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Celle fotovoltaiche organiche stampabili in arrivo dall’Australia

26 settembre 2014
  - Articolo scritto da  Luana Galanti

Totale integrazione architettonica del fotovoltaico: questa la prospettiva del suo sviluppo.

Già da qualche anno un team di ricercatori australiani sta lavorando allo sviluppo di celle fotovoltaiche organiche stampabili. Dopo una lunga serie di sperimentazioni e studi, iniziati nel 2007, ora le celle stampabili sono vicine alla commercializzazione. Si tratta di celle prodotte senza il ricorso al silicio che potranno essere rapidamente riprodotte attraverso la stampa su materiali plastici. La nuova tecnologia, paragonabile a una vernice o a un inchiostro stampabile, potrebbe rappresentare una svolta epocale nel sistema in cui produciamo e consumiamo l’energia.

La caratteristica più interessante di queste celle all’apparenza rivoluzionarie è la facilità di produzione e di utilizzo. Poter stampare rapidamente le celle e, dato il loro peso minimo, poterle trasportare ovunque apre la strada a molteplici utilizzi, in ambito domestico e non. Le celle fotovoltaiche organiche potranno essere integrate nelle strutture degli edifici per produrre l’energia elettrica necessaria ad alimentare i consumi delle persone che vivono e lavorano al loro interno. Le celle possono trovare spazio non solo sui tetti, ma anche sui muri esterni, sulle tende, all’interno delle finestre e sui balconi.

cella fotovoltaica organica

La leggerezza e la flessibilità delle celle fotovoltaiche organiche stampabili alle quali stanno lavorando i ricercatori australiani fa sì che possano essere inserite anche all’interno dei tessuti e dei dispositivi tecnologici indossabili. La loro leggerezza e la loro adattabilità le rende un’ottima soluzione anche per ricaricare dispositivi come smartphone, tablet e PC portatili, così come per altre apparecchiature elettroniche.

I ricercatori del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) l’agenzia di ricerca scientifica e industriale australiana, sono impegnati nella ricerca di soluzioni che aumentino l’efficienza nella produzione di energia delle celle organiche, che si stima avranno una vita utile di circa 10 anni (la metà degli attuali pannelli in silicio).

Questo progetto può davvero rivoluzionare il sistema in cui utilizziamo e produciamo l’energia: poter disporre in ogni luogo e in modo immediato dell’energia di cui abbiamo bisogno produrrà un radicale cambio di prospettiva. Se l’adozione delle celle fotovoltaiche organiche dovesse avvenire su larga scala sarà possibile produrre l’energia esattamente nella misura e nel luogo in cui c’è richiesta.

Oltre che avere una lunga serie di potenziali utilizzi, il progetto australiano ha il merito di dimostrare come sia possibile realizzare celle fotovoltaiche con il solo impiego di materiali organici. Questo sistema produttivo è apprezzato sia perché risulta maggiormente sostenibile sul piano ambientale rispetto ai pannelli al silicio (che richiedono un processo di smaltimento ad hoc) sia perché richiede un minore impiego di risorse economiche.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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