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I pannelli fotovoltaici e la neve, cosa fare?

29 dicembre 2014
Voto:4/5 (5 voti)

La neve sui pannelli fotovoltaici. Quanto mi costa? Esistono dei sistemi antineve per i moduli fotovoltaici? La neve, coprendo la superficie dei pannelli, può rappresentare un costo reale per l’investimento in quanto, oscurando completamente la superficie dei pannelli azzera temporaneamente la produzione elettrica dell’impianto fotovoltaico.

Con le nevicate invernali, negli ultimi anni frequenti anche nel sud italia, i pannelli fotovoltaici si ricoprono di neve e si presenta l’inconveniente dell’ assenza di produzione di energia del proprio impianto. Questa situazione, soprattutto per gli impianti di una certa dimensione, può rappresentare un problema, ma per i piccoli impianti domestici è invece un temporaneo “disservizio” presto risolvibile.

 

Bassi rendimenti in inverno? Tre cose da sapere prima di dare la colpa alla neve

La neve sui pannelli fotovoltaici compromette, è vero, il rendimento dell’impianto, ma se le prestazioni produttive del vostro impianto sono  basse non è solo colpa della neve. Ecco, in ogni caso, tre brevi considerazioni da fare sul rendimento dei pannelli fotovoltaici in inverno con neve e senza neve.

Quando si parla genericamente di produzione di un impianto fotovoltaico, si parla sempre di medie annuali. In inverno le ore di luce sono veramente poche, il sole sale poco all’orizzonte e quando splende, la fa solo per poche ore giornaliere. Il sole sempre basso, inoltre, aumenta l’incidenza degli ombreggiamenti sui pannelli fotovoltaici. In inverno, inoltre, pioggia e nebbia la fanno da padrona. Questo è il primo fattore che compromette il rendimento invernale del tuo impianto fotovoltaico: non tanto la neve, ma la stagionalità. I bassi rendimenti invernali, più che normali, vengono compensati col graduale aumento delle ore di luce e del miglioramento delle condizioni atmosferiche che accompagnano la primavera.

Pannelli fotovoltaici e neve

Neve sui pannelli fotovoltaici, che fare?

Se un’ombra o un blocco di neve copre parzialmente un impianto, viene compromesso il rendimento produttivo dell’intero impianto. In altre parole: coperture parziali di alcuni moduli compromettono il rendimento dell’intero impianto. Se l’impianto non produce a dovere, dunque, può essere perchè ha solo una piccola parte compromessa da neve, ghiaccio, ombreggiamenti o malfunzionamenti di qualsiasi altro tipo. Basterà, in questi casi, intervenire solo sui moduli interessati, non sull’intero impianto.

La neve, inoltre, pur azzerando temporaneamente la produzione dei moduli, crea le condizioni per una produzione ottimale: il suo elevato potere riflettente, infatti, aumenta la luminosità e, non appena i moduli verranno liberati, avranno rendimenti migliori ricevendo maggior luce riflessa. Si pensi, ad esempio, alle limpide giornate invernali in cui, le basse temperature e l’elevata luminosità creata dalla neve, favoriscono la produttività e l’efficienza dei moduli.

 

La prima soluzione: la rimozione manuale, non sempre necessaria

Come ovviare alla perdita di produzione? Beh dipende innanzitutto dal tipo di impianto installato: se si tratta di un piccolo impianto domestico posto sul classico tetto a falde inclinate il problema è velocemente risolvibile.  Se il tetto è basso o facilmente accessibile si può procedere ad una veloce rimozione manuale utilizzando un “tira-acqua” o qualche attrezzo simile. Questa soluzione non è sempre necessaria e basterà attendere il primo sole per vedere la neve scivolare giù spontaneamente. Le lisce superfici del vetro dei pannelli, la loro inclinazione ed il loro orientamento “verso il sole” faranno scivolare via la neve spontaneamente. In ogni caso si raccomanda di non salire sul tetto di persona senza le adeguate protezioni di sicurezza, sopratutto in caso di ghiaccio.

