

Le richieste dei promotori si sono concentrate intorno a tre temi principali.

Innanzitutto è stato chiesto al Governo un impegno concreto sulle tematiche ambientali, prima tra tutte la riduzione dell’emissione di CO2 e degli altri gas responsabili dell’effetto serra, attuabile solo con una riduzione drastica dell’utilizzo di fonti fossili per la produzione di energia, verso le quali invece vengono stanziati fondi ed incentivi.

In secondo luogo è stato chiesto che il nostro paese si faccia promotore di nuovi obiettivi europei per i prossimi quindici anni, per il taglio del 55% della CO2 ed il raggiungimento del +40% di risparmio energetico e l’aumento del 45% dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Un’ultima istanza posta alle istituzioni nazionali è stata la richiesta di partecipazione del paese al Fondo Verde per il Clima e il rispetto degli impegni presi a Copenaghen in materia di finanza per il clima.

Le istanze della marcia sono state prontamente accolte dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che giudicando fondamentale il termine del 2030 per la riduzione delle emissioni inquinanti ha affermato che il nostro è “tra i paesi più virtuosi sulla riduzione delle emissioni di CO2” ed ha aggiunto inoltre che “Ora insisteremo per fare in modo che si arrivi a un accordo globale giuridicamente vincolante”.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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