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Pannello fotovoltaico di qualità: come riconoscerlo?

Ultimo aggiornamento: 23-04-2018
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La domanda a cui vogliamo rispondere in questo articolo è: “voglio installare un impianto fotovoltaico che mi garantisca il massimo rendimento nel tempo, come riconosco un pannello fotovoltaico di qualità? Esistono dei criteri minimi da prendere in considerazione?.

Come è ovvio constatare, ogni pannello fotovoltaico è in grado di produrre “l’effetto fotovoltaico” che genera l’elettricità dai raggi solari. Meno ovvio, invece, è stimare quanto il mio modulo produrrà nel tempo e con quale efficienza. Ogni prodotto ha le proprie specifiche tecniche, ha le proprie caratteristiche, che indicano sia l’efficienza di conversione della luce del sole in energia elettrica, sia la garanzia di rendimento sul medio e lungo periodo.
Andiamo con ordine.

 

Primo: la scelta della giusta tecnologia.

Come sempre “tutto è relativo”: dove andrà montato l’impianto? Quali caratteristiche ha il sito di installazione? Ci sono ombreggiamenti passeggeri su alcuni pannelli?

Usare un termine come “pannello fotovoltaico” è oggi forse fin troppo generico e riduttivo. Ci sono diversi tipi di moduli: quelli in silicio monocristallino, policristallino, silicio amorfo o film sottile. Ci sono anche diversi tipi di inverter: quelli adatti per accogliere un sistema di accumulo e quelli, invece, non utilizzabili con le batterie. Ci sono poi i microinverter e gli ottimizzatori di potenza che riescono a garantire un buon rendimento anche in presenza di ombreggiamenti parziali e momentanei. Forse non tutti lo sanno, ma anche un solo pannello fotovoltaico in ombra compromette la produzione dell’intero impianto. Un ombreggiamento parziale è un vero e proprio “collo di bottiglia”, senza l’utilizzo di microinverter o ottimizzatori.

Ogni tipo di pannello, dunque, come ogni altro componente, è più adatto ad uno specifico utilizzo. Un sito ben orientato alla luce diretta del sole si presterà a sfruttare meglio i pannelli in silicio monocristallino. Un luogo, invece, in cui i pannelli prenderanno poca luce diretta e più luce “diffusa” si presterà meglio all’utilizzo dei moduli a film sottile. Stessa cosa per siti che raggiungono elevate temperature o per impianti con scarsa areazione.

 

Quali sono i criteri per confrontare un pannello fotovoltaico e l’altro?

Come confrontare le tantissime proposte sul mercato? Cosa fa realmente la differenza tra un pannello fotovoltaico e l’altro? Gli standard qualitativi variano, dunque, prima di tutto in base al tipo di pannello: dal silicio monocristallino, al pannello policristallino al film sottile. Spesso i criteri di scelta passano anche dal tipo di utilizzo dell’impianto o dalle modalità di installazione. Per esempio: i pannelli a film sottile o silicio amorfo hanno maggiore efficacia con luce diffusa e riescono ad avere migliori rendimenti con elevate temperature, rispetto ai classici pannelli in silicio cristallino. I fattori di scelta sono molti.

Queste e tante altre sono le domande a cui rispondere per riconoscere un pannello fotovoltaico di qualità. Ci sono alcune caratteristiche tecniche che sono pressoché presenti in tutte le soluzioni oggi in commercio, ce ne sono altre, invece, che fanno la differenza.

Standard minimi di qualità sono già raggiunti in moltissimi pannelli presenti sul mercato, perlomeno quello europeo. Le norme per l’allacciamento del fotovoltaico in rete, infatti, pongono già di per sè molti requisiti tecnici fondamentali ben documentati nelle numerose guide pubblicate. Un pannello fotovoltaico realizzato per connettersi in rete ha già quindi di per sè specifici standard di qualità, garanzie di rendimento e garanzie di prodotto.

Qualita pannelli fotovoltaici

 

L’esperienza del produttore dei moduli fa la differenza

Innanzitutto, ciò che è importante valutare è l’affidabilità della casa costruttrice del pannello fotovoltaico. Come si misura l’affidabilità? L’affidabilità si misura con l’esperienza, con la “storia” del produttore. Questa è una considerazione fondamentale che va fatta “a monte”, ancora prima di vedere le caratteristiche tecniche di prodotto.
Da quanto tempo il produttore è sul mercato? Che esperienza ha?

Una azienda grande, affidabile, riconosciuta anche a livello internazionale, azienda con una storia importante alle spalle, è la prima garanzia di qualità, se non altro per l’esperienza maturata. Un pannello fotovoltaico dura 30 anni, bisogna quindi avere la certezza che in questo arco temporale la casa madre ci sia ancora e sia in grado di garantire assistenza e supporto.

