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Quale futuro per il fotovoltaico in Italia? Punti critici e potenzialità.

8 luglio 2016

Il fotovoltaico, come le altre fonti rinnovabili, hanno elevate potenzialità di sviluppo, anche in Italia. Secondo Irena, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, i costi di produzione del kwh da fonti rinnovabili hanno margini di riduzione ancora molto elevati: a livello globale il fotovoltaico potrebbe ridurre i costi di generazione di un ulteriore 59%, mentre il solare a concentrazione di un ulteriore 43% (vedi report Irena). Questo potrebbe accadere entro il 2025. Sempre che le lobby del fossile non continuino ad ostacolare, come in Italia, il naturale evolversi delle rinnovabili.

In ogni caso la ulteriore riduzione dei costi renderà la tecnologia sempre più conveniente e competitiva.

Il fotovoltaico in Italia, nonostante lo sviluppo esponenziale che ha avuto tra il 2007 ed il 2013, oggi è “inchiodata” ad un livello di nuove installazioni pari a quello che c’era nel 2008. Oggi, però, a differenza di quegli anni, avanzano le piccole installazioni domestiche e quelle industriali volte all’autoconsumo, che è il vero “senso” del mettere il fotovoltaico.

quale futuro per il fotovoltaico in Italia

In ogni caso stando ai numeri il bilancio complessivo per l’Italia rimane abbastanza positivo: il Paese, infatti, rimane, nonostante tutto, fra i primi 5 paesi al mondo in termini di produzione elettrica da fotovoltaico. La potenza prodotta dai pannelli solari, infatti, gravita intorno al 10 per cento della produzione nazionale.

Secondo Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili, l’Italia ha fatto importanti passi avanti sul fronte delle rinnovabili. Ragionando in termini assoluti, nel nostro paese il fotovoltaico ha ormai raggiunto i 20 GW di potenza installata, che rimane, comunque, la metà di quella raggiunta in Germania (con i suoi 40 GW). In termini relativi, invece, l’Italia detiene il primato mondiale in quanto a potenza prodotta sull’intero fabbisogno nazionale: circa il 9% del fabbisogno nazionale è prodotto da fonte solare.

La visione di Assorinnovabili, tutto sommato, è positiva, ma, oggi fanno da “zavorra” diversi ostacoli e vincoli normativi e burocratici che hanno portato ad un forte rallentamento delle installazioni negli ultimi anni. Non solo il passaggio dal forte regime incentivante a quello di libero mercato è stato determinante nel frenare l’avanzata del fotovoltaico, ma anche le riforme e la costante incertezza normativa che hanno contribuito alla “stasi” della situazione odierna.

Secondo Assorinnovabili, ma è un “dato di fatto”, manca in Italia un’idonea programmazione a livello centrale. Manca una visione d’insieme delle politiche energetiche e, soprattutto, manca una visione di lungo periodo sulla politica energetica. Dove si vuole puntare concretamente per i prossimi 20 anni? Si vuole veramente puntare verso le rinnovabili? Si vuole veramente che le fonti rinnovabili si accompagnino all’autoconsumo? Si vuole veramente spingere verso il risparmio energetico? Si pensi alla riforma delle tariffe elettriche.. Nonostante tutto, i vincoli internazionali sulla riduzione delle emissioni (da ultimi quelli della COP21), condizionano in qualche modo le politiche energetiche di ogni singola nazione.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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