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Edilizia popolare ed efficienza energetica? Matrimonio possibile

13 ottobre 2014
  - Articolo scritto da  Miriam Perani

Edilizia popolare: è possibile ridurre i costi spendendo di più? Sì, e non è un paradosso. L’efficienza energetica costa, lo sappiamo, ma, a ben vedere, non è un costo, ma un investimento. Investendo in efficienza energetica, che va dagli isolamenti termici agli impianti di autoproduzione di energia pulita, si risparmia a lungo termine. Si risparmiano interessanti cifre sui costi energetici degli edifici. I risparmi si vedono, e si contano, sulle bollette elettriche.

Per di più, il principio è universale: vale per le aziende (per le quali i benefici sono molto maggiori recuperando l’energia dei processi produttivi), ma vale anche per l’edilizia residenziale. Anche, perchè no, l’edilizia popolare. Edilizia in cui è lo Stato a pagare, cioè: la collettività.

E’ possibile coniugare il bisogno di risparmio nella costruzione di edifici popolari con i sistemi ad alta efficienza energetica.

I due aspetti non sono in contrasto, e lo dimostra l’esempio realizzato a Cavarziere , in provincia di Venezia dall’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale, che ha inaugurato diciotto nuovi appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica.

Ecco un esempio di buone prassi energetiche dalla pubblica amministrazione. Chi l’ha detto che la P.A. in Italia debba essere sempre essere sinonimo di “obsolescenza”?

Gli edifici pubblici (o meglio: “Ater”) sono stati catalogati in classe A per l’efficienza energetica, grazie all’utilizzo di diversi elementi che concorrono al risparmio energetico come muri coibentati, serramenti di ultima generazione, pannelli fotovoltaici sui tetti delle palazzine interessate ed un impianto a pompa di calore per il riscaldamento, alimentato grazie a delle sonde posizionate nel terreno che consentono di sfruttare l’energia geotermica.

efficienza energetica in edilizia popolare

Il riscaldamento così ottenuto presenta dei costi molto bassi, che rendono sostenibili gli appartamenti sul lato finanziario, oltre che per quello ambientale. Questo tipo di riscaldamento risulta ancora molto innovativo e poco utilizzato nel nostro paese, nonostante la sua installazione sia molto semplice per gli edifici di nuova realizzazione, in quanto la posa avviene durante le operazioni di costruzione delle fondamenta.

Soddisfazione è stata espressa del presidente dell’Ater di Venezia Alberto Mazzonetto, che ha ribadito l’impegno dell’azienda da lui presieduta nel realizzare edifici che possano conciliare il risparmio economico con il basso impatto ambientale, nonostante le richieste sempre maggiori di appartamenti da parte della popolazione richiedano uno sforzo notevole per soddisfare le esigenze dei cittadini.

I diciotto appartamenti realizzati in classe A sono stati costruiti in due edifici del villaggio Ater Busonera, ed hanno superfici comprese tra i 48 e gli 81 metri, con garage, cantine ed un’area condominiale scoperta di quasi duecento metri quadrati.

L’intervento di realizzazione degli appartamenti ha avuto un costo (o meglio: un investimento) complessivo di circa 3,2 milioni di euro.

Non è però la prima volta che edifici di edilizia residenziale vengono costruiti con la massima attenzione al risparmio energetico: un ulteriore esempio è la realizzazione nel comune di Firenze nel quartiere residenziale Guincoli di sessanta appartamenti, dove però il risparmio energetico è reso possibile da una caldaia centralizzata a condensazione che unita alla forte inerzia termica delle pareti, consente una dispersione di calore molto ridotta. Allo stesso modo gli edifici consentono di mantenere gli appartamenti freschi nella stagione estiva, grazie anche alla presenza di “brise-soleil”, dei frangisole che permettono una protezione dai raggi diretti del sole.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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