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Costo pannello fotovoltaico da 1 kw stand alone

12 settembre 2016
Voto:4/5 (8 voti)

Qual è il costo di un pannello fotovoltaico da 1 kW stand alone? E soprattutto, a cosa può servire?
Uno dei vantaggi dei sistemi fotovoltaici è che sono completamente scalabili: con lo stesso tipo di componenti possiamo realizzare un piccolo impianto da pochi Watt di potenza o un impianto da diverse decine di chilowatt. Quello che cambia è il numero di pannelli fotovoltaici utilizzati, il dimensionamento del quadro elettrico, dell’inverter e, nel caso in cui si utilizzano batterie, del regolatore di carica.

In alcuni casi, se si parla di un piccolo impianto fotovoltaico da 1 kW stand alone, il tipo di lavoro può essere fatto in autonomia e senza troppe spese o procedure burocratiche. Non richiede, infatti, alcuna pratica Enel.

Questo articolo è rivolto a chi, non essendo un tecnico elettricista o un operatore del settore, voglia raccogliere informazioni e farsi un’idea per la realizzazione di un piccolo impianto solare, scollegato dalla rete, da utilizzare per integrare la rete domestica, alimentare piccole utenze o piccoli apparecchi elettrici. Il mini impianto, infatti, andrà ad alimentare una o più batterie che verranno utilizzate per immagazzinare temporaneamente l’energia prodotta.

In conclusione vedremo anche il costo complessivo per la realizzazione di questo piccolo progetto “autonomo”.

 

Cosa significa stand alone? E quando è consigliabile?

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Un impianto “Stand alone”, definito anche “Impianto Fotovoltaico ad Isola”, è un impianto autonomo staccato dalla rete elettrica di Enel. Ecco come funziona: la luce del sole che arriva sui pannelli attiva il cd. “effetto fotovoltaico”. L’effetto fotovoltaico, che avviene grazie al Silicio di Grado Solare, produce una differenza di potenziale tra gli elettroni. Questo differenziale genera corrente elettrica continua. La corrente elettrica generata non è ancora utilizzabile per far funzionare i nostri comuni apparecchi perchè questi funzionano a “corrente alternata”. A convertire la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata interviene l’inverter. L’inverter ha infatti proprio la funzione di “accogliere” corrente continua “in entrata” e restituire corrente alternata “in uscita”. Corrente a 220/230 Volt adatta per essere utilizzata per i nostri comuni apparecchi.

Un impianto stand alone, essendo staccato ed autonomo dalla rete Enel, potrà alimentare direttamente l’utenza o, in aggiunta, potrà ricaricare delle batterie che “restituiranno” energia in momenti successivi. Quando le batterie sono cariche e non c’è nessun apparecchio in funzione, tutta l’energia producibile dai pannelli andrà persa.

 

In quali situazioni è adatto questo tipo di sistema?

Una modalità di applicazione interessante, ma che richiede maggiori abilità tecniche, è questa: alimentare le utenze di casa integrando l’impianto stand alone. L’impianto, essendo “staccato” dalla rete, non immette le eccedenze in rete, però può alimentare le utenze di casa riducendo le bollette. La rete domestica prenderà energia, in ordine di priorità, dall’impianto fotovoltaico. Se l’impianto non produce prenderà energia dalle batterie. Se le batterie sono scariche prenderà energia dalla rete Enel. In questo modo viene garantita la continuità della fornitura elettrica e viene garantito un certo risparmio in bolletta.

Con questa modalità un pannello fotovoltaico da 1 kW stand alone è consigliabile quando si vuole, con un investimento minimo, tagliare una piccola quota della bolletta elettrica massimizzando l’investimento. Con molta probabilità avremo un autoconsumo prossimo al 100 per cento, ma ancora molta dipendenza dalla rete Enel.

In alternativa un mini impianto stand alone può alimentare piccoli apparecchi non indispensabili e autonomi come ad esempio: luci esterne di un cortile, cancelli automatici, citofoni, piccole pompe dell’acqua per fontane o piscine, baite o camper.

