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I sistemi di accumulo e batterie : cosa frena la diffusione ?

12 maggio 2012
Voto:4/5 (6 voti)

I sistemi di accumulo di energia prodotta da fonti rinnovabili iniziano ad essere utilizzati, ma la strada verso la loro piena diffusione è ancora abbastanza lunga. I vantaggi “tecnici” dell’utilizzo delle batterie sono abbastanza evidenti: permettono infatti la stabilizzazione dell’energia immessa in rete, per gli impianti fotovoltaici connessi alla rete, e lo sfruttamento di energia pulita anche nei momenti di non produzione, per gli impianti fotovoltaici connessi o non connessi( off-grid ) alla rete elettrica.

Cosa frena, ancora, la diffusione di batterie e sistemi di accumulo ?

Almeno due fattori: uno economico e l’altro normativo.

Quali sono i fattori economici?

Sono due: da un lato c’è la spesa maggiore effettuata per acquistare le batterie. Questa spesa deve poter rientrare, deve essere ammortizzata, senza alterare i tempi di rientro dall’investimento effettuato. Nella durata complessiva dell’impianto bisogna considerare anche la spesa per la loro sostituzione (almeno una volta, con le attuali tecnologie).

Dall’altro lato ci sono i benefici economici derivanti dalla possibilità di autoconsumare praticamente tutta l’energia autoprodotta. Ricordiamo che l’ autoconsumo , istantaneo o differito che sia, è il fattore di maggior risparmio per un impianto fotovoltaico. In media gli impianti fotovoltaici installati in Italia hanno una percentuale di autoconsumo pari a circa il 30 – 40% della produzione complessiva. Se questo autoconsumo raggiunge il 100%, o meglio se il proprio fabbisogno è coperto al 100% dalla produzione del proprio impianto fotovoltaico, il beneficio economico sarà massimo. Inoltre: si potrebbe fare in modo di  cedere energia alla rete nei momenti in cui c’è maggiore richiesta, momenti in cui presumibilmente l’energia varrà di più.fotovoltaico con batterie di accumulo

In altre parole i benefici economici, a conti fatti, devono essere maggiori dei costi sostenuti per l’acquisto, l’utilizzo e la sostituzione delle batterie. Con lo sviluppo di questo nuovo mercato si presume che questi limiti di costo vedranno a breve diminuire la loro incidenza.

Per valutare l’effetto sull’investimento è quindi necessario tenere conto sia del costo della tecnologia del sistema di accumulo di energia, costo da considerare in fase di acquisto dell’impianto, sia la vita utile delle batterie di accumulo: infatti queste hanno una durata utile minore dei pannelli fotovoltaici. La maggior parte dei produttori di batterie al piombo non rilascia garanzie di funzionamento superiori agli otto anni, mentre per i produttori di batterie al litio le garanzie non superano i 10 anni di funzionamento. Nonostante ciò sono in atto progetti per la creazioni di nuove batterie più efficienti per lo stoccaggio dell’energia.

A quanto ammonta l’incremento di investimento nel caso si decidesse di installare il fotovoltaico con batterie?

Per un impianto domestico residenziale il costo di investimento totale compreso l’acquisto e l’installazione delle batterie, regolatori di carica, accumulatori, ecc.. ha un incremento del 30% nel caso di batterie al piombo. Ha invece un incremento di circa il 40% nel caso si utilizzano batterie al litio.

 

Quali sono i fattori normativi?

Innanzitutto è il regime dello scambio sul posto applicabile a tutti gli impianti  fino ai 200 Kwp di potenza. Il meccanismo dello scambio sul posto utilizza la rete come se fosse un grande serbatoio di energia in cui l’utente dello scambio, quando produce ma non consuma istantaneamente, immette energia in rete per poi riprelevare le stessa quantità con condizioni agevolate. Questo meccanismo fa in modo di rendere superfluo l’uso delle batterie in quanto la rete stessa è utilizzata come se fosse un accumulatore di energia. In questo caso le batterie avrebbero la sola funzione di regolarizzare l’afflusso di energia nella rete stabilizzando e “normalizzando” i picchi di produzione/immissione dei grandi impianti fotovoltaici.
Con il quinto conto energia già non si parla più di scambio sul posto.

Un secondo fattore normativo, riferito soprattutto ai grandi impianti fotovoltaici, è la mancanza di incentivi per coloro che “si impegnano” ad immettere in rete energia in maniera regolare e costante, senza picchi e senza fluttuazioni. La forte fluttuazione e non prevedibilità di immissione in rete dell’energia ha un costo di dispacciamento per il distributore elettrico. In gergo tecnico si chiama:  onere di sbilanciamento. Le batterie di accumulo hanno il vantaggio, a livello di rete, di regolarizzare l’afflusso in entrata di energia elettrica nella rete. Per questo rappresentano un risparmio per il gestore di rete, per questo un incentivo a favore degli “oneri di sbilanciamento” favorirebbe la diffusione dei sistemi di accumulo.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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2 Commenti

  1. gianfranco, il 11 ottobre 2013 ore 08:19

    Quasi tutto ok. Bisogna aggiungere che oggi lo scambio sul posto c’è per tutti gli impianti residenziali.

    • Alessandro, il 11 ottobre 2013 ore 13:37

      Non è vero , c’è per tutti gli impianti, residenziali e non, sotto ai 200 kw.

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