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Auto elettriche, come modificheranno la rete elettrica nazionale?

Ultimo aggiornamento: 06-05-2014

La mobilità di nuova generazione sarà una mobilità 100% elettrica. Auto elettriche, dunque, ma solo quando alcuni limiti di costo verranno superati con l’espandersi del mercato: dal 2015.

Già oggi la mobilità elettrica inizia a  prendere piede non solo attraverso piccoli veicoli leggeri o biciclette, ma anche attraverso l’uso di scooter, moto e vere e proprie auto, così come siamo abituati a vederle. Tutti mezzi che hanno, ed avranno sempre più, bisogno di energia elettrica per funzionare. Questa la “materia prima” del futuro: elettricità, colonnine di ricarica e batterie.

Due sono le questioni legate a doppio filo con lo sviluppo di questo nuovo mercato: il modo di produrre energia elettrica ed il modo di distribuirla, stoccarla ed usarla in maniera efficace ed efficiente. Come la rete elettrica verrà influenzata dallo sviluppo della mobilità elettrica? L’impatto sulla rete elettrica delle auto di nuova generazione è principalmente, ma non solo, legato alla diffusione delle colonnine di ricarica.

 

Colonnine di ricarica e auto elettriche: un nuovo business dal 2015

Anie Energia, l’associazione che rappresenta le principali imprese di distribuzione dell’energia,  in una sua recente nota, fa il punto della situazione sulle colonnine di ricarica  e sull’impatto che il loro sviluppo potrà avere sulla rete elettrica di distribuzione nazionale.

Le colonnine di ricarica, però, per essere utilizzate nel pieno delle potenzialità, dovranno superare alcune criticità di rete. Le criticità derivanti dalla diffusione delle colonnine, secondo Anie, potranno riguardare le reti di distribuzione in bassa tensione, quelle a stretto contatto con il territorio e gli utenti finali. Dovranno essere gestite in maniera intelligente, come punti attivi (non solo passivi) della rete e dovranno essere integrate nel sistema elettrico come parte integrante di un sistema “smart” (come parte, appunto, di una “smart grid”), cioè in un’ottica generale di “interrelazione” tra i diversi punti di immissione e prelievo dalla rete.

auto elettriche

Le criticità maggiori, ovviamente, riguardano i carichi di rete ed i limiti di transito della potenza sulla rete elettrica di bassa tensione: in altre parole, utilizzando più colonnine in contemporanea, il rischio è quello di sovraccaricare le reti locali o i trasformatori posti sul territorio. Le “ricariche veloci”, in particolare, richiedono elevate potenze di assorbimento dalla rete per brevi periodi di tempo e questo può causare momentanei cali di tensione per le altre utenze.

Per questo motivo saranno necessari, in ogni caso, i dovuti adeguamenti strutturali da parte del gestore di rete.

 

Le colonnine di ricarica, fino ad oggi, non hanno ancora preso piede in maniera autonoma e diffusa. Ad oggi abbiamo solo sperimentazioni in progetti pilota, spesso con finanziamenti pubblici, ma presto, con la diffusione delle auto elettriche, le infrastrutture di ricarica saranno protagoniste di importanti novità e muoveranno “i primi passi” sul mercato (magari incentivato).

Si prevede che dal 2015 le colonnine di ricarica inizieranno a prendere piede in maniera autonoma e potranno rappresentare una buona fetta di mercato con interessanti opportunità di business.

Secondo i dati raccolti da una recente indagine di Anie Energia, indagine volta ad alcune aziende del settore della mobilità elettrica, il 2014 sarà ancora un anno stazionario per il settore, però dal 2015 si stimano crescite di fatturato tra il 5 ed il 20% rispetto al 2013.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda

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