 

Quanti pannelli ci voglio per fare 1 kW fotovoltaico

Nonostante il titolo dell’articolo parli di “pannello fotovoltaico da 1 kw stand alone”, bisogna sapere che non esiste un pannello fotovoltaico da 1 kW. I pannelli più potenti oggi in circolazione sono da 300 Watt l’uno. Per fare un sistema da 1 kW, cioè 1.000 Watt di potenza “di picco”, abbiamo bisogno in genere di 4 pannelli da 250 Watt l’uno, collegati tra loro.

4 pannelli di questo tipo occupano una superficie totale di circa 8 metri quadrati ed avranno bisogno anche di un piccolo spazio coperto per il posizionamento dell’inverter.

 

Cosa ci faccio con un pannello fotovoltaico da 1 kW stand alone

Un Kit Fotovoltaico da 1 kW stand alone è adatto per essere utilizzato su baite, camper, roulotte, barche. Ma non solo: un impianto da 1 kW può lavorare in maniera efficace in parallelo all’utenza di casa.

Integrando l’installazione nella rete elettrica di casa, su diversi Kit in commercio è possibile definire delle priorità di utilizzo dell’energia. L’inverter può operare con due diverse modalità: dando priorità alla rete Enel oppure dando priorità alle batterie.

Nel primo caso l’inverter si comporta come “gruppo di continuità” garantendo l’approvvigionamento elettrico tramite batterie anche in caso di blackout.

Nel secondo caso, che è quello per noi interessante, la priorità viene data alle batterie ed ai pannelli fotovoltaici. In questo caso il fotovoltaico e l’inverter alimentano le utenze prelevando l’energia dalle batterie. Solo quando le batterie sono scariche l’inverter “commuta” istantaneamente sulla rete Enel. Il tempo di commutazione è in genere talmente rapido da continuare ad alimentare le utenze senza discontinuità. In questo modo si ottimizza l’uso dell’energia fotovoltaica accumulata nelle batterie senza che l’impianto sia allacciato alla rete Enel. L’energia elettrica, dunque, graverà in bolletta solo per la quota residuale prelevata dalla rete.

 

Per chi è adatto un mini impianto fotovoltaico da 1 kW stand alone

Un impianto di questo tipo può essere adatto per quegli utenti che vogliano spendere il minimo senza rinunciare alla possibilità di autoprodurre energia solare. Con questa soluzione da 1 kw stand alone l’investimento è veramente minimo, non si hanno spese di allacciamento Enel, non si hanno pratiche Gse per lo scambio sul posto e non c’è bisogno di particolari autorizzazioni (meglio comunque verificare col proprio Comune).

Con un kit stand alone da un kw l’investimento è minimo come anche è minimo l’effettivo risparmio in bolletta che si riesce a generare. Tutto sommato, anche grazie alla possibilità di installarselo da soli, il rapporto tra costo e rendimento è ottimo perchè un impianto così piccolo con batterie permette di ottenere un autoconsumo prossimo al 100%.

Per gli utenti un poco più “evoluti”, che vogliano realizzare in autonomia il proprio progetto fotovoltaico indipendente, il vantaggio è massimo: possono acquistare kit completi, già pre-configurati, e installarseli da soli spendendo veramente il minimo indispensabile.

 

Con un impianto di questo tipo posso sfruttare lo Scambio sul Posto?

No. L’impianto fotovoltaico stand alone, essendo staccato e indipendente dalla rete elettrica di Enel, non può sfruttare lo Scambio sul Posto. L’impianto, definito anche “Fotovoltaico off-grid”, non immette in rete l’energia prodotta in eccedenza e non può quindi sfruttare lo scambio sul Posto. L’energia prodotta in eccedenza viene, infatti, stoccata nelle batterie. Quando queste sono piene e non ci sono utenza in funzione l’impianto smette di produrre.

