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Pannelli fotovoltaici cinesi : prezzi sotto controllo UE

13 marzo 2013

Prezzi dei pannelli fotovoltaici cinesi eccessivamente sottocosto e concorrenza sleale. Queste le motivazioni che hanno indotto prima la Camera di Commercio USA e poi l’Unione Europea a tenere sotto controllo importazioni e prezzi dei pannelli fotovoltaici cinesi ed eventualmente ad istituire misure anti-dumping, veri e propri dazi doganali, per avvicinare i prezzi delle importazioni dalla cina ai prezzi interni di mercato. Questo con la speranza di proteggere i produttori autoctoni e risollevare le sorti di un settore, il fotovoltaico mondiale, decisamente “overcapacity” (in crisi di sovrapproduzione).

L’unione europea ha pubblicato in gazzetta ufficiale un nuovo regolamento (EU n.182/2013) che prevede che i pannelli fotovoltaici cinesi devono essere registrati al momento dell’importazione entro i confini europei.
Per la precisione il provvedimento dispone la registrazione delle importazioni  di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti chiave (wafer e celle) originari o provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese.

L’accusa da parte di diverse imprese europee, raccolte intorno a EU ProSun, è quella di dumping cinese, ed il provvedimento EU, con decorrenza immediata e con effetto retroattivo, è rivolto alle autorità doganali europee che dovranno registrare tutte le importazioni per un periodo di nove mesi a partire da marzo 2013.

 

Dumping

Cosa è il dumping e quali sono le misure anti-dumping?

Il dumping è una pratica commerciale che prevede la vendita di un prodotto all’estero a prezzi inferiori ai prezzi del mercato interno, o comunque di molto inferiori ai prezzi medi di mercato. La Cina, in tal senso, è rea di esportare in europa pannelli, wafer e celle fotovoltaici a prezzi eccessivamente inferiori ai prezzi medi di mercato, anche grazie ad interventi statali interni considerabili vere e proprie sovvenzioni nazionali alla produzione ed esportazione dei prodotti cinesi all’estero. Il dumping è in genere una strategia commerciale il cui obiettivo è la conquista di un mercato estero.

pannelli fotovoltaici cinesi prezzi

Le misure anti-dumping sono in genere i dazi anti-dumping. Negli Stati Uniti, per esempio, per contrastare l’avanzata dei prodotti cinesi a costi eccessivamente al ribasso, la Camera di Commercio ha confermato, a fine 2012 ma con effetto retroattivo, l’istituzione delle tariffe anti-dumping sui pannelli fotovoltaici cinesi: dei veri e propri dazi doganali contro la vendita sottocosto dei prodotti provenienti dalla Cina. I prezzi eccessivamente inferiori, ottenuti anche grazie a sovvenzioni nazionali interne, hanno provocato una concorrenza sleale nei confronti dei produttori USA e di altri importatori.

 

Prezzi cinesi : è guerra commerciale

Come in USA, così in Europa. Per questo motivo l’Unione Europea dispone oggi, con un nuovo regolamento, l’obbligo di registrazione delle importazioni di pannelli fotovoltaici cinesi al fine di individuare eventuale dumping e concorrenza sleale ai danni del mercato interno e di altri produttori. Solo per fare un esempio: nel 2011 la Cina ha esportato verso l’Europa circa 21 miliardi di dollari di pannelli e componenti fotovoltaici, cifre analoghe anche nel 2012.  Secondo EU ProSun,  associazione europea di imprese del settore, questi livelli di esportazioni sono dovuti ai sussidi illegali che il governo cinese elargisce direttamente alle proprie imprese creando “concorrenza sleale”.

Si tratta di una vera e propria guerra commerciale tra Cina (ed i distributori cinesi in Europa) ed Europa.
L’effetto di questo provvedimento potrebbe essere l’inserimento in Europa da Giugno 2013 di dazi doganali pari al 60-70% del prezzo di prodotto, sui pannelli fotovoltaici cinesi (celle e wafer). Da giugno 2013, ma con effetto retroattivo fino a nove mesi.

In generale la Commissione Europea dovrà vedere se il sostegno pubblico cinese all’industria nazionale nelle sue varie forme, dai prestiti agevolati fino ai vari sgravi fiscali, sia stato, ed è tutt’ora, determinante nel permettere un vantaggio competitivo ai produttori cinesi tale da consentire loro di conquistare il mercato europeo facendo dumping sui prezzi.

In attesa dell’esito delle indagini il mercato di importazione è ora in una situazione di instabilità e incertezza, ma a giovamento del mercato interno. Il provvedimento della Commissione EU infatti, stando alle dichiarazioni di Cremonesi, presidente IFI (Imprese Fotovoltaiche Italiane):

“[…] potrà garantire serenità ai produttori europei e italiani: è da oltre due anni che la Cina sta attuando pratiche scorrette di dumping nel mercato del fotovoltaico. Abbiamo fiducia che la decisione finale della Commissione Europea abbia un esito positivo e consenta a tutti i produttori di moduli fotovoltaici di operare da subito in un contesto di parità competitiva”

 

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4 Commenti

  1. Alessandro, il 18 marzo 2013 ore 16:47

    La Comunità Europea ha ordinato la registrazione di moduli fotovoltaici e dei relativi componenti per la loro costruzione provenienti dalla Cina (sdoganati a inizio marzo 2013).

    Questi prodotti potrebbero subire un dazio doganale variabile fra il 10% ed il 70%.

    PER PRODOTTI PROVENIENTI DALLA CINA: i produttori cinesi si cauteleranno con un notevole aumento dei prezzi (da circa 07 a circa 12 centesimi €/Wp) per tutti i moduli sdoganati dopo l’08 Marzo 2013. Ciò che sta già avvenendo con pannelli fotovoltaici già sdoganati.

    PRODOTTI EUROPEI: dato che la sola produzione Europea non riesce a soddisfare l’attuale mercato e dal momento che la maggior parte dei semilavorati sono comunque di importazione cinese (soggetti quindi anch’essi ai nuovi dazi doganali) stiamo assistendo ad un aumento dei prezzi.

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