Una piccola ma importante nota. Oggi gran parte dei pannelli a buon mercato sono provenienti dalla Cina. Molti li acquistano dagli importatori, ma siamo sicuri che le case produttrici siano disponibili e reperibili senza problemi in caso di guasti, assistenza, riparazioni o sostituzioni? Le condizioni di garanzia cosa prevedono? E il servizio di assistenza? Se dopo cinque anni dell’installazione mi si rompe un pannello fotovoltaico, devo potere trovare sul mercato un sostituto dello stesso tipo e della stessa marca. Non solo: devo ottenerlo in tempi ragionevoli.

 

La scheda tecnica stilata dal produttore del pannello fotovoltaico

A parte la provenienza del prodotto e l’affidabilità del produttore, lo strumento di confronto principale è e rimane la scheda tecnica del produttore. Qui possiamo trovare, infatti, tutte le caratteristiche tecniche del pannello fotovoltaico. Caratteristiche che utilizzeremo come elemento di confronto con altri pannelli fv.

Cosa posso confrontare nelle schede tecniche delle case produttrici per distinguere la qualità di un pannello rispetto ad un altro? Qui si apre il discorso alle molteplici, e sempre fin troppo controverse, considerazioni tecniche e commerciali. Le opinioni possono essere molte e dibattute, però alcuni riferimenti e criteri minimi di valutazione possono essere individuati.

pannello fotovoltaico strati

  • Il primo è senz’altro la garanzia contro i difetti di fabbricazione, da non confondere con la garanzia di rendimento del pannello fotovoltaico. In genere si sente parlare di quest’ultima, la garanzia sulle prestazioni, ma non della garanzia di prodotto, ma se vogliamo scegliere veramente un prodotto affidabile questo dovrà essere tra i più importanti elementi di valutazione. La garanzia contro i difetti di produzione non è presente in tutti i marchi, e non copre tutti i tipi di defezioni. Vale la pena approfondire per bene questo aspetto con l’operatore commerciale di riferimento.
    A copertura dello scoperto potrebbe essere utile eventualmente valutare un contratto di assicurazione “all risk”. Questo, a sua volta, sarà un ulteriore criterio di valutazione quando si sceglie una installazione “chiavi in mano”.
  • Altro criterio è la già citata garanzia sulle prestazionigaranzia di rendimento. Con questa il produttore garantisce una soglia di rendimento minima sull’arco dei 25-30 anni. I pannelli fotovoltaici subiscono un calo fisiologico delle prestazioni sui 20-30 anni, calo stimato in genere a circa l’ 1% l’anno (circa 20% in 25 anni).
    Oggi alcune case produttrici garantiscono un rendimento dell’ 85% sui 25 anni. In genere questi parametri sono comunque abbastanza standardizzati tra le varie case produttrici, ma può rimanere comunque un utile elemento di confronto.
  • Altro criterio molto importante è il calo di rendimento in relazione alla temperatura. Tutti i pannelli fotovoltaici diminuiscono il loro rendimento all’aumentare della temperatura di funzionamento. Soprattutto in aree con elevate temperature estive questo parametro può fare la differenza. Ogni produttore inserisce nella scheda tecnica il coefficiente di temperatura attraverso il quale indica la perdita di rendimento per ogni grado in più di temperatura.
    Per i moduli di scarsa qualità il coefficiente è di circa lo 0,5% per grado centigrado, questo valore può migliorare fino ad arrivare ad uno 0,25% per grado centigrado, per i pannelli di buona qualità.
  • Altro fattore fondamentale è la resistenza meccanica dei pannelli. In caso di abbondanti nevicate o violente grandinate il pannello deve essere in grado di resistere senza subire danni. Anche qui ci sono specifici coefficienti da rilevare e confrontare, non ultimo lo spessore e la qualità del vetro di protezione. Moduli di buona qualità sono testati per resistere ad elevati carichi superficiali, anche di 550 kg/mq.
  • Altro fattore da tenere in considerazione, soprattutto in luoghi molto aperti, è la resistenza al vento. Fino a che punto può resistere un pannello in caso di condizioni meteorologiche estreme? Come viene ancorato il pannello alla sua struttura? E come la struttura viene ancorata al tetto?
  • Un ultimo importante fattore da considerare è l’efficienza del pannello, a parità di tecnologia. Che significa? Significa che non ha senso confrontare l’efficienza tra un pannello monocristallino e policristallino, o tra un modulo monocristallino e a film sottile. Ha senso, invece, confrontare l’efficienza tra due pannelli monocristallini, tra due moduli policristallini o tra due “thin film” (cioè: a film sottile). L’efficienza di pannelli “standard” in silicio può variare dal 15 fino ad oltre il 22%.

