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Piccoli e medi impianti fotovoltaici, ecco il nuovo mercato

14 marzo 2013
Voto:4/5 (5 voti)

Piccoli e medi impianti fotovoltaici, queste le nuove opportunità, insieme ai servizi di gestione e manutenzione degli impianti già in funzione.

In questi mesi del 2013 la situazione del mercato italiano del fotovoltaico sta vivendo un periodo di transizione verso nuovi assetti: verso il superamento degli incentivi e verso nuovi modelli di investimento/business. Gli incentivi del quinto conto energia dureranno secondo le stime fino a maggio giugno 2013, date riviste alla luce dell’andamento delle ultime installazioni.

Quali impianti vengono installati in questa fase di transizione? E quali le nuove opportunità del settore?

Il quinto conto energia incentiva in particolar modo i piccoli e medi impianti fotovoltaici, ecco perchè questi costituiscono oggi le nuove opportunità del mercato: non più, come all’inizio degli incentivi, i grandi impianti e le centrali fotovoltaiche, ma i piccoli e medi impianti fotovoltaici residenziali ed industriali al servizio dell’autoconsumo in sito.

Impianti non più realizzati dai grandi player di mercato e da grandi investitori, ma dalle piccole e medie imprese, famiglie, risparmiatori.

Questo segmento di mercato è oggi tutt’altro che in crisi: tra gennaio e febbraio 2013 si sono realizzati più piccoli impianti rispetto allo stesso bimestre del 2012 ed anche del 2011.

Il settore sta viaggiando verso il superamento degli incentivi, subirà a breve un sicuro rallentamento, ma la situazione non è per niente negativa, in particolar modo se guardiamo alle piccole installazioni che, stando ai dati, sono state numerose fin dai primi mesi del 2013. Anche se guardiamo ai medi impianti, impianti fino ai 200 Kw di potenza, magari associati all’autoconsumo di industrie, le prospettive di mercato sono tutt’altro che negative.

piccoli medi impianti fotovoltaici

L’attuale conto energia, che durerà indicativamente fino a maggio-giugno 2013, prepara la strada a nuove forme di incentivazione: le detrazioni fiscali (materia ancora un po’ fumosa, che attende una regolamentazione chiara) ed i SEU, i Sistemi Efficienti di Utenza. Questi permettono di vendere energia prodotta da rinnovabili ai clienti senza gravarli degli oneri di sistema e di dispacciamento (materia che verrà regolata dall’ Autorità entro l’estate).

Dunque, la differenza rispetto al passato, in particolare rispetto al 2011, è la diminuzione drastica dei grandi impianti a terra e delle centrali fotovoltaiche, ma a questo fa da contraltare l’aumento dei  piccoli e medi impianti fotovoltaici, soprattutto quegli impianti destinati all’autoconsumo residenziale ed industriale particolarmente vantaggiosi se abbinati ad adeguati sistemi di accumulo.

Quali le opportunità, invece, per i grandi impianti fotovoltaici?

Le nuove installazioni, dunque, si rivolgono soprattutto ai piccoli e medi impianti. Per i grandi impianti fotovoltaici si apre invece una nuova strada: quella del servizio di manutenzione e gestione, altrimenti detta “Operation & Maintenance“.

In Italia abbiamo una elevata quantità di grandi impianti fotovoltaici installati negli anni del boom tra il 2010 ed il 2012. Molti di questi impianti sono stati realizzati da operatori, o speculatori, che hanno realizzato mega progetti con il solo scopo di rivenderli. Questo enorme parco di impianti già in funzione è un grande potenziale per il mercato dei servizi, in primis: manutenzione e gestione tecnica. In Italia stanno già sorgendo diverse società specializzate per questo tipo di servizio.

La gestione e manutenzione per i grandi impianti si affiancherà a breve ad un altro specifico segmento di mercato: quello della manutenzione e del monitoraggio dei piccoli e medi impianti, che iniziano solo oggi a  diffondersi in maniera capillare, con il quinto conto energia, e proseguiranno a diffondersi nel dopo-incentivi al raggiungimento della grid parity.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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4 Commenti

  1. salvatore, il 20 marzo 2013 ore 10:53

    avendo disponibilità di circa 8 ha di terreno libero e ben esposto, era mia intenzione installare a terra un impianti fotovoltaico di cira 100 Kw, attendendo un abbattimento ulteriore dei prezzi.
    No ad autocnsumo, volevo chiedervi come comportarmi e secondo voi la convenienza o l’evoluzione di questi impiamti da 50 / a 200 Kw
    grazie

    • Alessandro, il 20 marzo 2013 ore 12:55

      Terreno agricolo?
      Non hai gli incentivi, che tra un po’ comunque finiscono, ma optando per il ritiro dedicato hai un ritorno economico che dipende da tanti fattori: dalla zona di installazione dell’impianto, all’esposizione del terreno, col ritiro dedicato l’energia ti verrebbe pagata all’incirca con queste tariffe, prezzi minimi garantiti 2013. Diciamo da 80,60 €/Mwh in sù.

      100 Kw di impianto può produrre da 100 a 150 Mwh/anno
      quindi, molto indicativamente: circa 8-12 mila euro/anno

      Alcune regioni hanno un costo maggiore dell’energia, quindi ti verrebbe pagata di più, infatti quello è solo un prezzo MINIMO garantito, se il prezzo di mercato è maggiore, vale il corrente prezzo di mercato.

      La convenienza ovviamente dipende da quanto pagheresti l’impianto, dai costi (tutti i costi), e dai tempi di ammortizzo. Ci vogliono dettagliati piani di investimento che considerino tutti i costi.

      Facci sapere ciao

  2. mattia, il 7 aprile 2013 ore 13:39

    ciao Alessandro.Grazie per la precedente risposta ti chiedo un parere:i miei consumi sono per l 80% di sera e sabato domenica ,acquistando un fv 3/4 kw è conveniente lo stesso pur avendo una bolletta enel di 7/800£ anno?

    • Alessandro, il 7 aprile 2013 ore 20:17

      è più conveniente nella misura in cui più riesci ad autoconsumare contestualmente alla produzione dell’impianto.
      Diciamo che ci sono “diversi livelli” di convenienza. A parità di prezzo e di rendimento impianto, dipende anche dal tipo di convenzione scelta col gse: incentivi, scambio sul posto o ritiro dedicato..

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