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Come accumulare l’energia fotovoltaica con uno scaldabagno

7 maggio 2014
Voto:4/5 (6 voti)

Esiste un modo diverso per accumulare l’energia prodotta dal fotovoltaico? In genere, per non sprecare l’energia prodotta con i pannelli fotovoltaici, vengono utilizzate batterie elettriche per lo stoccaggio temporaneo dell’energia prodotta. In questo modo si sfrutta il picco giornaliero di produzione dei pannelli per raccogliere energia da riutilizzare la sera o la notte. In questo modo si aumenta l’autoconsumo domestico di energia e quindi si massimizzano i risparmi in bolletta.

Le batterie elettriche utilizzate per l’accumulo temporaneo dell’energia fotovoltaica, nonostante abbiano il vantaggio di elevare autoconsumo e risparmi, hanno alcuni limiti: costi elevati, numero “non infinito” di cicli di carica/scarica,  sostituzione periodica, utilizzo di materiali inquinanti (anche se in parte riciclabili).

Nel complesso le batterie di accumulo non sono, per ora, il massimo in termini di efficienza e di rapporti tra “costi-benefici”.

La convenienza dell’accumulo elettrico, ormai si sa, è quella di ridurre al minimo le immissioni in rete per aumentare al massimo l’autoconsumo. Immettere in rete l’energia prodotta, infatti, visto che viene pagata poco, è meno conveniente rispetto ad autoconsumarla per il proprio fabbisogno.

Ecco la domanda più importante.. e una possibile efficace soluzione.

Esiste un modo per accumulare l’energia prodotta in eccesso senza utilizzare costose e inquinanti batterie elettriche?

Ecco una possibile soluzione: utilizzare l’energia in eccesso per far funzionare uno scaldabagno elettrico alimentato dall’impianto fotovoltaico.

accumulare energia fotovoltaica con uno scaldabagno

Utilizzando l’energia auto-prodotta per riscaldare l’acqua in un ambiente ben coibentato permette di sfruttare in maniera ottimale l’energia prodotta in eccesso.

Questo può valere sia per l’ACS (cioè: l’acqua calda sanitaria), sia per il riscaldamento domestico.
Ecco come aumentare l’autoconsumo grazie ad uno al scaldabagno elettrico: costi minimi, massima efficienza.

Si tratta di un nuovo modo per rendere ottimale l’autoconsumo domestico e per ridurre al minimo l’eventuale acquisto di batterie elettriche.

Un sistema elettrico domestico con il massimo dell’efficienza dovrà dunque prevedere, in ordine di priorità:

  • autoconsumo istantaneo, con sistemi automatizzati per convogliare l’energia verso elettrodomestici programmabili nei momenti in cui l’impianto fornisce la potenza necessaria (esempio: lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, fornetti, ecc..),
  • attivazione di uno scaldabagno elettrico con boiler in grado di scaldare (e mantenere calda) l’acqua sanitaria da utilizzare per il fabbisogno domestico (risparmiando sull’uso del gas),
  • ricarica di batterie di accumulo per i consumi elettrici serali e notturni,
  • immissione in rete con il meccanismo dello scambio sul posto che permette di compensare parte delle bollette pagate al proprio operatore.

 

Esistono in commercio alcuni dispositivi, uno di questi si chiama ImmerSun, in grado di utilizzare automaticamente la corrente elettrica in eccesso per riscaldare l’acqua, al posto di immetterla in rete. Alcuni di questi dispositivi funzionano con la maggior parte dei boiler elettrici, hanno una gestione totalmente automatizzata e mostrano con un piccolo display la quantità di energia risparmiata.

“Tecnologie energetiche pulite, fotovoltaico, fonti rinnovabili: queste le leve per uno sviluppo sostenibile e consapevole. Il giornalismo ambientale e le nuove tecnologie sono ottimi strumenti di condivisione per tracciare nuove strade”

Alessandro Fuda – Copy Writer e SEO Developer appassionato di fonti rinnovabili, fotovoltaico, risparmio energetico, ambiente

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Un commento

  1. Beppe, il 30 settembre 2014 ore 10:55

    Ho provato l’immersan, ma è molto meglio il prodotto italiano PAD, non è con pinze amperometriche e legge i flussi di energia ogni 12 mcs. puo alimentare 2 carichi

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