 

Provenienza e metodi di fabbricazione del pannello fotovoltaico

Dove sono prodotti i moduli?

Un ulteriore indice di qualità, che in parte abbiamo già visto, è la provenienza di fabbricazione dei pannelli fotovoltaici. Ovviamente la casa madre deve essere in grado di garantire un’elevata qualità costruttiva ed un buon servizio di assistenza: in genere queste qualità sono meglio garantite da unità di produzione o di assemblaggio situate in Europa. Tra i principali produttori al mondo ci sono parecchie aziende cinesi, molte hanno ormai raggiunto buoni standard qualitativi, mantenendo costi bassi, ma sono ancora carenti, per noi europei, dal punto di vista dell’assistenza e delle garanzie di prodotto per gli acquirenti.

Come sono prodotti i moduli ? Sono certificati ?

Collegati a ciò altri importanti fattori, per lo più tecnici, riguardano i metodi di fabbricazione ed altre specificità tecniche: processi di fabbricazione automatizzati, standardizzati, e con numerosi controlli e verifiche sono ovviamente sinonimi di alta qualità dei prodotti. Per la qualità costruttiva è quindi importante affidarsi a produttori che puntano a, e certificano la, qualità dei loro prodotti. Le certificazioni devono essere sia dei moduli (IEC 61215, IEC 61730) che degli stabilimenti di produzione (ISO 9001, ISO 14001).

Altre specificità tecniche, ma non meno importanti, sono: pannello con design a 3 bus-bar, preferibile rispetto a 2 per ridurre la resistenza di contatto sulla cella; cornice di alluminio senza camera vuota per eliminare i problemi legati alla formazione di ghiaccio nell’intercapedine; scatola di giunzione sollevata dal modulo per garantire la massima ventilazione/raffreddamento sia ai diodi di by-pass che alle celle; da ultimo possono essere importanti altri indici “secondari” come per esempio le performance del pannello in condizioni di basso irraggiamento.

Questi sono dunque i parametri fondamentali da considerare per scegliere un pannello fotovoltaico in grado di garantire le massime performance nel tempo, la massima qualità e durata. Il beneficio economico dell’impianto fotovoltaico, infatti, viene misurato in base all’energia prodotta nel tempo. Per ottenere il massimo ritorno economico, bisogna quindi affidarsi a costruttori che garantiscono la massima produzione ed efficienza del pannello fotovoltaico nel tempo.

Il maggiore risparmio e la maggiore convenienza dell’investimento sarà infatti legata in particolar modo a quanta energia fotovoltaica si riuscirà a produrre ed auto-consumare.

 

Il criterio etico e ambientale

Ultimi due fattori qualitativi importanti almeno tanto quanto i precedenti, che devono essere determinanti nella scelta, sono: l’eticità dei processi produttivi del pannello e l’aspetto ambientale legato allo smaltimento e riciclo dei moduli a fine vita.

Come sono gestiti i processi produttivi ed i lavoratori?

Per il primo aspetto ovviamente le aziende europee (o americane), sono quelle che per legge devono garantire i più elevati standard produttivi, dal punto di vista della gestione del lavoro e della produzione. Alcune case produttrici si sono dotate di certificazione per la tutela dei diritti dei lavoratori (SA 8000).

I moduli fotovoltaici, come saranno gestiti a fine vita?

Il secondo aspetto invece riguarda l’adesione del produttore ad un sistema di ritiro, smaltimento e riciclo dei pannelli fotovoltaici, sistema a carico del produttore e non dell’acquirente dei pannelli. A tal proposito ci sono consorzi, tipo PvCycle Ceres Ecolight,  che già lavorano per conto dei produttori per il ritiro e smaltimento degli impianti a fine ciclo.
Anzi: non da molto è in vigore l’obbligatorietà per i produttori e per gli importatori, di aderire ad un consorzio certificato di ritiro smaltimento e riciclo di moduli fotovoltaici a fine vita.

