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Il cambiamento climatico porterà alla fame globale?

Ultimo aggiornamento: 09-09-2014

Il cambiamento climatico è un tema sempre più dibattuto e in Europa gli studi che lo riguardano, mostrano come esso sia una minaccia crescente alla sicurezza alimentare dei paesi di questo continente.

Siamo i primi produttori di grano al mondo: in pratica di un cereale che si può considerare come la base dell’alimentazione di miliardi di persone. Eppure, secondo uno studio pubblicato su Nature, la sua produzione è sempre più minacciata dalle veloci variazioni del clima, che passa senza soluzione di continuità da piogge torrenziali al caldo torrido. In entrambi i casi calano i raccolti, e quindi la possibilità di sfamare milioni di esseri umani. Le previsioni future inoltre non fanno sperare in niente di buono: entro il 2060 i fenomeni climatici estremi aumenteranno in maniera esponenziale e l’impatto sul grano come su altre colture tipo mais e orzo, sarà devastante.

Lo sanno bene i coltivatori, che già dal 1980 hanno visto come l’aumento delle temperature ha portato ad una diminuzione dei raccolti: ma il calo atteso per il 2040 per il grano parla addirittura di un -20%. In queste situazioni sempre più al limite, può venire incontro agli agricoltori l’abbracciare una produzione sostenibile: infatti essa predica la flessibilità e l’adattabilità delle colture all’ambiente e solo producendo alimenti in grado di resistere agli stress ambientali sarà possibile (forse) venire a capo di queste mutazioni di clima.

cambiameno climatico effetti

Gli effetti dei cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di gas ad effetto serra e Co2

Purtroppo non tutte le produzioni sono adattabili nella stessa maniera: per esempio il mais lo è più dell’orzo e del grano. Sarà necessario poi modificare le tecniche di irrigazione e di raccolta per eliminare gli sprechi in ogni passaggio: sembra evidente che nel futuro ogni goccia d’acqua e ogni chicco diverranno preziosi.

Ma le brutte sorprese non si fermano qui: è stato dimostrato come l’aumento della CO2 nell’atmosfera porterà ad un peggioramento degli alimenti che consumiamo. Anzi, per la verità sta già succedendo: se aumenta la quantità di anidride carbonica nell’aria, diminuiscono ad esempio la presenza di ferro e zinco negli alimenti. Nel grano poi cala la quantità di proteine. A questo punto è possibile dichiarare che l’utilizzo dei combustibili fossili e la malnutrizione vanno a braccetto, in una passeggiata terribile che rischia di minare (se non lo ha già fatto) la vita stessa della nostra specie.

Ora, tutte le nazioni, tra cui la nostra, che sono ancora recalcitranti nell’adottare fonti di energie rinnovabili e nel sostenere un cambio di passo, potrebbero trovarsi tra qualche anno a diventare teatro di strenue lotte per la sopravvivenza…e allora andateci voi, cari governanti, a raccontare ai nostri nipoti affamati quanto è stata intelligente l’idea di rimodulare gli incentivi economici per gli impianti sopra i 200 kw di potenza.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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