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Legge di stabilità 2014, fonti rinnovabili e non

7 gennaio 2014

Come ogni anno col primo gennaio decorre la legge di stabilità, le ex “finanziaria”, che stabilisce i criteri fondamentali di spesa pubblica per il nuovo anno. Come si esprime la legge di stabilità 2014 in merito alle questioni energetiche vecchie e nuove? Ecco qualche ragguaglio sulle centrali termoelettriche e sulla generazione da fonti rinnovabili.

Molte le novità relative alle fonti rinnovabili che sono state approvate al Senato con il maxi emendamento alla Legge di Stabilità 2014. L’energia è stata considerata un capitolo importante all’interno della nostra economia, energia in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più inquinanti, tanto da arrivare al Capacity Payment. Si tratta di un nuovo contributo alle centrali termoelettriche che è regolato dal Decreto Legge 379/2003. Il contributo è motivato dal fatto che, ora che parte dell’energia è prodotta dalle rinnovabili, il termoelettrico sarebbe l’unico in grado di garantire la sicurezza e la stabilità degli approvvigionamenti energetici. Di fatto lo Stato ha preventivato ulteriori contribuzioni per le fonti fossili che andrà indubbiamente a discapito delle energie rinnovabili sulle quali, quasi sicuramente, sarà addossato un onere retroattivo.

Esattamente il comma 99 del maxi emendamento sostitutivo della Legge di Stabilità alza la contribuzione già in essere portandola a 600 milioni-un miliardo di euro. Il contributo che aiuta i produttori di energia tradizionale anche se riconosciuta inquinante ed in concorrenza con il fotovoltaico, già percepiscono in realtà un incentivo esistente in tutte le bollette elettrica che fino ad oggi era di circa 150-200 milioni di euro. Con  quanto precisato all’articolo 5,comma 5, del DL del 19/12/2003 n. 379 viene definita la modalità di integrazione del corrispettivo e questo con effetto dal 2014 attraverso l’Autorità per l’Energia elettrica e il Gas.

legge di stabilità 2014 e fonti rinnovabili

Il coro di proteste si è levato da AssoRinnovabili, IFI e GIFI che denunciano che addebitare questo costo oggettivamente retroattivo agli impianti di energia rinnovabile, crea un danno notevole a tutti coloro che hanno investito sull’energia alternativa durante gli ultimi anni, nonché un vulnus alla credibilità dell’Italia verso gli investitori , giungendo ad un esito paradossale per il quale le energie pulite tratte da fonti rinnovabili andrebbero a finanziare quelle inquinanti prodotte da fonti fossili.

Leggi qui per approfondire la questione.

La relazione che spiega e giustifica il provvedimento recita che le fonti fossili garantiscono un deciso equilibrio tra produzione e domanda attraverso una programmazione controllata che soddisfa la domanda con continuità della fornitura. In altre parole: le centrali termoelettriche, per lo più centrali a gas, garantirebbero al 100% in ogni momento la sicurezza degli approvvigionamenti, a differenza del solare e dell’eolico. Le centrali termoelettriche, però, hanno elevati costi fissi di avvio, gestione e funzionamento che le renderebbero antieconomiche quando sono in funzione le centrali fotovoltaiche.

A proposito di fotovoltaico: due buone notizie.

La notizia positiva ed inaspettata che si trova nel Ddl Stabilità è relativa agli impianti fotovoltaici.
Infatti un emendamento proroga di un anno il termine per accedere agli incentivo del quinto conto energia, per tutti gli impianti che sono già debitamente registrati e realizzati su edifici pubblici o terreni della Pubblica Amministrazione in zone che risultano colpite da calamità.
Già approvato dalla commissione Bilancio si legge che:

I termini di decadenza previsti dall’articolo 1, comma 4, lettera c) e dall’articolo 4, comma 8, decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 luglio 2012 sono prorogati di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge per quegli impianti, già iscritti in base a tale provvedimento ai relativi registri aperti presso il Gestore dei servizi energetici S.p.A. (GSE), da realizzarsi in zone che, nel corso degli anni 2012 e 2013, sono state per qualsiasi motivo riconosciute colpite da eventi calamitosi con provvedimenti normativi o amministrativi. La proroga è concessa anche nel caso in cui a ricadere nelle zone calamitate sono le opere connesse agli impianti su indicati“.

 

La proroga degli sgravi fiscali

E’ stata firmata inoltre la proroga delle detrazioni fiscali per il fotovoltaico e per gli interventi per il risparmio energetico:

  • detrazioni al 50% per i primi (fotovoltaico, ristrutturazioni generiche e mobilio)
  • detrazioni al 65% per i secondi (interventi per il risparmio e l’efficienza energetica)

Leggi qui la differenza tra i due tipi di detrazione.

Vengono dunque confermate le annunciate detrazioni 2014 per gli interventi di riqualificazione energetica e le ristrutturazioni come già previsto dalla normativa sugli Ecobonus; agevolazioni che riguardano persone fisiche, associazioni ed enti e che sono applicabili sia all’Irpef che all’Ires.

Per il fotovoltaico la detrazione del 50% è con limite di spesa a 96mila euro ed è fino al 31 dicembre 2014. Nel 2015 la detrazione 50% si ridurrà al 40%, fino a ritornare detrazione 36% nel 2016 con limite di spesa a 48mila euro.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. Giorgio SR, il 8 gennaio 2014 ore 15:30

    Roba da non credere, e non ci crederei se non avessi la certezza dell’attendibilità della fonte, a ben guardare un disincentivo per le energie alternative a favore di quelle inquinanti. Una bella legge no si poteva fare Peggio.

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