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Costi fotovoltaico: meno 75 per cento in 5 anni

5 febbraio 2015
  - Articolo scritto da  Daniela Z.

Gli ultimi anni sono stati davvero fondamentali nella riduzione dei costi delle rinnovabili. La discesa dei prezzi è stata davvero imponente.

A confermarlo è l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) nel suo rapporto sui Costi della Generazione rinnovabile 2014, che dice come non solo le rinnovabili hanno raggiunto gli stessi prezzi delle fossili, ma in diverse situazioni costano anche di meno. La quadratura del cerchio che tutti vorremmo: meno inquinamento, meno spese, in un mix praticamente perfetto. Ma come si sono evoluti i prezzi nel dettaglio? Anche senza incentivi, e ne abbiamo discusso proprio pochi giorni fa, l’eolico onshore, l’energia idroelettrica, la geotermica e le biomasse sono competitive rispetto al petrolio e al carbone. E tutto questo nonostante il crollo del prezzo stesso del petrolio. Il fotovoltaico e il solare a concentrazione, hanno poi seguito due vie parallele e complementari. Da una parte sono sempre più efficienti, dall’altra i costi sono sempre minori.

Quindi, facendo il punto della situazione vediamo come la fonte più competitiva in Europa è l’eolica onshore, e a questo avevamo già accennato. Ma i prezzi dei moduli fotovoltaici sono scesi del 75% dal 2009: conoscete il prezzo di qualcos’altro che è decresciuto in questo modo? Se parliamo del fotovoltaico residenziale, il calo è del 70% calcolato a partire dal 2008, mentre i prezzi di installazione sono scesi del 65%.

costi rinnovabili calati del 75 per cento

Se consideriamo alcuni paesi europei, ed in particolar modo la Germania, notiamo come l’energia derivata dal fotovoltaico costi il 40% in meno di quella acquistata in bolletta e prodotta da “fonte convenzionale”.

Altri sistemi non sono ancora così convenienti, come ad esempio il solare a concentrazione (CSP) e l’eolico offshore, ma sono in preparazione delle tecnologie low-cost che permetteranno anche a questi sistemi di diventare più competitivi rispetto alle altre fonti già operative sul mercato energetico.

Le fonti rinnovabili più accessibili economicamente ci pongono davanti ad almeno due riflessioni interessanti.

La prima riguarda la possibilità di porre fine ad una disparità sociale colossale: nel mondo quasi un miliardo e mezzo di persone non ha accesso all’elettricità. Grazie alle rinnovabili, non ci sarà più bisogno di acquistare e trasportare diesel, petrolio o carbone da un capo all’altro dei continenti, non ci sarà più bisogno di essere dipendenti da governi o multinazionali.Le fonti rinnovabili sono fonti che, per definizione, si trovano già sul territorio e si rendono disponibili in maniera diffusa e spontanea nei luoghi del consumo. Per il solare, ad esempio, è sufficiente installare un pannello, un inverter e dei sistemi di accumulo (o, nel caso, piantare una pala eolica) per produrre sul posto l’energia pulita. Potremmo definirla “energia a Km zero”.

La seconda riflessione riguarda la salute del Pianeta: le rinnovabili sono più accessibili economicamente ed a beneficiarne è, prima di tutto, la salute del Pianeta e dei suoi abitanti. Se non si fermeranno in tempo le emissioni di gas serra (sono ormai moltissimi scienziati a confermarlo) assisteremo a stravolgimenti climatici irreversibili che produrranno devastanti effetti a catena mettendo a rischio la vita stessa sul Pianeta.

 

Per approfondire leggi anche: I prezzi dei pannelli fotovoltaici. A che punto siamo?

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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