Il contributo del Gse viene riconosciuto per tutta l’energia scambiata con la rete. L’energia scambiata con la rete corrisponde, infatti, al valore minimo tra i kwh immessi in rete dall’utente ed i kwh prelevati dalla rete attraverso lo stesso contatore. Ad esempio se in un anno col mio impianto ho immesso in rete 2.000 kwh e ne ho prelevati 1.700. La quantità di energia scambiata con la rete è di 1.700 kwh e su questi 1.700 viene calcolato il contributo dello scambio sul posto.

Il fotovoltaico stand alone, non essendo collegato (in immissione) alla rete Enel, e non richiedendo alcun tipo di allacciamento Enel, non immette in rete e non può beneficiare del meccanismo dello Scambio sul Posto. Il beneficio di questo tipo di impianto è esclusivamente quello dell’autoconsumo tramite batterie, senza scambio con la rete.

 

Come fare l’impianto fotovoltaico da 1 kW off grid

Esistono in commercio diversi Kit stand alone. Si tratta spesso di kit già “pre-configurati” e già pronti per l’installazione. Sono spesso, inoltre, dotati di linee guida per l’installazione. Nonostante questo, se non si è elettricisti o se non si ha già un minimo di dimestichezza con gli impianti elettrici, è meglio rivolgersi ad elettricisti qualificati.

Anche se l’impianto fotovoltaico off-grid non richiede l’allacciamento in rete Enel è meglio comunque affidarsi alle competenze di un elettricista perchè deve integrarsi bene con la fornitura di rete (un commutatore automatico, infatti, è in grado di “alternare” la fornitura di casa tra batterie/fotovoltaico e rete Enel).

 

Il Costo di un pannello fotovoltaico da 1 kw stand alone

Veniamo finalmente ai costi. Un kit fotovoltaico da 1 kW stand alone ha un prezzo che può variare molto in base al tipo di batterie che utilizza e, soprattutto, in base alla quantità di stoccaggio garantita dagli accumulatori.

 

kit minimale

Un kit domestico molto minimale da 1 kW costa da circa 1.200 a 1.600 euro IVA 10% inclusa. Questo kit minimale è tipicamente composto da:

  • 4 pannelli fotovoltaici da 250 o 260 Watt,
  • un inverter da 1.600 watt con regolatore di carica integrato (che gestisce la carica/scarica delle batterie)
  • 2 batterie di tipo AGM (al piombo-acido) per una capacità di accumulo totale di 2,88 kWh nominali.
    La capacità di accumulo effettiva è di circa il 20% in meno.

 

kit completo

Un kit dello stesso tipo, ma completo di tutto e adatto per essere integrato con l’impianto elettrico di casa (dotato cioè di un “commutatore automatico impianto-rete”) costa intorno ai 2.200 euro IVA 10% inclusa.

In questo caso il kit fotovoltaico stand-alone comprende tutto il materiale elettrico necessario per il collegamento e l’installazione dell’impianto.  In questo caso un “pacchetto” tipico è composto da:

  • 4 pannelli fotovoltaici policristallini (da 260 Watt l’uno),
  • inverter da 1,6 kW con regolatore di carica integrato,
  • 2 batterie AGM (piombo acido) per un accumulo nominale di circa 2,88 kWh (effettivo intorno ai 2 kWh),
  • connettori vari,
  • quadri AC/DC,
  • cavi, fusibili, ecc…

Con questo tipo di kit, il fotovoltaico lavora “in integrazione” con la rete commutando in automatico la fornitura di casa dall’impianto fv alla rete Enel quando le batterie sono scariche. In questo modo si consuma prima di tutto la “propria” energia fotovoltaica. Solo quando le batterie sono scariche l’inverter “stacca” e attiva il prelievo di energia dalla rete Enel.
In questo caso il commutatore automatico è integrato nell’inverter.

 

I prezzi individuati sono ovviamente indicativi. Si tenga presente che soluzioni simili che utilizzano, al posto di batterie AGM, batterie al Litio sono più costose, benchè le batterie al Litio sono nel complesso più efficienti e più durature.

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Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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