In Italia l’inclinazione ottimale dei pannelli fotovoltaici è di circa 30°. Basterà quindi un veloce passaggio con un tira-acqua (o una scopa), per far scivolare giù la neve in eccesso (mi raccomando occhio alla sicurezza, anche delle persone che stanno sotto). Come detto, ribadiamolo, se non si ha particolare fretta il sole farà spontaneamente il suo lavoro, anche perchè, essendo l’impianto esposto a sud, avrà un buon irraggiamento per gran parte della giornata. Dopo le nevicate il sole tornerà a risplendere e la luce riflessa dalla neve creerà una situazione di irraggiamento ed un rendimento più che ottimale. Solo allora sarà utile, eventualmente, intervenire sui pannelli fotovoltaici con una pulizia manuale.

Per i tetti piani, ovviamente tutto risulta più semplice, anche se dipende dall’altezza dal pavimento a cui sono installati i pannelli. Si tratterà eventualmente di spalare la neve in eccesso.

Può risultare comunque utile applicare, specie in montagna dove la neve è presente per parecchie settimane, dei liquidi antighiaccio che aiutano chimicamente ad evitare la formazione di ghiaccio e depositi di neve, come gli “antigelo” usati per le macchine.

Risulta invece controproducente utilizzare cavi riscaldanti, perchè assorbirebbero troppa energia, o i classici sali da neve perchè sono corrosivi e rischierebbero di rovinare la superficie dei pannelli fotovoltaici.

In ogni caso la valutazione di un intervento di pulizia manuale dipende molto dalle singole condizioni climatiche e dal luogo di installazione: se è una nevicata sporadica a mio parere non vale la pena intervenire, almeno fino a che non risplende il sole.

Un caso diverso, invece, è per gli impianti industriali o commerciali, installati a terra.

 

La seconda soluzione: il sistema antineve per pannelli fotovoltaici

sistema anti neve per pannelli fotovoltaici

Sistema elettrico anti neve per pannelli fotovoltaici

Nonostante quanto scritto sopra, esistono in commercio alcune soluzioni per riscaldare i pannelli fotovoltaici elettricamente in modo da evitare la formazione di neve e ghiaccio sui pannelli. Nonostante il rischio di essere (nei casi più comuni) controproducenti, potrebbero essere utili in diversi altri casi, specie in luoghi molto freddi, ombreggiati e innevati, per non perdere troppa produzione elettrica.

Si tratta di pannelli riscaldati elettricamente che si appongono sotto i moduli fotovoltaici, trasmettendo il calore sulla loro superficie. In commercio esiste un prodotto che scaldando il pannello scioglie la neve che si accumula sopra di esso, permettendone il normale funzionamento. La stessa casa produttrice raccomanda il suo utilizzo solo in condizioni di temperatura esterna inferiore ai 10 gradi centigradi.

Se non si tratta di impianti commerciali, in ogni caso, ne raccomandiamo l’utilizzo solo in casi particolari.

Piuttosto può essere utile prevedere, in fase di installazione, la possibilità di aumentare in modo agevole l’inclinazione dei pannelli: aumentando la pendenza dei moduli si agevola lo scivolamento della neve per liberarne la superficie captante.

 

La tenuta neve dei pannelli fotovoltaici

Per completare l’argomento “neve sui pannelli fotovoltaici” vale la pena spendere due parole sulla tenuta dei pannelli al peso della neve. Infatti se la neve può rappresentare un pericolo per l’impianto, non è tanto per la mancata produzione (che rimane temporanea e “fisiologica”), ma per il carico che esercita sui pannelli stessi.

Sulle schede tecniche delle case produttrici viene indicato il carico massimo della parte anteriore del pannello: questo parametro indica la “tenuta neve” del modulo fotovoltaico.

Vediamo alcuni dati rilevati dalle schede tecniche di alcuni pannelli:

  • modulo fotovoltaico SunPower (E19/318): 550 Kg/mq per la parte anteriore del pannello (tenuta neve) e 245 Kg/mq per il fronte e retro del pannello (tenuta vento);
  • modulo Conergy (Power Plus): 6.000 Pascal di carico massimo consentito, ovvero circa 610 Kg/mq
  • modulo SolarWorld  (SunModule): resistenza meccanica fino a 5,4 kN/mq, ovvero circa 540 Kg/mq

Comunque tutti i pannelli fotovoltaici devono assere certificati secondo la norma IEC 61215 che è uno standard internazionale. Questa certificazione prevista “di default” garantisce l’idoneità dei moduli per l’installazione in zone con elevato accumulo di neve e ghiaccio.

 

Video: come la neve influenza il rendimento dei pannelli fotovoltaici

 

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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