 

Per concludere una tabella riassuntiva: Come distinguere un pannello fotovoltaico da un altro

 

Pannello fotovoltaico Valore medio minimo Valore medio massimo
Efficienza (%) 14 % 22 %
Potenza massima (Watt) 200 W 315 W
Voltaggio massimo (Volt) 28 V 40 V
Tipo di Tecnologia Silicio Monocristallino, Silicio Policristallino, Silicio Amorfo
Numero di Celle 60 96
Garanzia di Prodotto 5 anni 10 anni
Garanzia di rendimento – 90% 10 anni 12 anni
Garanzia di rendimento – 80% 15 anni 25 anni
Resistenza al peso 5400 Pa
550 kg/m2
8500 Pa
860 Kg/m2
Resistenza al vento 2400 Pa 2400 Pa
Coefficiente di temperatura (%/°C) 0,20 0,40
Temperature-soglia di funzionamento -40 °C +85 °C
Materiale del rivestimento superiore vetro non temperato vetro temperato
Materiale della cornice Altro materiale Alluminio Anodizzato
Larghezza pannello fv (pollici) 36 51
Altezza pannello fv (pollici) 63 77
Peso pannello fv (libbre) 40 78
Spessore pannello (pollici) 1,3 2,1
Modalità per l’Assistenza Nessun riferimento Telefono, mail, web, blog, chat

Per approfondire ulteriormente: i migliori moduli fotovoltaici, quali sono e come distinguerli.

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8 Commenti

  1. Davide, il 3 luglio 2017 ore 19:04

    Ottimo articolo, io ci metterei anche tra le variabili:

    Assicurazioni sul prodotto cioè performance bond assicurativi emessi da un primario gruppo assicurativo internazionale specializzato nel settore.
    In caso di difetti, pertanto, la compagnia assicurativa interverrà risarcendo i danni da mancato guadagno sino alla data in cui il prpdouttore o instllatore sostituirà i moduli difettosi con pannelli identici ma perfettamente funzionanti.

    Per comparare i produttori fotovoltaici, come tutti i prodotti del resto, è importante sapere cosa ne pensano i clienti che hanno già provato quel dato prodotto / produttore.

  2. Sergio A, il 5 luglio 2017 ore 17:38

    considerazioni sulle garanzie: come si esercitano le garanzie ? ho un guasto a 1 modulo fv: devo chiamare chi ? : il centro di assistenza del produttore oppure chi mi ha venduto l’impianto ? devo pagare l’uscita di un tecnico o devo portare io (o spedire)il pannello al centro di assistenza ? I cerificati di garanzia del produttore recitano che la garanzia e’ valida se chi “manipola” il pannello e’ un rivenditore autorizzato; e se chi mi ha venduto l’impianto ha suppaltato il lavoro a un installatore esterno (come risulta essere lo standard)? Al di la della teoria, questi sono gli aspetti pratici.
    E’ facile valutare la convenienza economica; si da pero’ sempre “per scontato” che l’impianto non abbia problemi o fermi !

  3. sipatech, il 22 luglio 2017 ore 18:48

    Nel chiarimento sulla scelta del pannello di qualità non è stato detto tutto. Manga la parte principale del pannello,cioè l’efficienza per quanto concerne la resa annua e venticinquennale. Diversità necessaria del prezzo tra un pannello monocristallino, tre bus bar, efficienza 17,20% e un pannello policristallino efficienza 13/14%. Non è condivisible neppure il giudizio sul pregio del pannello misurato sull’ anzianità di presenza nel mercato del produttore,dal quale nessuno è in grado di prevedere chi dei due esce per primo. Se così non fosse il nuovo sarebbe sempre il vecchio.

    • Alessandro, il 23 luglio 2017 ore 01:44

      L’efficienza indica solo la superficie necessaria per kw prodotti. Non è un indice di qualità del pannello, ma solo un rapporto tra superficie irraggiata e kw prodotti.
      Il film sottile, per esempio, ha bassa efficienza, ma ciò vuol dire solo che saranno necessari più pannelli per fare un kw rispetto ad un monocristallino. Ma il film sottile ha altri pregi e qualità, per esempio quella di lavorare bene ad alte temperature o con luce diffusa (non diretta), in condizioni non ottimali.

  4. Marco, il 4 ottobre 2017 ore 22:04

    Ho appena cominciato a confrontare alcuni dati di resa di alcuni impianti con l’irraggiamento solare misurato dall’ARPA con una stazione vicina (ed ho intenzione di farlo con i dati ENEA). Anche con le correzioni (dovute ad azimut, tilt e scegliendo impianti senza albedo, considerando che finora la temperatura è stata bassa ecc ecc.), non c’è una proporzione diretta fra radiazione solare e produzione (anche se le differenze non sono enormi).
    Con riserva di dati più estesi fra qualche mese, sto ipotizzando che la misura dell’irraggiamento fatta dall’ARPA tenga conto di una gamma di frequenze diverse da quelle “energeticamente” ricevute dagli impianti fotovoltaici.

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