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Dal M5S programma per l’energia in Italia al 2050

6 maggio 2016

Il Movimento 5 Stelle ha presentato recentemente il suo programma per l’energia in Italia al 2050. Qual è la situazione energetica del nostro paese oggi? Il nostro è un paese autosufficiente dal punto di vista energetico? Quale visione possiamo realizzare per i prossimi 30 anni? Su queste riflessioni si era creato un tavolo tecnico permanente che è sfociato oggi nella stesura di nuovo Programma Energia messo in campo dal movimento.

L’Italia è un paese non autosufficiente dal punto di vista energetico: dipende ancora molto dalle forniture estere, che è un costo non indifferente per il bilancio pubblico, e dipende ancora molto dalle fonti fossili che, come ben sappiamo, sono per la gran parte di importazione. Parliamo per lo più di gas metano e petrolio.

fonti rinnovabili

Negli anni scorsi l’Italia aveva iniziato una lenta transizione verso le rinnovabili con lauti incentivi e con numeri che l’hanno portata in breve tempo in testa alla classifica mondiale delle installazioni fotovoltaiche. Oggi tutto questo si è fermato: interruzione e rimodulazione retroattiva degli incentivi, rallentamento degli interventi di adeguamento delle reti, aiuti di Stato alle fonti fossili per sostenere un settore che, senza il sostegno pubblico, si avvierebbe alla sua naturale conclusione.

In una politica che richiede per definizione una visione di lungo periodo, l’Italia, ancora oggi, “naviga a vista” creando un continuo caos normativo, continue proroghe di breve periodo (si pensi alle detrazioni fiscali prorogate di anno in anno) e continui cambiamenti normativi contro le rinnovabili (legge pro-concessioni trivelle, riforma tariffe elettriche, ecc…).

Non solo. Il nostro paese eroga ben 13 miliardi di euro ogni anno per le fonti fossili.

Che fare? Ecco il punto saliente del Programma Energia del M5S: entro il 2050 è possibile liberarsi dalle fonti fossili.
Come? Qui le linee programmatiche.

 

2020: iniziamo dal carbone.
Entro il 2020 l’utilizzo del carbone in Italia deve terminare. Le centrali termoelettriche a gas metano già esistenti potranno inizialmente sostituire il carbone, ma non dovranno crearsi nuove centrali fossili. L’elettrico deve gradualmente sostituirsi al termico che utilizza combustione di gas metano e petrolio. L’elettrico deve iniziare anche a sostituire il petrolio nei trasporti e mettersi al servizio dell’autoproduzione da fonti rinnovabili. Trasporto collettivo, dunque, e mobilità elettrica.

 

2040: al bando anche il petrolio.
Tutti i settori economici, esclusi agricoltura e aviazione, dovranno fare a meno di petrolio e derivati. L’approvvigionamento energetico verrà sostituito progressivamente da solare fotovoltaico, eolico, bioenergie e idroelettrico, che da solo copre già oggi circa il 40 per cento della produzione.

 

2050: al bando il gas metano.
Anche la combustione di gas metano dovrà cessare entro il 2050 e le rinnovabili saranno l’unica fonte nazionale di produzione energetica. Fondamentale per raggiungere l’obbiettivo sarà l’incremento dell’efficienza e del risparmio energetico coadiuvato dalle nuove tecnologie: l’efficienza energetica ridurrà di oltre il 35 per cento i consumi degli utenti finali di energia. La transizione verso l’elettrico sarà completa.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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